Project [Zero]: the Neverending Saga


Vi ricordate quel famoso film per bambini chiamato “The Neveranding Story“? Quel film dove un bambino, di nome Bastian, entra dentro il mondo di Fantàsia per accorrere in aiuto della principessa bambina? Forse sì o forse no, fatto sta che da oggi il modello di questo film fantastico è stato prontamente rielaborato ed adattato ad un’ambientazione sportivo/calcistica che ha del paradossale chiamarla “realtà”, in quanto rasenta le dolci labbra di un impossibile mai, quanto oggi, virgulto di sostanza e certezza.
L’operazione cinematografica – denominata Project [Zero]: the Neverending Saga – ha come obiettivo la realizzazione di un numero imprecisato, tendente all’infinito, di partite di calcio a 11, ove la squadra protagonista di questo meraviglioso ed entusiasmante progetto, cioè il Calcio Catania, gioca o compare semplicemente in un campo da calcio con lo scopo, ormai predestinato, di concludere il match con il risultato di 0-0.
Con uno storyboard innovativo, un registra di tutto rispetto (Giuseppe Pancaro) e tre grandi produttori esecutivi (Pitino – Bonanno – Ferrigno), la saga che tutti, grandi e piccini, aspettavano di vedere è destinata a diventare un colosso del mondo cinematografico. Ad oggi il successo della “saga infinita” è arrivato alla sesta puntata e sesto 0-0 stagionale su 10 pareggi racimolati sino ad ora. Numeri promettenti e registi, a fine “chack”, che sono sempre più felici di come abbia giocato la propria squadra, contro un avversario davvero forte (il Lecce, del quale nutriamo forti dubbi riguardo al suo possibile salto di categoria), contro un ambiente a dir poco “negativo”, frutto del più grande controsenso del millennio.
La puntata di ieri, di fronte a circa 7.000 spettatori, narra di un Catania che non vuole più ripetere l’errore reiterato di sbagliare l’approccio alla partita, ma al primo minuto sono gli ospiti a squillare dalle parti di Liverani con Lepore, il cui tiro sibila alla destra del palo. Neanche il tempo di preoccuparsi troppo e al 5′ Garufo tocca di mano nettamente in area di rigore, dove l’arbitro Andrea Morrale della sezione di Roma non ci pensa due volte a decretare il penalty. Dal dischetto, si presenta Moscardelli che calibra male il compasso e calcia fuori. Paura scampata e rossazzurri adesso ringalluzziti dall’errore dell’esperta punta ex Chievo e Bologna. Ci prova Bastrini, al 6′, a correggere una punizione di Nunzella, ma l’estremo difensore pugliese Perucchini fa buona guardia. Al 10′ gli etnei vicini al gol con Calil che raccoglie un cross basso di Agazzi e con la punta indirizza in rete, ma trova ancora l’opposizione del numero 1 giallorosso. Risponde il Lecce ancora con Moscardelli, il quale si libera troppo facilmente della marcatura in area e batte a rete, ma un super Liverani dice no. Gara pimpante e occasioni da una parte e dell’altra: al 17′ Falcone propone per Calil il quale, dal limite dell’area, tenta il tiro a giro intercettato ancora dall’ottimo Perucchini. Ancora la punta brasiliana al 33′ si divora un gol già fatto, di testa, a due passi dalla porta, su un bel cross di Musacci. La sfortuna, al 38′, gli gira le spalle perché il buon Caetano, ancora su assist di Musacci, colpisce di collo pieno, ma la traversa si oppone. Stesso esito quattro minuti più tardi, a fronte invertito, dove il barbuto giocatore giallorosso Moscardelli gira ottimamente di testa e prende l’asse trasversale della porta etnea. Più nulla nella prima frazione di gioco e squadra che ritornano negli spogliatoi.
Secondo tempo dove ci aspettavamo, in generale, una gara disputata dalle due formazioni a spron battuto e invece si rivela concepibile alla visione dei malati di cuore. Paura di perdere, stanchezza e mancanza di lucidità prendono il sopravvento, con pochissime emozioni. Da registrare solo la punizione, di poco alta sulla traversa, di Surraco al 66′ ed il tiro strozzato ancora dal fantasista salentino al minuto 80, nient’altro. Finisce così, a reti inviolate uno scontro tra due big decadute che giocano a farsi il minor male possibile e si accontentano di un punto che, in verità, fa comodo solo agli ospiti, attaccati ancora al treno dei play-off.
E meno male che questo ambiente “negativo” è stato capace di sopportare l’ennesima “puntata a project zero” dei rossazzurri perché, tralasciando la nostra premessa satirica, ad essere così palesemente “positivi” si rischia di dare sensazioni decisamente più negative di quanto non possono, certe noiose e disinvolte parole nel post-partita, voler significare. Le partite durano 90 minuti, non è possibile vivisezionarle in tronconi dove alternare ritmi elevati a ritmi da sonnolenza depressiva, risulta difficile allo spettatore capirci qualcosa. E’ difficile pensare ad un calo a livello fisico, anche se, a dire il vero, su alcuni elementi della compagine capitanata dal discutibile mister Pancaro, potremmo spendere due parole in più. E’ il caso di Nunzella, davvero in apnea in alcuni frangenti di partita e dedito soprattutto a mandare a quel paese i propri compagni piuttosto che andare ad inseguire i palloni sulla propria fascia, atteggiamento anti-professionale a dir poco. La sua sostituzione, al minuto 88′, viene spiegata dal tecnico rossazzurro in tal modo. Esordio in campo di Bombagi che si definisce un giocatore tecnico, sopraffino, con una bella castagna, ma che non ha fatto ancora vedere nulla di tutto ciò nella mezz’ora messa a sua disposizione. Meno chiacchiere e più fatti, ci fareste a tutti quanti una gran cortesia. Per Pancaro va tutto bene, si è giocato alla meraviglia e Musacci è stato un gran campione: per carità, buona partita dell’ex Parma, ma la minestra riscaldata tre volte non è più minestra. Le sue parole, nel post-partita, sono diventate talmente scontate da fare invidia ai saldi di fine stagione nei locali in svendita della merce. Ciò preoccupa molto…e non poco.
Project zero è anche quello che il tifoso rossazzurro, tristemente, intravede all’orizzonte dei propri occhi languidi e segmentati da queste violenze al corpo e all’anima. Non si intravede un progetto di rilancio, né negli uomini messi in campo, né per il futuro di una squadra, una città che deve risplendere sicuramente in altre categorie. Non si denota una reale convinzione da parte della proprietà attuale di voler fare un passo di umiltà verso i tifosi, vero patrimonio per questa squadra in innumerevoli frangenti. Non si riscontrano reali intenzioni, da parte degli acquirenti in pole position, di stabilirsi sul territorio italiano con i giusti accorgimenti legislativi di cui, sembra, addirittura ne fossero a sconoscenza.
Ormai, ogni altra parola è vana. Restiamo, così, appesi come le foglie d’autunno di Giuseppe Ungaretti e aspettiamo…aspettiamo…e aspettiamo, mentre tutto diventa sempre più bianco e freddo. L’importante è che, per Pancaro, va tutto a meraviglia. Beato lui.
Pagelle e tabellino:
CATANIA (4-3-3): Liverani 8; Garufo 5, Nunzella 4,5 (Parisi 88 sv), Bastrini 5,5,Bergamelli 6; Agazzi 6, Musacci 6 (Bombagi 68′ 5,5), Di Cecco 6,5; Calderini 5 ( Lupoli 68′ 5,5), Calil 6,5, Falcone 6,5. A disp.: Logofatu, Parisi, Pelagatti, Bombagi, Pessina, Di Stefano, Falleca, Lupoli. All: Pancaro 4.
LECCE(3-4-3): Perucchini; Freddi, Cosenza, Legittimo; Lepore, Papini (‘De Feudis 50′), Salvi, Liviero; Surraco (Vecsei 81), Moscardelli (Caturano 61’), Doumbia. A disp.: Bleve, Beduschi, Camisa, Carrozza, De Feudis, Lo Sicco, Vecsei, Caturano, Curiale, Sowe.All: Braglia.
AMMONITI: Surraco, Papini, Freddi (L); Musacci, Parisi (C);
ESPULSI: –
MARCATORI:
MINUTI DI RECUPERO: S.t. 5′ min
ARBITRO: Andrea Morreale di Roma 1 – voto 5;
ASSISTENTI: Bresmes-Semperboni – voto 5.
di Pietro Santonocito
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