SOS Lucarelli..”fly down”

Non capitava da molto tempo. Forse da troppo. Non ci riferiamo alla vittoria esterna (assente dall’1-2 in terra peloritana) ma alle reazioni del, cosiddetto “giorno dopo”. All’indomani di una vittoria, importante, maturata addirittura su un campo esterno, è lecito che l’euforia, cominci nuovamente, a sgorgar impazzita ed impellente. Catania è una piazza, calcisticamente, umorale ed a tratti impaziente. Se fino alla seconda giornata stampa, media e agenti del KGB assicuravano la testa di Lucarelli sulla scrivania di Lo Monaco nel malaugurato caso di passo falso contro il Lecce, ad oggi, gli stessi che per mezzo delle loro infallibili cimici ben nascoste tra i meandri di Torre del Grifo, stanno lì a gridar e battersi il petto in onore di colui che solo quindici giorni addietro era con mani legati e ghigliottina affilata sotto l’attento sguardo del boia. Ragioniamo:il Catania, così per come è stato assemblato, possiede una rosa ampia e camaleontica nelle sue qualità, non era certo una “squadretta” contro il Fondi e la Casertana come non è la “corazzata invincibile” in grado di spazzare senza fatica via gli avversari dopo Lecce e Francavilla. Perchè?…perchè il bello di Catania risiede proprio in questo: un giorno sei l'”invincibile armata”, il giorno dopo “la brutta copia della Brancaleone”. Insomma passare dall’essere Mazinga a divenire Puffo è nel capoluogo etneo pura, assodata e simpatica (questo si) consuetudine. Non capitava da molto tempo. Forse da Troppo tempo. Cosa?…che chi alleni il Catania capisca come presentarsi alla piazza etnea parlando la stessa lingua. Lucarelli, nonostante la dimostrazione di forza avvenuta a Brindisi, ha lanciato l’SOS. Il pilota, impegnato in un lungo viaggio aereo, sa che troverà sui cieli della sua tratta, dai venti, agli uragani, dal sole splendente, all’arcobaleno, dalle tempeste al cielo stellato. Il pilota sa che per non incappare nei pericoli che l’etere gli propina deve “volare basso”. Una cautela che Cristiano da Livorno ha già espresso dopo il roboante 6-0 all’Akragas. Sa che il decollo avviene solo quando i motori sono ben caldi e rodati. Sa che per far ciò bisogna essere pignoli e spigolosi sulla manutenzione. Sa che per far della “buona manutenzione” ci vuole calma e responsabilità. Uomo di calcio, uomo di mare. “Fly down…sabato sarà tosta”:suona come vero e proprio ordine. Lui stesso d’altronde ha ben capito come la Città “voglia tutto e niente senza mezze misure”. Profilo basso, perché quell’odore di tacchetti che pestano l’erba Lucarelli lo conosce fin troppo bene. Lo sente ancora quell’odore di fatica e sudore. Sa che dinnanzi a se ha uomini e che per tali sono passibili di euforie o depressioni. Il suo equipaggio deve essere pronto a tutto. Sabato al Massimino gli etnei avranno dinnanzi la Fidelis Andria, che con soli tre punti in classifica risulta essere forse la peggiore concorrente alla ricerca di continuità di risultati del Catania. I federiciani sono un diesel, infiammabile, che verrà al Cibali sapendo di non aver nulla da perdere. Pugliesi in rodaggio, come lo è ancora lo stesso Elefante, e quindi ancora in grado di sorprendere. Sono in netta crescita. Per vincere? “fly down” perché il Boing in partenza da Fontanarossa non è ancora arrivato alla sua destinazione, i motori non solo totalmente roventi ed il meteo ancora incerto per poter parlare, addirittura, di “decollo”. Catania-Fidelis Andria?….sarà una sfida da tripla (nel tiepido ricordo di Catania-Siena 0-3….o Melfi 0-2…”figlie isteriche” di vittorie altisonanti).
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