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Istinto RossazzurroVersione completa

No contanti, Ši-poš

Giuditta Agata LeottaAggiornato
No contanti Šipoš
fonte foto: lasicilia.it

La decide il leone croato, Leon Šipoš. Occhi di ghiaccio e freddezza sotto porta. Può essere lui l’attaccante che il Catania cerca? Catania – Fidelis Andria 2-0.

Catania – Fidelis Andria 2-0. Massime, tante massime. Ce ne sarebbero a volontà per descrivere l’attuale momento storico rossazzurro. Un tempo che non tollera sprechi di tempo. Un tempo che, silente, trascina dietro di sé ogni detrito…

Come un fiume che straripa dai margini. Si inorgoglisce di ciò che riceve, vantandosi dei suoi affluenti, della potenza che sprigiona. Da monte a valle, è una sentenza solenne per chi lo affronta. Insaziabile.

Perché, lui scorre, inarrestabile. Si diletta a solleticare l’attenzione di talune radici, ben ancorate al terreno, flirtando con loro al fine di vantarsi ancora di più. Realmente, non gliene frega un granché delle radici.

Porta con sé una miriade di cose: rami troppo secchi per aggrapparsi al terreno, foglie troppo deboli per restare aggrappate agli alberi, immondizia, memorie…sentimenti. Non rimane mai abbastanza tempo per pensare, perché, il tempo, te lo porta via e senza chiedere il permesso.

Hai solo due possibilità: decidere di restare fermo e farti travolgere o assecondarlo, cercando di scorrere alla sua stessa velocità. Quando realizzi che, in vero, le possibilità si riducono solo ad una, allora TU DIVENTI IL FIUME.

Perché? Perché il tempo ti è amico e ogni istante che passa diventa l’opportunità di una vita, non un semplice secondo che si aggiunge al precedente. Ergo: sei ricco di chance.

Non è vero che tutti abbiamo le stesse chance, così come non è vero che tutti sappiamo come sfruttare a pieno quelle che il fiume ci concede. Ma questa…è sicuramente un’altra storia.

Leon Šipoš: dal campionato lettone alla serie C girone C.

Questa è la storia di un ragazzo croato. Altro che fiume… C’è voluto più di un aereo per portare Leon Šipoš, classe 2000, dalla Lettonia a Catania. Esattamente 3 ore e mezza è il tempo stimato per arrivare dalle sponde del Mar Baltico a quelle del Mar Ionio.

Arriva, per la precisione, da Jurmala, una cittadina balneare di circa 50.000 abitanti a 20 Km da Riga, la capitale della Lettonia. Insomma, la stessa tratta che separa Catania da Acireale (pressappoco…decisamente tutt’altra storia).

Eppure questo ragazzo di soli 21 anni, dopo i primi minuti di ambientamento a Monopoli, ha rapito l’attenzione di tutti noi catanesi. Una doppietta ed Andria a casa! Gioco, partita ed incontro.

È vero, ci ha rapito. Forse è la freddezza nordica di quei colori biondi che mettono i riflessi dorati ai capelli delle nostre figlie. Forse è quella freddezza, sotto porta, degna di ben altri palcoscenici che ci fa subito battere in ritirata con esternazioni del tipo:”Questo ragazzo lo perderemo”.

Perché le cose belle tendono a svanire. Noi catanesi lo sappiamo bene, ma riusciamo sempre a cavarcela nel migliore dei modi, anche quando vogliono toglierci la terra sotto i nostri piedi. Non è così?

Magari, è la volta buona che un po’ di terra, sulla quale coltivare le nostre speranze di rivincita, possa essere importata dalla Lettonia, made in Croazia DOP. Siamo stati la terra che esportava argentini a produzione industriale, in fondo.

Sarà feconda? Resisterà alle intemperie e alle ventate di caldo che arriveranno? Chi lo sa. Eppure, il “leone dagli occhi di ghiaccio” ha saputo conquistarci con due gol di ottima fattura e per niente banali.

The Glacial Eyes

Lo abbiamo apprezzato, non solo per l’atteggiamento sbalorditivo messo in campo, ma anche per le doti cristalline che si vedono all’orizzonte. Una stazza da un metro e novantatré centimetri che si muove per tutto il fronte d’attacco e, all’occorrenza, rincula in aiuto del centrocampo.

Che dire? Wow! Se a queste spiccate doti di abnegazione aggiungiamo una discreta tecnica di base, un buon controllo di palla, un buon senso della posizione e un’ottima protezione di palla, l’incredulità diventa stupore.

Se canalizziamo lo stupore in un congegno ad alta concentrazione di pragmatismo e realismo, possiamo anche percepirne il potenziale non espresso. Questo ragazzo è ancora acerbo, ma ha davanti a sé dei margini di miglioramento impressionanti.

Lo si vede dai gol messi a segno: il primo, realizzato con lo specchio della porta praticamente coperto; il secondo, da felino consumato, portando palla senza rallentare la corsa e beffando il portiere nel modo più inaspettato.

Calma! Lasciamolo lavorare

Giusto pensarla così. Il campionato di serie C, specie il girone C, mette a dura prova fisico, corpo e spirito di ogni giocatore. Oltretutto, vige il luogo comune che i croati tendono ad essere discontinui nel rendimento.

Una rondine sicuramente non fa primavera, ma il tempo è dalla sua. Una cena vinta da Ceccarelli ed il fiume va…per la sua strada a tinte rossazzurre. Noi ci sediamo: no contanti…Šipoš.

Pietro Santonocito

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