Moriero pronto a salutare, ipotesi Rigoli e Gautieri


Moriero pronto a salutare, ipotesi Rigoli e Gautieri
Sia chiaro sin dall’inizio, onde cadere nella tentazione più fremente di cercare un’assoluta verità nella fitta boscaglia di incertezze attuali. Il Catania e la storia del calcio catanese si prepara ad affrontare un momento davvero decisivo, tale da esser il pilastro portante degli anni a venire per i colori rossazzurri. La cessione dell’asset societario è il primo nodo da snodare, ancor prima di parlare di allenatori, giocatori, preparatori atletici e quant’altro. Risulta alquanto evidente che parlare di allenatori che vanno, vengono o preparano e valigie, diventa un’impresa davvero titanica, oltre che un elemento un po’ destabilizzante per la piazza (affamata di novità sull’affare Vergara) e logico per chi vuole spostare l’attenzione e i riflettori da tutt’altra parte.
Ma il dovere di chi fa informazione è anche quello di riportare le notizie che circolano da recinte, seppur con la giusta onestà intellettuale di doverle prendere davvero con le pinze, in virtù del discorso presentato prima. Tuttavia, data la situazione attuale, con i tempi che stringono, è doveroso cominciare a condire la tavola, quanto meno cominciando ad adagiare la tovaglia. Perentorio agire subito in cabina di regia, definendo la situazione dell’attuale tecnico rossazzurro Francesco Moriero, il cui contratto scade il 30 Giugno 2016. Le sensazioni, raccolte dalla redazione di Istinto Rossazzurro, portano a pensare all’addio del tecnico leccese. La motivazione primaria sarebbe la poca dimestichezza a livello tecnico-tattico con la rosa, colmata, tuttavia, con il grande carisma trasmesso ad una squadra demotivata in tutto e per tutto. Anche se raggiunto all’ultima giornata, a seguito di una serie fortunosa di eventi, l’obiettivo salvezza è stato raggiunto e questo è un dato insindacabile. Lo score dell’ex ala dell’Inter in terra sicula recita 4 vittorie, 2 pareggi, 4 sconfitte, per un totale 9 gol fatti e 11 gol subiti.
Voci di corridoio si alzano perentorie in questa pre-estate che si preannuncia tanto calda quanto la precedente. Il nome più altisonante è quello di Pino Rigoli, belpassese di adozione e attuale tecnico dell’Akragas con la quale ha ricamato le sue miglior fortune sino ad ora, prendendo il testimone dall’ex rossazzurro Nicola Le Grottaglie in un momento dove la squadra navigava in piena zona play-out. Dopo la vittoria all’esordio in casa del Monopoli per 1-0, il coach siciliano porta a casa in totale ben 29 punti in 16 partite, a seguito di 8 vittorie, 5 pareggi e 3 sconfitte. Numeri strabilianti per una neopromossa come la squadra agrigentina, penalizzata di 5 punti. A Rigoli le lusinghe rossazzurre fanno indubbiamente piacere, ma lui stesso afferma che verrebbe solo con un serio progetto di risalita, il cui discorso deve esser allacciata a quello fatto all’inizio di questo articolo.
Lontani da Catania, al momento, sembrano Carmine Gautieri e Gaetano Autieri. Il primo, come è abbastanza plausibile, preferisce una piazza di serie A o scenderebbe in B con un progetto serio di raggiungimento della massima categoria italiana; il secondo non disdegna di rimanere a Benevento, dove conosce i suoi “polli” e può, con essi, costruire un avvenire sicuramente roseo (o giallorosso) per la piazza campana.
Jolly delle ultime ore è Vincenzo Vivarini, due stagioni meravigliose a Teramo, con una promozione in B (revocata poi per la sentenza di tribunale che ha rispedito i biancorossi in Lega Pro) e con l’ottavo posto della stagione appema conclusasi. Colleziona 11 vittorie, 13 pareggi e 10 sconfitte, bottino raccolto dalla formazione abruzzese a fronte dei tre punti di penalizzazione. Outsider piuttosto d’elite per la panchina rossazzurra, a nostro modo di vedere.
Ad ogni modo, come già detto in precedenza, questi sono discorsi da posticipare. Adesso, prima ancora dell’allenatore, bisogna pensare al futuro di questa squadra, di questa società e di questa piazza, troppo narcotizzata da chiacchiere a ciel sereno da diffidare ormai anche di sé stessi e della loro fede (alle volte picchiata e messa da parte per troppo dolore). Motivo per cui, l’operazione primaria sarà sempre la riconquista dei tifosi, modus operandi principale per poter parlare di altro.
Pietro Santonocito
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