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Reggina 2-1 Catania: chi prima non pensa, all’ultimo sospira…

Pietro SantonocitoAggiornato
Reggina 2-1 Catania - chi prima non pensa all'ultimo sospira
fonte: mondocatania.com

Al Granillo di Reggio Calabria i rossazzurri si fanno beffare nel finale e soccombono contro una modesta Reggina. Seconda sconfitta consecutiva e Lecce che potrebbe scappare a +7: Reggina 2-1 Catania.

Premessa: Reggina 2-1 Catania è una di quelle partite che, spesso, giustificano il seguito che ha questo sport. Sembri in vantaggio sull’avversario, tanto da permetterti di mollare un cm, poi un altro ancora e poi un altro ancora… Finché il tuo cullarti sul canto delle allodole di mezzodì non finisce per strapparti i timpani dalle orecchie, a dolci morsi.

Questa è la legge del calcio, dove “un gol sbagliato corrisponde ad un gol subito”, sempre o quasi. Anche se ingiusta, chi lavora con questo sport deve accettarla e prendersi le proprie responsabilità, quando si compiono figuracce colossali, da far riempire di goduria gli ignoranti avversari che inneggiano a calamità naturali solo per trovare un appiglio dove aggrapparsi.

In questa categoria, a maggior ragione, il calcio è inteso nel modo più sbagliato possibile e, per aver ragione degli avversari, oltre ad un’ adeguata sicurezza negli stadi (argomento che approfondiremo successivamente), serve grande corsa ed un cuore che non smette mai di pulsare.

Appagamento livello light

Non esiste miglior soddisfazione che quella di aver dato tutto, nel calcio, così come in tutti gli altri sport. La vittoria è “solo” la giusta ricompensa per quanto hai dato in campo. Nell’attuale serie C basta pochissimo per determinare una sconfitta: un fallo laterale, una punizione, un centimetro in più o in meno.

La partita contro la Sicula Leonzio, infatti, giustifica questa tesi, laddove alcune coincidenze, miste ad arbitraggio indegno e demeriti personali, hanno dato ragione alla formazione bianconera, la cui ambizione massima era di portare a casa un punticino dal Massimino. Nonostante ciò, se Ripa non avesse preso la traversa, ma siglato il pareggio… di certo, avremmo assistito ad un’altra partita.

Come si dice in questi casi, “con i se e con i ma non si fa la storia”, ma dagli errori bisogna pure apprendere, chiedersi perché è andato tutto storto e anche per quali motivi tutti gli episodi ti vanno contro. Un conto è aver perso una partita per un rigore, una svista arbitrale o un errore individuale infelice… un altro, invocare la sfortuna per giustificare una serie interminabile di episodi, sfortunati sì, ma che ti sei andato a cercare.

Il segreto per essere vincenti, infatti, risiede tutto lì: apprendere. Dietro questa magica parola, verbo alla seconda coniugazione, ma di prim’ordine in campo sportivo, troviamo un’infinità di spiegazioni, tante da poter giustificare l’appagamento:

  • Apprendere vuol dire accertarsi delle proprie qualità, di quali siano proficue e del tempismo necessario per metterle in mostra;
  • Apprendere vuol dire focalizzare l’attenzione sulle priorità di primo, secondo e terzo livello, per limare, sin da subito, gli spigoli più pericolosi del nostro lavoro;
  • Apprendere vuol dire memorizzare ciò che si è sbagliato e custodirlo con gelosia spasmodica, con la promessa di non ripetere lo stesso errore.

Questo processo, volontario o involontario, è attuato da ogni atleta giudicabile come un vincente. Non si può definire vincente colui che, dopo una partita vinta con due tiri in porta, pensa che tanto basti nei prossimi match. Si definisce appagato, ovvero soddisfatto oltremisura per quanto dimostrato realmente nell’arco di tempo della disputa.

Altrettanta qualifica la merita chi, dopo una sconfitta, va per giustificare ogni piccolo/grande errore del proprio calciatore con una semplice “pacca sulle spalle”. Una pacca non sempre dà i risultati sperati, anzi. Talvolta la “pacca” diventa una “scoppola” tremenda, d’insegnamento per le partite future.

È chiaro che, se neanche una scoppola ti suggerisce di apprendere di più dai tuoi errori…alla prossima te ne arriva una ancora più plateale e dolorosa. Te la sei cercata, dopotutto.

Appagamento livello master

Ovviamente, tutti i discorsi intrapresi sin’ora vanno collocati nella sfera umana dove ci troviamo. A tutti può capitare di continuare a sbagliare dopo la prima volta, ma perseverare diventa diabolico.

Il Catania visto ieri al Granillo, come spesso capita, ha avuto un grande dono, cioè quello di avere nelle proprie mani le sorti dell’incontro. Nei primi 10 minuti si registrano almeno 5 palle gol nitide per chiudere il match ancor prima di cominciare, eppure si è riuscito clamorosamente a sprecarle.

Mazzarani, Curiale, Caccetta, Russotto, nei primi 10 minuti non hanno saputo mettere la palla in rete, complice anche la bravura dell’estremo difensore amaranto, ma, soprattutto, la propria mancanza di apprendimento.

Ma il vero appagamento, livello master nella fattispecie, lo ha avuto mister Lucarelli nella ripresa. Dal 60′ la squadra, che nel frattempo aveva trovato la via del pareggio con Curiale al 42′, presentava delle palesi anomalie a centrocampo, tali da permettere alla Reggina, sino a quel momento non pervenuta, di guadagnare metri e palleggiare agevolmente.

Biagianti era l’unico a recuperare qualche pallone a centrocampo, mentre i suoi colleghi di reparto venivano puntualmente saltati da Di Livio e De Francesco. La mossa risolutiva? Curiale per Ripa…e qui il Catania, di fatto, ha perso la partita.

Come rivelato dallo stesso tecnico livornese, secondo la sua visione della partita, non andava cambiato nulla. La sostituzione suddetta, arrivata al 79′, serviva a dare riposo ad un Curiale che aveva speso tanto, lasciando inalterato l’assetto tattico del centrocampo e della difesa che, sempre secondo il mister, stava disputando un’ottima partita.

Da lì, oltre al danno, anche la beffa: Marchese si fa saltare come un pivellino alle prime armi e Bianchimano realizza la sua doppietta personale, con Caccetta e Semenzato a guardare il suo bel visino al momento di ribadire in rete.

Col senno di poi, forse, non andava tanto bene questo centrocampo. Per tutto il secondo tempo, né Semenzato, né Marchese sono riusciti a fornire dei palloni giocabili a Curiale o Ripa (quest’ultimo ingiudicabile per quanto ci riguarda).

Sarebbe bastato un Manneh, un Fornito o un Esposito? E chi lo sa? Ma se, per te, le cose vanno bene, allora ti assumi ogni tipo di responsabilità esistente. Un punto non avrebbe cambiato la sostanza, ma avrebbe accorciato la distanza che separa gli etnei dal Lecce.

Ignoranza

Un velo pietoso stendiamo attorno alla vicenda legata ai fumogeni, gettati addosso a Pisseri, e allo striscione che inneggiava la morte dei catanesi per mano della lava dell’Etna. Per quanto ne sappiamo noi, l’Etna è uno schermo contro parecchie calamità naturali, ma ci affidiamo a geologi, sismologi e studiosi del territorio per la conferma di tale tesi.

Infatti, siamo ignoranti, perché ignoriamo il motivo per il quale striscioni e materiale contundente del genere possano entrare, così felicemente, in uno stadio così importante ed illustre come il Granillo. Un ambiente che, sicuramente, capitan Biagianti ricorderà con enorme dispiacere per quello che gli è successo l’anno scorso.

Siamo ignoranti, perché ignoriamo il motivo per cui nessuno vede, sente o parla, di fronte ad un’esigenza primaria di sanzionare a dovere questa specie di nefandezza.

Purtroppo, nessuno ci darà mai una spiegazione soddisfacente…e, su questo, siamo ben acculturati.

Le pagelle:

REGGINA (4-3-1-2): 23 Cucchietti; 2 Pasqualoni, 5 Laezza, 19 Di Filippo, 3 Solerio; 29 Mezavilla (59′ Porcino), 10 De Francesco, 14 Marino (85′ Garufi); 11 Di Livio (68′ Fortunato); 7 Tulissi, 9 Bianchimano.
In panchina 1 Licastro, 12 Turrin, 24 Amato, 20 Bezziccheri, 17 Porcino, 8 Garufi, 6 Fortunato, 13 Auriletto, 18 Tazza, 4 Gatti, 23 Silenzi, 25 Sparacello. All. Maurizi.

CATANIA (3-5-2): Pisseri 6; Aya 5, Tedeschi 5, Bogdan 5; Semenzato 4,5, Caccetta 5, Biagianti 6,5, Mazzarani 5,5 (87′ Correia sv), Marchese 5,5; Curiale 6 (79′ Ripa sv), Russotto 6.
A disp. di Lucarelli: Martinez, Blondett, Djordjevic, Esposito, Lovric, Fornito, Lodi, Manneh, Rossetti.

ARBITRO Maggioni di Lecco 6 (Mokhtar-Lombardo).

NOTE: 6′ di recupero secondo tempo, 2′ di recupero primo tempo; allontanato dalla panchina al 71′ un componente dello staff tecnico della Reggina; partita sospesa al 49′, causa lancio di fumogeni in campo verso l’area di rigore etnea; 2.371 spettatori presenti (381 Settore Ospiti); al 9′ annullato un gol a Mazzarani per fuorigioco.

AMMONITI: Curiale, Mezavilla, Bianchimano, De Francesco.

ESPULSI: –

CALCI D’ANGOLO: 1 – 6

Pietro Santonocito

fonte foto: mondocatania.com

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