Nodo allenatore: nessuna certezza, solo spifferi. Il Catania cerca la soluzione definitiva che sbrogli l’intera matassa.

Eppure Cristiano Lucarelli qualcosa di buono l’ha pure prodotta. Il riferimento ai settanta punti che hanno chiuso la regular season 2017/2018 non sono altro che un dato numerico. Ma ciò non è bastato a far creare il giusto legame con una piazza esigente, calda e passionale come quella etnea. Accolto con diffidenza. Contestato ad ogni minimo errore. Verissimo: di errori ne ha commessi ma esiste sempre una faccia opposta della medaglia. Volenti o nolenti l’ex Livorno è riuscito ad alimentare il petrolio che in quella lampada stava per sbiadire. Ardore e vigoria che hanno innalzato una fiamma quasi destinata a spegnersi sotto gli spifferi del malcontento. Poteva fare di più. Non vi è riuscito. Il suo tempo alla guida del club rosso azzurro volge al termine. La resa delle armi di chi, a dispetto dei suoi predecessori, ha fatto in modo che il Catania non finisse nell’indifferenza dei suoi stessi tifosi. Le critiche rivolte sono stato un segnale importante: il rosso azzurro ha pompato sangue nuovamente al cuore, sfiancato ed al limite dell’infarto a causa dei precedenti malanni.
SPIFFERI:a Torre del Grifo si lavora già dall’indomani dell’eliminazione patita per mano del Siena. Si “fatica” tra il silenzio. Necessario agire con ferma cautela. Non si può più sbagliare. Lucarelli, nonostante le sue pecche, ha innalzato l’asticella delle aspettative. Il Catania corre sui numeri, mettendo bende e cerotti alle ferite di bilancio. Ora è giunto il tempo di crescere e correre anche sul campo. Porte chiuse nel castello di Via Magenta. Solo agli spifferi è consentito entrare.
MATASSA DI FILA:come già ampiamente illustrato, Lucarelli sarebbe pronto a stringer la mano verso Pietro Lo Monaco ed annunciare il suo commiato. La volpe di Torre Annunziata ora deve prendere consapevolezza, razionalizzare ogni suo passo. Errare è umano, perseverare è diabolico. La guida tecnica dovrà essere capace di tenere le redini dello spogliatoio, affrontare i momenti più delicati trasformandoli in quella rabbia agonistica capace a superare l’ostacolo dei settanta punti conquistati da chi lo ha preceduto. I nomi?…..li apprendiamo sollo dai mass media.
CASTING E FANTASIE:non sappiamo se sia stata tanta o poca, ma la “fantasia” ha fatto percorrere al Don Chisciotte rosso azzurro sempre la stessa strada. La lotta dello squinternato cavaliere si è consumata sempre contro gli stessi mulini. Marino? Braglia? Padalino? Gautieri?…..da quasi tre stagioni sentiamo sempre le stesse nomee. Sintomo di un club che lavora molto sul riserbo. Fu così che Marino andò allo Spezia, Braglia rinnova con il Cosenza ed in assenza di fonti certe ecco le cover consumate dei remake Padalino e Gautieri. Casting tra premi oscar e comparse.
CERTEZZE:sono tre le carte del mazzo. Una sola potrebbe essere quella vincente. Massimo Drago, Gianluca Grassadonia ed Andrea Sottil. Drago, reduce da alti e bassi alla guida di Crotone e Cesena, pur essendo stato il “calciatore di categoria”, quello che in D o in C faceva la differenza in mezzo al campo, non ha mai allenato in terza serie. Vecchia conoscenza della piazza etnea, centrocampista che in reparto era fido compagno di Sciuto e Marino, è stato il primo nome che Lo Monaco pensò nel post sconfitta del Veneziani. Ma la Waterloo di Monopoli, al contrario, rinsaldò, la posizione di Lucarelli trattenuto dal volere dei suoi “ragazzi”. Il contratto che lo lega al Cesena (squadra dalla quale è stato sollevato alla sua seconda stagione in bianco nero) scadrà il 30 Giugno 2018. Le parti si sono incontrate. Viste ed anche piaciute. L’unica perplessità? Drago non conosce, da tecnico, i campi di questa nuova e svalutata Serie C. Andrea Sottil incarna tutto ciò che servirebbe a questo Catania: carisma, capacità tecniche ed affetto a quella città che sente strettamente sua. Una promozione a Livorno, tanta gavetta sui campi polverosi di Lega Pro. Tutto ciò lo rende un personaggio appetibile. Non ci è dato sapere se un contatto con la dirigenza etnea sia già avvenuto. Una cosa è certa:esiste un contratto con gli amaranto , rinnovato grazie all’opzione della promozione in cadetteria. Ed ora questo nodo non sarà facile da sciogliere. Un braccio di ferro che potrebbe portare Lo Monaco a guardarsi attorno. Il tempo stringe e la stagione deve essere programmata. Gianluca Grassadonia, è il nome da incubo che il tifoso sente ridondare all’interno delle sue Trombe di Eustachio. L’avventura in Serie B alla guida della Pro Vercelli (squadra allestita come se dovesse piazzarsi all’ottava posizione del campionato di Serie C) finisce male. La Paganese ed il Messina sono state le se migliori apparizioni. E’ un fantino della scuderia Lo Monaco. L’ex mediano del Cagliari, nativo si Salerno, è il primo profilo che lo “spiffero” ha portato da Torre del Grifo verso Piazza Duomo. Discreto tatticamente non rappresenterebbe appieno l’identikit che il supporter rosso azzurro traccia tra i meandri della sua mente.
Con i loro “sè” ed il loro “ma” ognuno di questi si presenta con “pro” e “contro”. Non bisogna sbagliare. Le scommesse perse rimangono tali e difficilmente dopo ti porteranno alla vittoria.
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