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Noli offendere patriam Agathae quia ultrix iniuriarium est

Vincenzo La RosaAggiornato
Noli offendere patriam Agathae quia ultrix iniuriarium est
Noli offendere patriam Agathae quia ultrix iniuriarium est

Sta là, scalfita a lettere cubitali. Là, proprio là, su quell’ingresso, misto tra ruderi di cemento ed elegante marmo, da dove ha inizio una grossa pezza della storia che, ancora oggi, contraddistingue la città di Catania.

Ovviamente parliamo della Catania “metropoli”, la stessa che nella serata di sabato si è trovata a dover “ammirare” come, anche all’interno di un contesto sportivo, qualcuno si sia “preoccupato” di ricordare come “nessun elefante vi protegge…la lava vi distruggerà”.

Il tutto non è passato inosservato. Rimangono dubbi, pesanti, su chi sia stato il responsabile, non tanto del gesto, ma delle forze di Pubblica Sicurezza che hanno consentito l’accesso allo “striscione goliardico”. Uno step, questo, che ha conseguentemente scatenato l’ira delle istituzioni competenti. La DIGOS ha già chiesto i filmati di accesso al settore, in modo tale da individuare gli pseudo-tifosi fautori dello sfottò .

Il Questore Grassi calca la mano, condannando il “contenuto dello striscione” e denunciando il tutto all’Osservatorio Sportivo (che solo nei due giorni precedenti la gara aveva rilasciato il pass del Granillo ai supporters ospiti).

Convocati in Questura il Presidente amaranto Praticó (ha definito la vicenda “poco apprezzabile”) ed il suo “sottoposto” nei rapporti tra società e tifoseria. Anche se ignara (la coreografia non è stata comunicata al club), la Reggina subisce ammenda (cinquemila euro sulla quale grava il lancio fumogeni sul rettangolo verde)  e la squalifica del settore “incriminato” (un turno).

Noi, cittadini catanesi, sportivi e non, porgiamo l’elegante risposta alla becera ignoranza dimostrata da questi baldi leoni da curva con quella frase, quella che sta là, scalfita sull’ingresso della Cattedrale:

“Noli Offendere Patriam Agathae quia ultrix iniuriarum est”.
(Non offendere la Città di Agata perché questa vendica offesa ed ingiuria)

…un monito con il quale sua Signoria, Maestà Etna, augura un buon campionato a chi le ha regalato quell’attimo di pubblicità che non certo giova ad accrescere la “notorietà” della Regina d’Europa.

L’abitudine quotidiana, estiva o invernale, con la neve o col sole, di lavarsi con il fuoco dell’Etna, darsi profumo con lo zolfo è un onore che pochi possono avere al mondo.

Ringraziamo quotidianamente il cielo che questa opportunità sia capitata a noi.

Vincenzo La Rosa

fonte foto: Wikipedia

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