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Istinto RossazzurroVersione completa

Storia di una Garufata…

Giuditta Agata LeottaAggiornato
Fonte:www.lasicilia.it
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Juve Stabia – Catania 2 a 1. Finisce così la partita giocata allo stadio “Menti“di Castellammare.
Una battaglia persa per colpa di un sombrero in più… che ha fatto ombra a tal “punto” che i rossazzurri pensavano di avere in tasca .
Partita strana quella tra i campani e gli etnei, che entrano in campo con sette minuti di ritardo senza che nessuno riesca a carpire il perché.
Le undici maglie rossazzurre dovranno contare solo sulle loro forze, visto l’assenza dei sostenitori catanesi voluta dal Prefetto di Castellammare.
Neanche il tempo di fischiare il calcio d’inizio che il sig. Ranaldi al primo minuto e mezzo deve tirar fuori nuovamente il fischietto per sancire il fallo commesso su Falcone brandendo il cartellino giallo (anche se il rosso era più adatto all’occasione) per il giocatore stabiese, e per accordare il calcio di punizione; calcio tirato dallo stesso Falcone che aggirando il palo si perde sul fondo. Per i primi venti minuti il Catania mantiene un discreto gioco di palla, pressando, se pur timidamente, gli avversari. Momentaneamente la Juve Stabia si chiude, ma solo per capire bene come e dove affliggere il colpo giusto, colpo che arriva al 26° minuto di gioco con Contessa, che sfuggendo alla difesa etnea, insacca il pallone in rete firmando così il vantaggio. Il Catania a questo punto tiene palla e solo 5 minuti dopo arriva il nostro di affondo, con Calil che servito da Falcone su calcio di punizione, riporta il match in parità. Ma i ragazzi di Zavettieri non restano a guardare, infatti incominciano ad essere più incisivi proponendosi su ogni pallone che il Catania lascia incautamente a loro disposizione. Si iniziano a notare così le disattenzioni tra le file catanesi tra cui quelle di Lulli che mettono in difficoltà l’intera difesa. Il solo Nunzella  cerca di rimediare ai svariati errori collettivi, nonostante la prestazione di quest’ultimo non sia stata incisiva (come quella del 70% della squadra in fin dei conti). Il primo giallo in casa Catania viene assegnato a Calderini,  con punizione per gli avversari.
A fine primo tempo sia Calderini che Russo trovano lo specchio della porta dove Polito però fa una buona guardia.
Finisce così il primo tempo che non vede assegnato minuti di recupero.

Inizia il secondo tempo dove il Catania cerca di riprendere il pallino del gioco, ed infatti ci riesce rimediando un fallo su Bergamelli. Tanto per cambiare.
Si riparte, e tocca a Pelagatti subire il prossimo fallo, che addirittura esce dal rettangolo di gioco lasciando il Catania in inferiorità numerica per pochi secondi.
Cambio tra le file del Catania: Calderini per Russotto, rimanendo tatticamente tutto invariato. Altra occasione per il Catania che vede Calil consegnare, quasi con educazione, il pallone tra le braccia pronte del portiere campano. Riprese le giuste misure la Juve Stabia torna all’attacco, trovando un Catania che si disimpegna senza però essere abbastanza aggressivo e soprattutto senza quella cattiveria che fino ad adesso l’ha contraddistinto. Ennesima punizione per gli etnei a fronte dell’ennesimo fallo effettuato su Falcone il quale, alla fine non riesce a concretizzare. Secondo cambio per i siciliani: Barisic per Lulli. Dopo un’ importante occasione sprecata da Russotto a seguito di due calci d’angolo, la formazione campana si chiude nuovamente. Ed ecco che Pancaro usando l’ultimo cambio schiera Di Grazia per Falcone, tentando il colpaccio negli ultimi minuti di gioco.
Arrivati al minuto 45, vengono concessi 4 minuti di recupero, quindi si giocherà fino al 94°.
Dopo l’ultimo slancio dei ragazzi di Pancaro al 93° verso la porta avversaria, Garufo perde palla nella trequarti che permette ai gialloblù di arrivare indisturbati nella porta di Bastianoni e di segnare il secondo gol prima del triplice fischio.
Abbiamo visto spegnersi così l’opportunità di alzare la classifica anche se di un solo punto. Punto che a fine stagione sarebbe tornato utile (insieme agli altri persi) per il raggiungimento di un posto importante in classifica.Adesso Pancaro, come un buon direttore d’orchestra, dovrà essere bravo a resettare il tutto, toccando le note giuste nella mente dei suoi ragazzi per creare nuovi accordi risonanti di vittoria in vista del derby casalingo contro una sorprendente Akragas.

Di Giuditta Agata Leotta

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