Pietro Lo Monaco:”Troppa merda da 4 anni, pesa a tutti. Rolin ok, lavoriamo per almeno altre 10 pendenze…”


Pietro Lo Monaco:”Troppa merda da 4 anni, pesa a tutti. Rolin ok, lavoriamo per almeno altre 10 pendenze…”
Oggi pomeriggio, ore 15:00, parla ancora l’addì Pietro Lo Monaco, per chiarire di fronte ai media la situazione Catania, campo ed extra-campo. Poche domande, precedute da un monologo già abbastanza concreto, in pieno stile Lo Monaco.
Vogliamo parlare ai tifosi per fare un’analisi della situazione e per dare ai giornalisti il massimo supporto, affinché possiate svolgere il vostro lavoro nel migliore dei modi. Affrontiamo un periodo di crisi, come lo hanno attraversato Foggia, Matera, Fondi, ecc. Su questo non ci sono dubbi, ma la voglia di mollare non viene meno, assolutamente. Anzi.
Se una società cambia allenatore, nel mio caso personale con la morte nel cuore, lo fa per cambiare marcia, in meglio. Col Melfi non si doveva perdere, ma un allenatore non può scappare via e, subito dopo, parlare di valori professionali. L’ambiente ha assunto un atteggiamento di chi ha mangiato merda da 4 anni. Non siamo più in A, ma in Lega Pro e vincere non è mai facile, neanche contro piazze ove posteggiano le auto in mezzo al campo. Neanche il Parma si può permettere di dire che è il Parma, quindi deve obbligatoriamente vincere. La piazza ha assunto un atteggiamento godereccio nella distruzione totale, sia delle cose positive che negative. Dimentichiamo che il Catania combatte battaglie ogni giorno, soprattutto extra-campo…
Questa squadra è in crisi, ma non perché è scarsa. Abbiamo vinto contro la prima in classifica di qualche giornata fa, ovvero il Matera, con un ambiente che si presentava tutt’altro che l’attuale. Poi ad Agrigento, dopo i primi 20 minuti dominando, abbiamo regalato la partita in quel modo sconcio. Perché? Perché la squadra è in TILT. Abbiamo paura e andiamo in difficoltà alla prima occasione, segno di non starci completamente con la testa. D’altronde, solo questo può giustificare l’aver preso due gol da calci d’angolo in quella maniera, a Pagani…
Il Catania 1946, mi spiace per chi si aspetta il contrario, io non lo faccio fallire. Ho fatto una promessa e la manterrò, ma è anche vero che viene tutto molto più difficile se la gente non ci aiuta. É utopistico chiedere un po’ di sostegno, in questo momento difficile? Magari, che non si limiti solo alla partita col Foggia? Io penso che, più che criticare, bisogna RICOSTRUIRE, chi più, chi meno, ognuno col proprio, mediante le nostre possibilità. Guardatela come una battaglia sino all’ultimo sangue, ma state tranquilli che il nostro progetto non si conclude al raggiungimento dei play-off e neanche dopo averli disputati.
A Pagani, pur giocando timorosi, abbiamo avuto tre palle pulite per vincere la partita: una con Tavares e due con Pozzebon. Poi, anche Marchese ha sbagliato, dopo 250 partite consecutive in A. Ci può stare e capita a tutti. Manifesta, tuttavia, attaccamento, anche se è in crisi pure lui. A Lecce era partita da 0-0 dove, ad un certo punto, i tifosi salentini fischiavano la propria squadra perché facevamo il torello. Solo chi ha visto la partita può apprezzare questo particolare. Chi l’ha vista, alla tv, sbadatamente sorseggiando un caffè, non può carpire questi particolari che sono e devono essere, per noi, il punto di forza per andare avanti.
[…]
Non riusciranno a distruggere il Calcio Catania 1946. Noi lotteremo sino alla fine per raggiungere l’obiettivo minimo che sono i play-off, qualunque posizione sia, settima, ottava o undicesima. Chiedo solo di abbassare i toni.
CONTENZIOSI
Delle decine di contenziosi verso la FIFA io distinguerei i debiti federali da quelli ai fornitori (procuratori, giocatori, dirigenti, preparatori, …). Inoltre, suddividerei i debiti per gestione ordinaria e non ordinaria: nel primo caso, la Lega ci impone di regolarizzare le rette di Gennaio e Febbraio entro il 16 Aprile, ma noi abbiamo già Gennaio pagato a tutti. Purtroppo il Catania non è il Siracusa, né il Cosenza e abbiamo ereditato dalla precedente gestione contratti che pesano come un macigno sui bilanci di questa società. Vi faccio un solo esempio: un nostro giocatore (Calil – ndr) ci costa 308.000 euro lordi più il 30% circa di costo-azienda, per un ammontare totale di circa 400.000 euro. Ci sono squadre che disputano campionati di Lega Pro solo con un mln e mezzo di euro, per rendere l’idea. In quella non ordinaria rientrano quei debiti verso società, fornitori e di caratteriale erariale (fidejussioni, assicurazioni, ecc…). Per i debiti verso le società, tengo a precisare che è stato effettuato un lavoro da doppia promozione. Avevamo un debito di 1.2 mln di euro verso il Nacional de Montevideo, ex squadra di Rolin e l’abbiamo chiuso; abbiamo un altro debito di 300.000 euro verso il Boca Juniors, dilazionato con accordo transattivo, di cui abbiamo già pagato le prime due rate; col Wisla Cracovia di 270-300.000, dilazionato e pagate due/tre rate (Chrapek); il Catania ha un debito con i ghanesi per Odjer (Tema Youth), sentenza della FIFA arrivata qualche giorno fa, da pagare necessariamente entro Giugno, così come col Wanderers per Cabalceta (così dice Lo Monaco, ma dovrebbe essere il Cartagines) sempre da pagare entro Giugno; ha ancora un debito col Saint Etienne per Bergessio, già transato, di cui ha già pagato 2/3 rate; ha un debito col Racing de Avellaneda per Castro che ha transato una prima volta, ma, non ricevendo consenso dalla società argentina nel portare a termine la cosa in maniera indolore per la restituzione dei 6 punti, ne abbiamo effettuata un’altra e la firma tra le parti è di quest’oggi. Di questo accordo il Catania ha pagato già qualcosa come 270.000 euro, quasi la metà dell’importo totale. L’unico debito, cospicuo, rimasto insoluto è con lo Sporting Lisbona per Rinaudo, la cui cifra ammonta a circa 1.4 mln di euro. Da parte di Finaria, esiste l’impegno totale a risolvere le suddette questioni entro i termini tali che ci permettano di iscriverci anche al prossimo anno senza punti di penalizzazione. Entro il 31 Marzo arriveranno gli altri capitali per tutte le pendenze sopracitate.
PREPARAZIONE ATLETICA
Stiamo cambiando ritmo da qualche partita a questa parte, ma vi ricordo che il preparatore atletico lavora in base ai dettami dell’allenatore di turno, non il contrario. Credo di aver detto tutto.
DISAMORE
Penso di aver detto già tutto in precedenza. Non biasimo i tifosi, perché hanno dovuto ingurgitare 4 anni di spazzatura. Non è proprio disamore, Catania ama la sua squadra e si è visto (5000 abbonati non sono noccioline – ndr). Basterebbe poco per avere 20.000 spettatori allo stadio, per questo definirei lo stato d’animo dei tifosi come un momentaneo disappunto.
ALLENATORE
Pulvirenti rimarrà sino a fine stagione. Il problema è la squadra, perché deve invertire la tendenza. De Zerbi? É un mio ex giocatore. Ci sentiamo sempre, come con Montella, ma non è con quest’ultimo con cui ho parlato da recente.
AMICI E NEMICI
Le critiche, in qualche modo, le giustifico. Figlie della mentalità subentrata negli ultimi 4 anni. Le fesserie vengono lette e chi le spara lo deve sapere. Lo scenario in cui viviamo vede giornalisti, o presunti tali, mancare di rispetto alla loro professione. Io leggo la rassegna stampa di ciò che mi viene presentato davanti, ma non possiamo rispondere a tutti i siti. Chiedo solo di abbassare i toni.
MODULO
Questa è una squadra che ha gli uomini per giocare con tutti i moduli possibili. Qualunque allenatore si sentirebbe fortunato ad allenare questa rosa. Il problema è che non siamo SQUADRA e dobbiamo obbligatoriamente cominciare ad esserlo.
Pietro Santonocito
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