Tabù Cosenza sfatato a metà. Un altro in arrivo…

Tabù Cosenza mezza paura. Adesso, testa al prossimo avversario, il Monopoli: unica vittoria nel 2015, nel segno di Scarsella.
Inutile dire che le dichiarazioni post Catania-Cosenza sono state amplificate dal risultato maturato sul campo.
Il 2-2 finale, in rincorsa sulla verve estremamente prolifica dei primi quarantacinque minuti del gioco calabrese, non ha fatto altro che fungere da cassa di risonanza alla querelle verbale messa in atto dal tecnico livornese subito dopo il triplice fischio finale.
Ragioniamo però su quanto successo in campo. Il Tabù Cosenza era risaputo nell’ambiente rossazzurro. Pur essendo concordi con il fatto tangibile che questo non sia stato sfatato, possiamo dire che, per metà, è stato esorcizzato. Le gare giocate nel pomeriggio al Massimino sembrano una maledizione.
I rosso blu stavano nuovamente richiamando le streghe di Lentini e Caserta. Ma, a differenza delle precedenti gare disputate rispettivamente con la Sicula e con i Falchetti, stavolta il copione ha subito quel colpo di scena inaspettato che fa ben sperare.
Quello che al contrario preoccupa, e non poco, è l’atteggiamento casalingo del team rossazzurro. La stessa vittoria ottenuta contro il Francavilla lanciava segnali poco positivi, a conclusione di una prestazione dove, di effettivamente “positivo”, ci sono stati solo i tre punti. Un bipolarismo acuto che non certo può schiarire l’orizzonte in vista Lecce.
La pressione e l’ansia sono sentimenti propri dell’essere umano. Su questo nessuno può sindacare. Ma quello che desta qualche riflessione sta nel fatto che queste due parole, maledettamente magiche, vengano più volte dichiarate ed esposte. Una, fin troppo, facilità nell’esprimerle che denota quanto siano pesanti, assillanti e calcificate nei neuroni dei pazienti di Casa Catania.
L’assillo porta alla pazzia. Un processo di maturazione che potrebbe essere pesantemente minato dalla psiche flebile, dai nervi tesi, che vacillano ogni qualvolta si varchi il tunnel che porta sul manto del Massimino.
Esiste l’obiettivo e più lo si vuole perseguire, più si pretende che per raggiungerlo si faccia l’impossibile. Tutto ci si poteva immaginare tranne che chiedere ai “nostri” di non aver paura nella e della propria tana.
Adesso, il Monopoli. Nella completa assuefazione di quanto di buono trapelato dalle parole di Lucarelli, apprendiamo quanto questo “mini tabù”, sfatato soltanto una volta il 23/09/2015 (Monopoli – Catania 1-2) grazie alla doppietta di Scarsella, possa avere un impatto “meno traumatico” nei ragazzi rossazzurri.
Più presto si diverrà padroni di sé stessi, prima si matura. È arrivata la stagione della fioritura…sperando che “ape coraggio” impollini il teso stelo che ne erge fuori da Torre del Grifo.
Vincenzo La Rosa
fonte foto: https://www.cremonaoggi.it
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