Scorie

Il mezzo disastro di Trapani porta i rossazzurri ad affrontare una settimana un po’ “radioattiva”. Catania-Matera è il prossimo impegno. Riuscirà Lucarelli ad eliminare le scorie?
Catania-Matera. Ogni disastro nucleare, come risaputo, emana, dietro e dinnanzi a se, scorie radioattive. Esporsi ad esse provoca, altrettanto conclamato, effetti devastanti alla salute fisica e mentale del malcapitato che vi si trovi sotto effetto. La sconfitta di Trapani brucia.
Nascondersi dietro al perbenismo del “non facciamone un dramma” alimenta ancor di più l’effetto del “disastro” (sportivo si intende). Se analizziamo la prestazione in maniera oggettiva si è consapevoli di aver lasciato l’onor delle armi ad avversario forte, compatto, cinico ed agguerrito, molto più bravo nell’interpretare la gara.
La capolista sta sempre lì a sole tre lunghezze. Ma la soggettività del match recita ben altro: esame di maturità, contro una diretta concorrente, che lascia l’amaro in bocca per come gli uomini di Lucarelli si siano fatti “abbindolare”. Se all’interno della centrale, pur sapendo la pericolosità del materiale che fronteggi, non alzi la levetta dei sistemi di sicurezza allora sappi che rischi, moltissimo, di trovarti coinvolto (anche complice) del disastro.
Allo scoppio consegue la scoria. Pericolosa, nociva, senza controllo, capace di alterare tutti i valori che hai in corpo. Domenica gli etnei dovranno indossare una bella tuta protettiva per isolarsi dai “fumi tossici” che li attorniano.
Evitare le inevitabili radiazioni dovrà, e sarà, la priorità al fine di non alterare inesorabilmente quel sistema immunitario che, se colpito, rischierebbe di andare al tappeto.
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