Siracusa 0-1 Catania: quando Bellini suonò la Norma a Gelone…

Una melodia innata, sul compianto teatro di serie C, nell’amaro girone C delle anime perdute. Qui si consuma la nostra storia, sul tratto lieve e ben marcato della sana satira ottocentesca, laddove le menti ruminanti perderanno la facoltà di belato. Siracusa 0-1 Catania: quando Bellini suonò la Norma a Gelone…
Non fu per caso, ma neanche un’organizzazione, che la dolce finzione sposò l’amara delusione di nefasta convinzione. Orsù, dunque! Non penserete che a Gelone, tiranno e gran simpaticone, piacesse suonare il trombone…al De Simone! Che desolazione…
Così è stato, di un Bellini un po’ incazzato, che al “cortile del frustato”, prese il fiato e gliele suonò, una ad una a gogò, al Gelone e al suo reggimento, rosicante dal tormento, per l’ennesimo fallimento.
Resistenza
Ahi quanto a dir qual era è cosa dura, questa squadra selvaggia è aspra e forte. Non fu meno nobile del resister un tempo, per 45 giri di lancetta, alle bravate d’impeto della banda aretusea. Sedusse la ragione, aizzò l’inganno, per sembrar più lieve a batterla, ma non sconvolse mai l’ira agonistica…
Una lotta a centrocampo, per fare suo il pallone, con un Lodi imbrigliato tra le maglie azzurre. Fu Scardina a mangiarsi quelle unghia che sarebbero giovate al tap-in vincente, ma nessuno le ha trovate sotto la porta di Pisseri. C’era sempre lui, quel Russotto tutto cuore e peperoncino, a sbrogliare la situazione. Alle sue spalle, il fortino rossazzurro: Aya, Tedeschi, Bogdan.
Costanza
Fra le note della “Norma”, si distinsero bene gli obiettivi dei contendenti: una lottava per la vittoria e l’altra per metterla sulla rissa. Così, a bordo del destriero della superiorità tecnica, non appena l’agonismo siracusano veniva meno, subentrava la consapevolezza di riuscire a fare gol. Mazzarani ne assapora il gusto, ma solo per un istante, perché la gioia gli si strozza in gola a vedere annullato un gol regolarissimo.
Poca cosa il Siracusa, laddove un Russotto in versione assist-man serve la palla dell’1-0 a Mazzarani, rapace a girarsi e ribadire in rete.
Incompetenza
Neppure la soddisfazione di sentirsi un paradosso. Proviamo ad immaginare, giusto un pochettino, cosa avrà pensato il signor D’Apice di Arezzo, dopo il palo di Lodi su rigore ed il susseguente tap-in del regista napoletano. Un turbinio di nozioni, tormenti, delusioni d’amore e traumi adolescenziali hanno offuscato la mente e cancellato la cara e vecchia regola del fuorigioco da calcio di rigore.
Ehhh vabè, ragazzi… C’è chi avrebbe convalidato il gol e chi cambia idea ad ogni battito di ciglia, per poi affidarsi al consiglio di due guardalinee. Se ci fossero stati i giudici di linea, la VAR o la Merkel in persona, avrebbe interpellato anche loro, così, tanto per sentirne una in più.
Eppure sta lì, anche dopo la partita, fumando la sua sigaretta di onniscienza per cercare di capire che tipo di film abbia visto in occasione del rigore di Lodi. Maledetto business degli allucinogeni!
Grandezza
La grandezza è sempre racchiusa in un piccolo gesto, una parola o un’ intenzione, talvolta, tacita e involontaria. Nel nostro caso, gli uomini di Lucarelli hanno fatto satira sul sistema Calcio, quello che priva i tifosi veri di andare allo stadio per sostenere la propria squadra e i propri colori.
Una commedia geniale, dove i vittoriosi giocatori etnei vanno a ringraziare gli (assenti) tifosi rossazzurri, cantando e ballando sotto la curva ospite deserta. È una vittoria nella vittoria, sei punti al posto di tre, con un grande plauso alla sensibilità verso quei tifosi a cui è stata tolta, per la sesta volta consecutiva, la possibilità di gioire assieme ai propri beniamini.
Una “Norma” per chi ci invidia,
Una “Norma” per chi ci disprezza,
Una “Norma” per chi ci ammira…
In alto le proboscidi! Noi, cerchiamo la guerra… (Gelone facci un gol)
Le pagelle:
SIRACUSA (4-2-3-1): Tomei; Daffara, Magnani, Turati, Liotti (74° Grillo); Spinelli, Palermo; Parisi (84° Bernardo), Catania, Mancino (74° Sandomenico); Scardina.
A disp.: D’Alessandro, De Vito, O. Di Grazia, Giordano, Mazzocchi, Mucciante, Plescia, Toscano, Punzi.
All. Bianco.
CATANIA (3-5-2): Pisseri 6; Aya 7, Tedeschi 7, Bogdan 7; Semenzato 5 (65° Esposito 6), Mazzarani 7 (88° Blondett sv), Lodi 5,5, Biagianti 6,5 (77° Caccetta 6), Marchese 5,5 (77° Djordjevic 6); Ripa 5,5 (65° Di Grazia 6,5), Russotto 7.
A disp.: Martinez, Lovric, Bucolo, Fornito, Curiale, Zé Turbo.
All: Lucarelli.
ARBITRO: D’Apice di Arezzo.
ASSISTENTI: Biasini di Cesena; Bianchini di Cesena.
AMMONITI: Biagianti, Mazzarani, Caccetta, Sandomenico.
ESPULSI: –
RECUPERO: 1′; 8′.
Pietro Santonocito
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