Premi “Avvio Catania”: rollout in corso…

Prendi il Catania e lancialo, ma non da un punto di vista fisico, sia chiaro. Piuttosto, da un punto di vista “software”, per così dire, dato che il Catania sta viaggiando a fasi alterne, a seguito di un percorso iniziale tutt’altro che facile, ma che sicuramente non puoi definirsi completato.
Il paradosso più estremo è la vittoria di ieri, un roboante 2-4 deciso da un primo tempo dove i rossoazzurri hanno legittimato la vittoria in 4 minuti con un atteggiamento propositivo è molto proiettato all’attacco.
Calcoli di sistema errati
Come in tutte le macchine che si rispettino, anche il Catania ha manifestato qualche “errore di sistema”. Inizialmente erano gli uomini quelli a non essere adatti comando, dato che alcuni di essi sono stati prontamente destinati ad altre piazze calcistiche. Sabato scorso contro la Scafatese, invece, nonostante la prestazione sia stata moderatamente all’altezza, abbiamo registrato dei cali vistosi di concentrazione e di organizzazione di gioco, specie in quei momenti dove le risorse energetiche erano deficitarie.
Nella partita di ieri gli uomini di Longo sono partiti a mille schiacciando l’avversario nella loro metà campo e costringendolo a difendersi per tutto il primo tempo. L’asse di sinistra ha funzionato molto bene con Masciangelo e Cicerelli abili a creare la superiorità numerica e a mettere pericolosi traversioni, costringendo gli avversari a sbilenchi rinvii che venivano prontamente intercettati dall’ordinato centrocampo etneo.
La sostituzione dell’estremo difensore Etneo denota quanto sia confusa la società etnea, configurando una situazione parecchio “embrionale” dal punto di vista “settore tecnico – squadra”. Tra l’altro, il cambio Rinaldi – Dini, senza nulla togliere a entrambi i professionisti, è parsa come una bocciatura nei confronti del primo, a seguito dell’ultimo gol di Toscano al Cibali dove, a nostro parere, nulla poteva fare il portiere (piuttosto, le colpe le attribuiamo ai difensori che lo hanno lasciato girarsi, prendere la mira e tirare).
Download in corso…o rollout?
In gergo informatico il primo termine sta ad indicare lo scaricamento di un file, di un pacchetto di dati o, in generale, di una serie di informazioni. Il secondo, invece, indica il tempo necessario “al lancio”: di un prodotto, di un brand o di un’attività.
Ebbene, non possiamo pensare che il Catania sia ancora in fase di “download”, perché sarebbe un ritardo ingiustificabile. Possiamo immaginare che si tratti di una “fase di rollout” su un progetto (il campionato) che è già “in live”. Forse, sarebbe stato opportuno che Grella e soci pianificassero queste operazioni molto tempo prima, con una fase di testing accurata, un lancio di una fase beta, monitoraggio delle ultime problematiche e lancio della release, versione 1.0 del Catania stagione 2026-27.
Ma sappiamo bene come sono andate le cose, laddove nemmeno con le garanzie bancarie si era in “pieno focus”… più in “standby – condizione di riposo macchina”.
Schedulare modalità “Super-Boost”
In virtù dei risultati maturati, vale la pena non creare troppi allarmismi, né esaltarci troppo in un momento dove i dati in tempo reale non possono configurare una “realtà a regime”, ma solo il fotogramma di un momento cangiante in maniera repentina.
L’ accuratezza dei risultati o dei dati in tempo reale va, tuttavia, regolata in tempi brevi, lavorando molto su “un gruppo principale” di sicuro affidamento e “innesti spacca-partita” dell’ ultima mezz’ora. Infatti, la precarietà del momento Rossazzurro fa notare quanto siano ancora da definire quegli 8/9 da poter schierare di default e le relative sostituzioni da proporre a partita in corso, per equilibrare il calo fisico, fisiologico, che si presenta sistematicamente dopo circa 60-70 minuti di gioco.
Implementare la modalità “Super-Boost” sarà l’imperativo delle prossime giornate. La rosa, tutto sommato, sembra abbastanza competitiva per questo torneo di serie C girone C, davvero ogni anno sempre più scadente dal punto di vista qualitativo.
“Avvio Catania completato “
In attesa di questo messaggio, la speranza è che tutto il gruppo ed il team dell’area tecnica si stringa attorno a mister Longo, che non ci sembra uno sprovveduto. Anzi, per larghi tratti del match abbiamo rivisto un Catania “alla Toscano” ma con un atteggiamento meno attendista e più offensivo, alla ricerca sempre della superiorità numerica in ogni zona del campo. Qualcosa di difficile da riscontrare in queste categorie. Vuole dire: mentalità da Catania.
“Non ti preoccupare, caro mister Longo, tu lavora sulla testa del cammello…che l’ acqua te la portiamo noi!”
Pietro Santonocito
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