Spazio, ultima frontiera…


Spazio, ultima frontiera…
…data stellare 20/11/2016… Nel remoto paesino di Francavilla Fontana la flotta Rigolprise capitanata dal generale Spock Rigoli, cade vittima dell’ignoto…e scompare nel nulla. Tutto ciò che ci perviene è un unico messaggio:”Hanno avuto più fame di noi”.
L’ignoto
É tutto quello di cui si disconosce l’esistenza. Un universo nell’universo, uno spazio tridimensionale impelagato nelle leggi bidimensionali di un altro spazio, ad esso superiore. Laddove Einstein smette di esistere nella sua forma terrena. Laddove l’umana concezione dell’io più interiore, s’imbastardisce con l’artefatta essenza del non-finito…non inteso in termini prettamente dimensionali o temporali, ma dalla progenie ignota di esse stesse, medesime.
Nel continous spazio-temporale di una coerente narrazione dei fatti, mal si adatta una forma strutturale con confini ben definiti, forme o segmentazioni parziali del disprezzo umano. Gli astratti rudimenti ancestrali non ci forniscono l’esatta collocazione dell’ignoto nello lo scibile umano, primitivo sapere di un’esistenza ancor più banale e insignificante. Ma solo e soltanto grazie ad esso può sopravvivere, può esistere l’essere umano. In quanto “essere” (non la sua copia artefatta), il suo non-essere non può avere illazioni a caso, tanto meno essere concepita dalla stessa esistenza umana. Per cui, nella diramazione metodica di qualsivoglia teoria, condita di balbettanti forme di comunicazione, bisogna accettare l’ipotesi primaria che una narrazione concreta, descrivibile, tangibile, eco-sostenibile, di fatti accaduti nell’ignoto o non esiste nemmeno o, se esiste, non appartiene alla dimensione spazio-temporale in cui ci troviamo al momento di pronunziarla.
In definitiva: HP – se sai cos’è l’ignoto – TS n1 – o non esiste o – TS n2 – o non appartiene alla tua dimensione.
La dimostrazione, carta e penna, è lasciata al lettore curioso. A questo teorema empirico, denominato “Primo principio d’esistenza dell’ignoto“, va ad agganciarsi un altro teorema che ne delinea realmente i contorni e le ombre aldilà della seconda dimensione umana. Esso prescinde da una mera certezza della TS n2 o Ts n1. Vale a dire:
HP – Se l’ignoto non esiste (TS n1) o non appartiene alla tua dimensione (TS n2) – Ts – tu sei IGNOTO.
Questa volta la dimostrazione diventa più complessa e la lasciamo al lettore con crisi esistenziali accentuate. Tale teorema viene conosciuto con il nome di “Secondo principio d’esistenza dell’ignoto” o, più semplicemente, “Teorema ciclico dell’ignoto“. Come si evince dalla nomenclatura dello stesso, la continuità di questo teorema, seguente al primo, ci porta all’assoluta conoscenza di noi stessi, in quanto presenti o non presenti nella dimensione paranormale in cui narriamo i fatti. Un effetto ciclico che può avere diverse applicazioni, in contesti ancora più piccoli di quelli strettamente legati all’ignoto stesso.
Un’applicazione basilare del Teorema ciclico dell’ignoto
Supponiamo di trovarci nel quadrante universale che contiene la galassia chiamata “Via Lattea”. Supponiamo di trovarci nel sistema di una stella chiamata “Sole” e supponiamo, ancora, di addentrarci nel pianeta, da essa illuminato, chiamato “Terra”. In questo misero e sperduto pianeta, al centro del continente euroasiatico, nel “tacco” del lembo di terra chiamato Italia, alle ore 14:30 del 20/11/2016 (data terrestre), allo stadio “Giovanni Paolo II” di Francavilla Fontana, si disputa la giornata 14 del campionato italiano di Lega Pro, girone C, fra Virtus Francavilla e Catania.
La partita, in sé, è agguerrita, ma poco avvincente, in quanto il livello scandaloso delle due compagini rasenta lo zero. Nel primo tempo l’unica occasione è per i locali che, con la reincarnazione di George Weah, vanno vicino al gol, ma la mira dell’ex liberiano, adesso naturalizzato francese, è puntata nell’Orsa maggiore. Gli etnei non sono classificabili come una forma di vita vivente in questo pianeta, ma riescono lo stesso ad aver manna dal cielo: al 38′ svarione difensivo dei locali, con Paolucci si “invola” verso la porta e salta Casadei, che lo stende e viene espulso. La susseguente punizione non si commenta nemmeno.
Andazzo peggiore alla ripresa, intervallato soltanto dall’auto-palo propiziato da Biagianti al 71′. Il resto è solo Virtus Francavilla. Protagonista indiscusso, nel bene e nel male, M’Bala Nzola, o come viene oramai definito, il nuovo George Weah. La rima è la stessa, i piedi leggermente diversi, ma la sostanza è uguale. Il francese sbaglia almeno tre occasioni ghiottissime a tu per tu con Pisseri e almeno altrettante se ne vede respingere dallo stesso estremo difensore catanese. Finché, al minuto 91, la sua ciabattata maldestra indirizza il pallone in fondo al sacco, per la gioia dei 2000 o poco più tifosi bianco-celesti. Beffa implacabile, ma in fin dei conti legittima, ai danni dei rossazzurri che per un’ora circa hanno avuto il vantaggio dell’uomo in più.
Bene…questa potrebbe essere una realtà…ma non l’unica…a quanto pare…
Secondo il comandante della flotta stellare Rigolprise, il celeberrimo Spoke Rigoli, nella prima frazione di gioco il Catania “era riuscito ad esprimere un buon gioco, cercando in tutti i modi di portare a casa un risultato positivo, tant’è vero che l’espulsione del portiere Casadei ne è stata la prova inconfutabile”. Nel primo tempo, rispetto al secondo dove loro sono stati più affamati, il Catania “ha fatto qualche cosina in più”, non sfruttando a dovere ciò che di buono si era creato. Questo non è bastato (evidentemente) e nel secondo tempo loro hanno giocato solo di rimessa, mettendo i rossazzurri in difficoltà. Gli “errori difensivi individuali” sono stati la vera causa che ha permesso al Virtus Francavilla di “sfruttare questi ampi spazi lasciati”. Calil “ha fatto una buona partita dal punto di vista dell’impegno”, tuttavia si tratta di “Calil” (figlio di Jor-el) e non di “chicchessia”. Nel secondo tempo, sempre secondo il vulcaniano Spoke Rigoli, “ci siamo adattati ai ritmi bassi che ci portavano loro a giocare”, ma, in maniera assai lecita, “dovevamo aggirarli sulle fasce o con qualche passante”. Sono mancati “gli uno-contro-uno sulle fasce” e “francamente IL PUNTO LO SI POTEVA PORTARE A CASA”. “Non avevamo risolto tutti i problemi nelle partite precedenti e sapevamo che c’è ancora qualcosa da sistemare…e ci stiamo provando”. Risultato giusto? “Accettiamo il verdetto del campo, anche se LA PARTITA SI POTEVA PAREGGIARE BENISSIMO, ma, siccome il Francavilla si è presentato più volte davanti la porta, nel secondo tempo, non hanno rubato nulla”. Perché Di Grazia in panchina? “Per scelta tecnica…ha giocato, comunque, sempre CALIL”. Per finire in bellezza, “BASTRINI e De Santis hanno fatto buona partita e mi ritengo soddisfatto”.
A questo punto urge spontanea l’applicazione del teorema ciclico dell’ignoto. Essa è rivolta a chi non ha visto la partita, quindi sprovvisto di elementi probanti per confutare l’assoluta certezza dei fatti accaduti a Francavilla.
Partiamo, perciò, col definire IGNOTO proprio il come ha giocato il Catania a Francavilla e l’annesso risultato finale. Seguendo la realtà dimensionale offertaci da Spoke Rigoli, il quale sa cos’è l’ignoto, ci troviamo di fronte ad un bivio crudele: o questa partita realmente NON SI E’ DISPUTATA o SI E’ DISPUTATA IN UNA DIMENSIONE PARALLELA, sorella e gemella di questa, dove il Catania ha preso a pallonate la Virtus Francavilla e ha perso solo per gli ampi spazi lasciati dagli ottimi difensori (BASTRINI più che De Santis) che hanno giocato un’ottima partita. Poiché è impossibile affermare che essa non si sia disputata, allora essa ESISTE OBBLIGATORIAMENTE IN UN’ALTRA DIMENSIONE, laddove solo Spoke Rigoli può andare (Primo principio d’esistenza dell’ignoto).
Adesso…e solo adesso…ci torna utile proprio il secondo principio d’esistenza dell’ignoto, che chiude il ciclo.
HP – Se l’ignoto non esiste (TS n1) o non appartiene alla tua dimensione (TS n2) – Ts – tu sei IGNOTO.
Diventa
SE LA PARTITA VIRTUS FRANCAVILLA – CATANIA NON APPARTIENE ALLA NOSTRA DIMENSIONE, ALLORA SPOKE RIGOLI E’ IGNOTO.
Vale a dire che il caro buon Spoke Rigoli (alias Pino Rigoli) in realtà NON ESISTE IN QUESTA DIMENSIONE! Egli vive in un’altra dimensione parallela alla nostra. Ma…allora…chi era l’allenatore del Catania seduto nella panchina del Catania, ieri? Un ferengo? Un altro vulcaniano? Questo, al momento, rimane avvolto nel mistero…
Spazio, ultima frontiera… data stellare 21/11/2016…alla ricerca del vero Spoke Rigoli! Al prossimo episodio!
Le pagelle:
CATANIA (4-3-3): Pisseri 8; Di Cecco 5, De Santis 5, Bastrini 4,5, Parisi 4; Biagianti 5,5, Bucolo 5 (Di Grazia 75′ sv),Fornito 5; Calil 3, Paolucci 5,5 (Barisic 60′ 5), Mazzarani 5 (Russotto 80′ sv). A disp.: Martinez, De Rossi, Mbodj, Djordjevic, Nava, Piermarteri, Scoppa, Silva, Russotto, Piscitella, Barisic, Di Grazia.
All: Rigoli 2,5.
AMMONITI: Idda 33′ , Albertini 81′, Prezioso 86′ (VFR); Bastrini 53′ , Parisi 64′ (CT);
ESPULSI: Casadei (VFR);
MARCATORI: 92′ Nzola
MIN.DI RECUPERO: 1 P.t.; 4 S.t.;
ARBITRO: Davide Curti di Milano voto 6;
ASSISTENTI DI GARA: Cucumo-Massara voto 6.
Pietro Santonocito
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