PETRONE SI DIMETTE. NON ARRIVA NESSUNA QUIETE DOPO LA TEMPESTA

PETRONE SI DIMETTE. NON ARRIVA NESSUNA QUIETE DOPO LA TEMPESTA.

Soli ventitré giorni per Petrone che abdica. Squadra a Giovanni Pulvirenti. Tagliata la testa di Pino Rigoli il Catania si affida all’esperto Mario Petrone. Nulla di strano. Nel calcio, italiano, il cambio in panchina è pratica di sovente utilizzo. Cosa risulta strano? che il navigato Petrone, a soli ventitré giorni dal suo insediamento a Torre del Grifo, rassegni nella giornata odierna le proprie dimissioni. Che la sconfitta, inattesa ed ingiustificata, contro il Melfi tra le mura amiche del Massimino abbia fatto scattare una generale “rivoluzione”?…e che tipo di “rivoluzione”?. Che l’aria fosse un po’ più elettrica del solito è palese evidenza nel post gara contro i lucani. Ai microfoni degli addetti ai lavori Marchese,Biagianti e Bergamelli lasciano trasparire un non professionale nervoso scoramento. Petrone, da far suo, fa intuire che qualcuno non lo segue. In tarda mattinata la doccia fredda:l’ex Ascoli lascia volontariamente la sella rosso azzurra. Vorremmo capire cosa lo abbia disarcionato….o chi. Qualcosa non quadrava a livello tattico?….o qualcuno dentro gli spogliatoi della roccaforte alto etnea ha remato contro (non accorgendosi di remare anche contro la dignità della maglia che indossano)?… o il “si vinnenu a pattita” delle chiacchere da Bar prende una consistenza rischiosa e scottante? Domani Lo Monaco parlerà dal suo quartier generale. La squadra intanto verrà affidata a Giovanni Pulvirenti, tecnico della formazione Berretti, che probabilmente dovrà far attraccare il Titanic rosso azzurro al di fuori delle acque gelide cobtrassegnate dagli iceberg. Come è che si dice? “comunque vada sarà…..un fallimento”.
di Vincenzo La Rosa
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