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Istinto RossazzurroVersione completa

Perugia-Catania 1-0: le Horror pagelle!

DaniDale94

Si cercava un ancora di salvataggio e si è trovato l’occhio del ciclone. Era difficile pensare che si potesse fare peggio eppure la compagine, capitanata dall’ormai ex tecnico Maurizio Pellegrino, ha saputo stupire ancora…ma in negativo. Una partita, quella dei rossazzurri, errata nella sua globalità, dove gli e(o)rrori individuali si sono rivelati solo la punta dell’iceberg e dove la verve offensiva degli umbri è stata tale da spegnere quei pochi fuochi di paglia dei “lì in avanti” Rosina, Calaió & co.
Per queste ragioni, noi di Istinto Rossazzurro, ci sentiamo di dare dei giudizi più globali, legati principalmente al lavoro svolto dai 3 reparti fondamentali, più il portiere:

 

FRISON – 6: Partita di normale amministrazione per l’estremo difensore di origini venete, uscito per un problema fisico dopo 45 minuti di gioco.

ANANIA – 6,5: Debutto stagionale strepitoso del navigato portiere rossazzurro, capace di gelare l’esperienza di un altro lupo di calcio come Rodrigo Taddei, in occasione del tiro dal dischetto al ’70. Una nota di demerito, tuttavia, in occasione del gol perugino, dove si fa trovare un po’ troppo bloccato sulle ginocchia che gli impediscono di slanciarsi su un pallone entrato lemme lemme in porta con l’aiuto del palo.

DIFESA – 4,5: Poco importa se si gioca a 3, a 5 o a 4 dietro perché le difficoltà difensive sono palesi anche ad un cieco. Intesa inesistente quella fra Spolli e Gyomber, che lasciano tirare Taddei più di una volta (uno qualunque) e giocano alla morra cinese per decidere chi dei due debba intervenire su Falcinelli che, nel frattempo, ringrazia con un sorriso di scherno e incorna in rete. Un po’ meglio i due terzini Peruzzi e Monzon in fase offensiva, ma ancora troppo spazio lasciato in fase difensiva, con gli esterni del Perugia in grado di crossare puntualmente senza troppe difficoltà.

CENTROCAMPO – 4: Se la difesa è stata un disastro, molto peggio si è combinato a centrocampo, dove appare inconfutabile quanto sia stata determinante l’assenza di Fabian Rinaudo. Molti gli errori in fase di costruzione, soprattutto del polacco Chrapek, poca “garra” in fase di rottura di Calello, ancora, a nostro parere, un equivoco tattico o, se volete, un “giocatore senza un ruolo ben preciso”.

ATTACCO – 5,5: Un passo indietro anche in fase offensiva, reparto che, tra le note gravi, si era dimostrato nelle precedenti partite fra le note più lievi. Si dice che sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico, come lo è l’insistere nel dare in mano a Rosina il compito di fare tutto dalla metà campo in poi, Rosina tra l’altro non brillante come altre volte, soprattutto per merito di Comotto e compagni. Brutta copia il Martinho di Perugia rispetto a quello visto a Vercelli, pochi gli inserimenti senza palla e addirittura nulli i consueti “duetti” con i compagni. Sconsolato il rientrante Calaió che ottiene più gomitate che palloni giocabili. Da censurare dal mondo dello sport il gesto di stizza di un inconcludente Leto, che scalcia una bottiglia in panchina…forse la rabbia andava svuotata dentro il campo piuttosto che ad un contenitore di acqua fuori dal rettangolo di gioco. Non pervenuti Castro e Cani.

PAGELLE :
Frison 6 (Anania 6.5), Monzon 5, Spolli 4, Capuano 5, Gyomber 4.5, Peruzzi 4.5, Calello 4, Chrapek 4, Martinho 5, Rosina 6, Calaió 5.5, Castro npv, Cani npv
Di Pietro Santonocito

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