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Istinto RossazzurroVersione completa

Si salvi chi può

Federico FasoneAggiornato

capuano out

martinho out

rosina out

Al Picchi di Livorno va tutto come previsto, forse. Il Catania scende in campo con un nuovo atteggiamento, ma a questo si affianca l’assenza di vari titolari, tanto per cambiare. Il perchè è sempre lo stesso: gli infortuni. La situazione, adesso, diventa snervante, esasperante, inammissibile. In Toscana, per esempio, sono rimasti ai box Monzon e Almiron (troppo bello per essere vero il suo totale recupero), e in più sono mancati Leto e Rinaudo per squalifica. Mister Sannino, giornata dopo giornata, non schiera una formazione, bensì gioca a tetris coi calciatori da mandare in campo. No, non stiamo scherzando. Per fare un esempio, parliamo della difesa. In ogni partita capita, infatti, che i difensori a disposizione siano in tre o in quattro, per essere ottimisti, e così il mister, fra infortuni e squalifiche del caso, è costretto ad inventarsi l’impossibile al fine di rimpiazzare qualcuno. Ma perchè abbiamo iniziato col parlare del capitolo infortuni, tema ormai molto caro ai tifosi rossazzurri? Semplice: la partita di Livorno è l’emblema di tutto questo disastro. Andiamo ad analizzarla.

La formazione rossazzurra va in campo con un 3-4-1-2 nel quale figurano, fra gli altri, il recupero improvviso di Martinho (tanto per rifarci al discorso del tetris di poco fa), la prima presenza da titolare del giovane Odjer ed il ritorno sin dal primo minuto di Chrapek. Si può ben capire, considerando anche le non poche assenze, che la formazione titolare di ieri, almeno per sommi capi, fosse composta da seconde linee. Ma questo non è un alibi, anzi è proprio il Catania a dimostrare che non lo sia. Il comportamento che assume la squadra di Sannino in campo è lungi da quello proposto di solito in trasferta. Lasciando stare il vantaggio di Jelenic al 9′, dove non si capisca ancora perchè Spolli quest’anno non voglia più prendere un pallone di testa che, invece, stavolta sbatte sul palo e poi viene trasformato in gol dallo sloveno, i rossazzurri restano sempre in partita, anzi la ribaltano pure. Al 36′, infatti, Çani con caparbietà mette un pallone in mezzo, Escalante va per insaccare, ma sul tap-in è Chrapek a realizzare il gol del pareggio. Grande ritorno quello del polacco che, dopo la grande prestazione della scorsa settimana contro il Bologna, dimostra di avere continuità anche nella trasferta toscana. Ma non è finita qui. Nel secondo tempo è ancora Çani a procurarsi un calcio di rigore che Calaiò trasforma nell’1-2 per il Catania al 57′. Tutto molto bello, anzi troppo bello per essere vero. E infatti a guastare la festa sono Jefferson e Galabinov in un solo maledettissimo minuto, tra il 78′ ed il 79′. Il primo con un destro da fuori area di cui Frison legge male il rimbalzo; il secondo con una gran sterzata ed un sinistro a giro a dir poco meraviglioso che trafigge gli etnei. A chiudere i giochi all’88’ ci pensa Siligardi con un sinistro sul secondo palo. 4-2 Livorno e ben servito al Catania.

Certo, raccontata in questa maniera, sembra che il discorso infortuni sia solo un elemento di contorno, ma permetteteci di fare alcune precisazioni che abbiamo volutamente lasciato da parte al fine di rendere un’analisi ben accurata. I momenti clou di questa partita, infatti, sono stati tre infortuni muscolari. Il primo è quello di Capuano al 20′, che viene sostituito da Parisi; il secondo è quello di Martinho al 44′ che lascia il posto a Jankovic; il terzo è quello di Rosina, che al 65′ deve lasciare il campo per Garufi. Avete notato quale sia la costante? Semplice, entrano tre ragazzi del ’95 che si vanno ad aggiungere a Chrapek, Escalante ed Odjer, rispettivamente un ’92, un ’93 ed un ’96. Si può ben capire quindi che, se prima la formazione rossazzurra fosse stata composta più o meno da seconde linee, durante la gara passa addirittura alle terze. Nonostante ciò, è solamente dopo l’uscita di Rosina che si spegne la luce, perciò significa che un minimo di sostanza ci sia in questa squadra. Impiegare tre sostituzioni per tre infortuni non fa bene agli altri 8 giocatori che saranno costretti a finire la partita senza fiato, nè soprattutto all’economia del gioco visto che non sarà possibile effettuare degli accorgimenti tattici durante la gara. Cosa che invece, e vogliamo sottolineare questo punto, può fare benissimo Gautieri col suo Livorno. I tre gol dei padroni di casa che determinano la vittoria degli amaranto, infatti, provengono da tre giocatori che stavano seduti in panchina sin dall’inizio del match: Jefferson, Galabinov e Siligardi.

Adesso dobbiamo essere obiettivi, perchè il Catania ha perso a Livorno? Alla vigilia, guardando l’andazzo dei siciliani in trasferta, prevedere una sconfitta non era cosa inaudita. Ma stavolta c’erano voglia e personalità giuste per farlo, eppure non è stato possibile semplicemente perchè chi gioca non è in grado di reggersi in piedi, nel vero e proprio senso fisico dell’espressione. Questa squadra è ridotta all’osso perchè 29 infortuni muscolari in quasi tre mesi non sono cosa di tutti i giorni. Perciò la domanda spontanea che ci viene da fare é: ma il Prof. Ventrone cosa diavolo starà combinando a questi calciatori? Sono tutti incerottati, dal primo all’ultimo. Sannino, da quando è arrivato, non ha ancora potuto schierare la propria formazione ideale, ma si è dovuto adattare facendo scendere in campo chi fosse meno acciaccato o, ancora peggio, chi potesse essere forzato sul momento. E questa squadra doveva andare in Serie A? Ma neanche alla Playstation ce la potrebbe fare in questa situazione. Nonostante ciò e nonostante il fatto che Sannino sia sempre più preoccupato, per non dire qualche altra cosa, l’AD Cosentino rinnova la fiducia al preparatore atletico del Catania. Ennesimo momento di difficoltà ed ennesimo errore della società che sa solo ripetere:”Ci rialzeremo”. Sì va bene, ma se diamo uno sguardo alla classifica ci accorgiamo che abbiamo solo un punto in più sulla zona play-out, non su quella play-off. Sabato, contro il Brescia, la realtà dei fatti dice che si giocherà uno scontro salvezza, in Serie B. Si salvi chi può, prima che sia troppo tardi.

Di Federico Fasone

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