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Istinto RossazzurroVersione completa

Rosina 2-3 Bari: le horror pagelle

Pietro SantonocitoAggiornato
il pagellone di Istinto Rossazzurro

il pagellone di Istinto Rossazzurro

Il giocatore di Belvedere Marittima mette in campo una prestazione esemplare, segnando anche due rigori su due che gli valgono il quinto timbro stagionale, ma non basta a coprire gli orrori dei suoi compagni. Catania 7 punti e penultimo posto in graduatoria.


Anania – 5: Purtroppo è il destino dei portieri, fare un miracolo e non ricevere alcuna lode, fare una baggianata e pagarne dazio. Eppure lo abbiamo visto subito sventare una bordata dal limite dell’area di De Luca, deviandola sulla traversa. Poi, farfalleggia nell’area piccola, regalando il sorpasso dei pugliesi, proprio quando si stava provando a reagire. LUNATICO.

Garufi – 5: Partita insufficiente del giovane classe ’95 della “cantera” rossazzurra che si preoccupa soltanto di difendere e, il più delle volte, lascia troppo spazio al contropiede di De Luca e compagni. Sia chiaro, non ci si aspettava molto di più da un ragazzo di 20 anni mandato allo sbaraglio, per altro in un ruolo non suo. Che dire, salviamo solo l’impegno messo fino al minuto ’85, quando esce per crampi. TONNO NOSTRANO.

Peruzzi – 2: “Il nuovo mostro”. Mister 10 milioni di euro farebbe bene a scendere dalla montagna di m…ilioni dove è appollaiato e giocare a pallone, invece di parlare, blaterare e farsi ammonire, mettendo in difficoltà mister Sannino che tanto confidava nella sua prova di maturità. Tutt’altro. Nevrotico, indisponente e sempre a contestare Garufi. Coraggio da soldatino di paglia senza spada e senza onore. LANCILLOTTO.

Sauro – 4,5: Ancora parliamo di gente che ha disputato la Champions League. E’, davvero, un insulto all’onesta intellettuale del mondo intero. Unico giocatore di ruolo, primo ingenuo a far colpire alle sue spalle un gigante cestista come De Luca, nell’occasione del 2-1 barese. Altre parole sarebbero ridondanti. PISCI A BRORU!

Monzon – 4,5: Se non fosse più proibito il commercio di persone, potremmo vederlo direttamente in offerta su qualche scaffale della ben nota catena alimentare mostrata in petto nelle magliette rossazzurre. Che disastro! Puntualmente fuori posizione in ogni riversamento di fronte e quasi mai riesce a spingere, se non in una sola occasione. Se, poi, il pubblico deve anche suggerirgli cosa fare in campo…davvero è il colmo! POLPETTONE…ANDATO A MALE.

Escalante – 6: Se il centrocampo del Catania sembra meno imbarazzante rispetto ad altre partite gran merito ce l’ha il ragazzo classe ’93 di Bella Vista. Buona la sua prova, sia in fase di interdizione che di proposizione, rapido ed essenziale nelle giocate. Pecca qualcosa sotto l’aspetto tattico e sul modo di occupare gli spazi in zone delicate del campo, ma neanche lui giocava nel suo ruolo abituale. SORPRENDENTE.

Martinho – 5,5: Parte molto male, come tutta la squadra del resto, sbagliando il tempo giusto nel lanciare Calaiò per ben 2 volte consecutive. Poi, però, si riprende dopo la prima frustata pugliese e si procura il rigore dopo una cavalcata encomiabile di 70 metri palla al piede. Cala vistosamente nella ripresa. AGNELLO SACRIFICALE.

Marcelinho – 6: E pensare che è sempre una seconda scelta. Intanto il brasiliano corre a tutto campo e riesce anche a imbastire qualche buona situazione offensiva non sfruttata, ad esempio, da Leto. Cala anche lui nella ripresa ed esce affaticato, ma sembra di avere ancora dei buoni margini di miglioramento. SCOMMESSA.

Leto – 1,5: Se cerchiamo su Wikipedia cos’è il calcio si legge:”Il calcio è uno sport di squadra nel quale si affrontano due squadre composte ciascuna da undici giocatori usando un pallone sferico”. Eh sì un gioco di squadra…spiegatelo al nostro caro, egregio, dottor Sebastian Leto. Pensare di essere il Sole, con gli altri pianeti che ti girano attorno, farebbe rivoltare nella tomba anche Niccolò Copernico. Purtroppo, lui, il Sole non lo è per niente e finché giocherà fine a sè stesso più che il Sole, sarà un UFO partita per partita. Davvero offensivo il colpo di tacco sul 3-1, inutile come il 2 di coppe quando la briscola è oro. Rifiuta persino il battimani del mister dopo la sostituzione. Ma chi ti credi di essere? Ah vero…dimenticavo… UN GIOCATORE DOC – DENOMINAZIONE – ORIGINE – COSENTINO.

Calaiò – 6,5: Due palle giocabili = due quasi gol. Tutte nel secondo tempo le occasioni per la punta palermitana: la prima, con un bel palleggio in area e girata pericolosa; l’altra con un cross in area del solito Rosina, volé e palla deviata sulla traversa dall’estremo difensore barese. Un vero attaccante di ruolo. ROBIN HOOD!

Rosina – 8+3: Che gran giocatore! Una delle poche cose per cui vale ancora la pena portare i bimbi allo stadio…Alessandro Rosina. Ma non è solo per i 5 rigori su 5 segnati con freddezza olimpionica, questi son solo dettagli. Ma non è nemmeno per come riesce a sraticare, al minuto 82, un pallone dai piedi di un giocatore del Bari, dopo una rincorsa di 50 metri e senza fare fallo, solo dettagli. E neanche per come si getta dentro l’area a testa alta, poco dopo, sfiorando quel 3-3 che lo avrebbe reso, a tutti gli effetti, il salvatore della patria…pardon, mi correggo, non sono dettagli: attacco, difesa e centrocampo…lui è il calcio che vorremmo vedere ogni domenica…da insegnare in ogni scuola calcio. BRAVE-HEART.

Chrapeck – 6: Quindici minuti di buona verve del centrocampista polacco, insaporiti da un ottimo assist smarcante, sul tramontare della partita, per l’instancabile Rosina che si vede bloccare la conclusione. POSITIVO.

Barisic – 5,5: Appena entrato, fa respirare un po’ Lele Calaiò prendendosi le botte destinate a lui. Spunti interessanti, ma poca praticità dovuta ancora alla giovane età. Anche lui sembra avere ampi margini di miglioramento e potrebbe essere utile nel proseguire del torneo. VICE-CALAIO’.

Sannino – 7 (di stima): Bé, un uomo vero, coerente e senza timori reverenziali. Ha dichiarato più volte di non volere vendere fumo e lo dimostra sostituendo il “lussuoso” Leto, dopo l’indisponente colpo di tacco, con il giovane Barisic. Questo, a dimostrazione di quanto sia chiaro il messaggio che vuole dare ai giocatori: “Non mi importa se ti chiamI Leto, Messi o Cristiano Ronaldo…se giochi male ti siedi in panca!” Niente di più giusto in una situazione così deficitaria, sia per quanto riguarda gli uomini realmente integri da poter schierare in campo che per ciò concernente le fandonie raccontate da chi gli sta al di sopra. MASTRO – UMILTA’.

Tifosi – 10: Niente cori a sostegno, niente cori di disprezzo o di scherno contro la squadra, ma solo cori in ricordo della morte di Angelo “Bomboletta”, ultrà della falange deceduto in questi giorni. Tutto ciò fino al minuto 85, quando si innalzano in totale 4 cori, di cui due rivolti ai giocatori, uno verso il presidente Pulvirenti e l’altro nei confronti dell’AD Cosentino. Davvero una bella dose di maturità, mista a rassegnazione verso una situazione senza precedenti. “Senza dignità!”, cantavano, ” …e senza onore”, aggiungiamo noi…perché, a voler essere ciechi, possiamo…ad esser sordi, pure…ad ingerir cazzate, decisamente no!

Di Pietro Santonocito

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