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Monopolizzando un pensiero che, col senno di poi…

Istinto RossazzurroAggiornato
Barisic in Catanzaro 0-4 Catania - monopolizzando un pensiero col senno di poi
fonte foto: Meridionews

Catanzaro 0-4 Catania: felicemente Pasqua rossazzurra, dopo la sorpresa trovata al “Ceravolo” di Catanzaro con ben quattro reti. Vanno a segno Barisic, Curiale (e sono 14), Ripa e Porcino. Stop del Lecce e Trapani vittorioso contro il Matera. Adesso B-isogna crederci!

“Non succede, ma se succede…”: frase emblematica che riecheggia sovrana da un’intera stagione, specialmente fra le acque ioniche catanesi, tra la costa degli scettici e quella dei realisti. Profumi diversi, ma sempre forti e intensi, laddove la cara “virtù dei forti” ha sempre rinchiuso questi odori entro un barattolo di rassegnazione e sconforto.

Mai cosa fu più giusta. Quest’odore, soave e delicato, ma al contempo intenso e pregnante, si carica di adrenalina e rivalsa, per liberarsi nel pomeriggio inoltrato di ieri, subito dopo il fischio conclusivo del signor Camplone di Pescara. Tutto è in discussione e tutto questo profumo fa già venire l’acquolina in bocca.

Lucarelli resta cauto e dribbla i complimenti:”Da adesso in poi bisogna essere bravi a non sentirsi troppo bravi”. Noi crediamo alle sue parole, in quanto il bel profumo di questo Catania può provocare un “narcisismo” conosciuto ai più. Non serve sentirsi troppo bravi, se questo nuoce gravemente alla psiche, convinti che questo sia realmente l’unico punto debole di questa squadra.

Il “venticello” di Catanzaro

Sarà un caso o semplicemente una coincidenza, ma negli ultimi tre anni di C, ogni volta che si va a Catanzaro troviamo questa “leggera brezza” che fa alzare le gonne alle signore. Maniaci spasmi del dio Eolo che, evidentemente, ha preso casa a Catanzaro da circa tre anni.

Fattore deterrente o favorevole? Nessuna delle due affermazioni. Siamo certi del fatto che i fattori ambientali non siano a favore o a sfavore di nessuno, ma possono divenire favorevoli se ci si adatta nel modo migliore.

Il vero merito del Catania è stato proprio questo: adeguarsi alla perfezione alle condizioni ambientali. Tenendo botta per l’intero primo tempo, nel secondo è stato più semplice sfruttare il vento a favore e la contemporanea stanchezza degli avversari. A quel punto, è fuoriuscita la classe dei maggior talenti etnei e la quaterna è servita.

Lodi mezz’ala

La chiave tattica della rivalsa etnea nel dopo Monopoli è principalmente questa. Avevamo specificato, con tanto di grafici e statistiche nelle nostre puntate quanto Lodi fosse marcato durante le partite, fattore che ha abbassato sempre più il suo raggio d’azione e, quindi, la sua efficacia.

Premessa per gli obiettori di coscienza: nessuno dice che Lodi sia scarso o che non siamo grati per quanto dimostrato da lui con questa maglia. Analizziamo solo dei dati statistici e ne traiamo degli spunti di riflessione. D’altronde, se Lucarelli lo ha cambiato di ruolo, un motivo dovrà pur esserci.

Non conosciamo i perché che hanno condotto il tecnico livornese a cambiare di ruolo Lodi, ma certamente li possiamo immaginare. I numeri, d’altronde, dicono sempre delle verità che dobbiamo cogliere con attenzione e tempismo, per non perseverare negli stessi sbagli.

La presenza del Catania nella metà campo calabrese, grazie anche al nuovo posizionamento di Lodi, è aumentata vertiginosamente. In ogni azione offensiva etnea sono almeno 4 i giocatori presenti in area di rigore avversaria, 5 in occasione del primo gol di Barisic e del secondo di Curiale, compreso Lodi.

Questo vuol dire che il napoletano non è più costretto a fare il difensore aggiunto e a dover abbassarsi per ricevere palla, lasciando questo “lavoro sporco” ad un Biagianti mediano sempre più leader e condottiero di questa squadra.

In fase offensiva, il risultato è evidente: la fantasia di Lodi (che usa il destro, piede non preferito) mette in condizione Curiale di segnare e anche quel Ripa (sesto centro stagionale per lui), che ha dovuto soltanto spingere il pallone in rete nel terzo gol etneo, spesso si trovava in condizioni ottimali per battere a rete.

Tutto un caso? Non tanto. Il calcio non è una scienza esatta…ma quasi.

Monopolizzando un pensiero…col senno di poi

La batosta di Monopoli, a detta di tutti, anche dei protagonisti, è stata necessaria comunque per destare gli animi dei giocatori più rappresentativi di questo Catania.

Le “cinque pappine” sono state necessarie per togliere l’abito delle presunzione e rivedere alcune certezze che certezze non erano, in verità. A partire col 3-5-2, modulo che sta tanto a cuore a Cristiano Lucarelli e che ha permesso dei filotti di vittorie importanti.

Talvolta questo diventa un tarlo. Se mettiamo nel calderone anche una carenza di autostima e di mentalità negli atleti messi in campo, abbiamo il risultato di Bisceglie. In quella partita il suicidio tattico è stato importante per mettere da parte esperimenti e testardaggine e ritornare con un canonico 4-3-3 che male non fa mai.

Da qui in poi i meriti di Lucarelli. Onore e gloria a chi sa tornare indietro sui suoi passi e rivedersi dentro, nel cuore, nello spirito e nell’anima. Tutte qualità che abbiamo sempre riconosciuto in lui e che tutti, a 360 gradi, gli hanno sempre riconosciuto.

Col senno di poi…speriamo di ringraziare il Monopoli a fine campionato.

Juve Stabia, Akragas…e poi il tutto per tutto

Un altro errore che nessuno deve commettere, tutti, tifosi, società e ambiente catanese, è proiettarsi mentalmente alla gara del 22 Aprile contro il Trapani.

Prima di questo match, sicuramente decisivo solo se non finisca in pareggio, bisogna affrontare la Juve Stabia (perdente in casa inaspettatamente contro il Cosenza) e un già retrocesso Akragas, probabilmente la gara più difficile di tutto il campionato.

Le vere insidie si nascondono sempre all’ombra del pericolo e nessuno può alzar bandiera se ci sono nemici ancora in campo. Vedasi Lecce, una squadra già largamente data per vincitrice del torneo e adesso vittima delle sue stesse convinzioni.

Adesso è giunto il momento di tirare fuori gli attributi. I veri guerrieri non traggono forza dalle sconfitte altrui, ma dalla propria sete di vittoria. All’ultima curva…dobbiamo ancora arrivarci.

Le pagelle

Catanzaro (3-5-2) voto 5: Nordi; Gambaretti, Di Nunzio, Sabato; De Giorgi (Falcone 57′), Spiga, Maita, Marin (Badeje 67′), Zanini; Letizia, Corado (Infantino 67′). A disp: Marcantognini, Nicoletti, Cason, Van Ransbeeck, Cunzi, Riggio, Puntoriere, Sepe, Valotti. All: Pancaro.

Catania (4-3-3): Pisseri 7,5; Blondett 7, Aya 7,5, Bogdan 7, Marchese 5,5; Lodi 8 (Rizzo 81′ 6,5), Biagianti 8, Mazzarani 7 (Bucolo 87′ sv); Barisic 7,5 (Russotto 87′ 6,5), Curiale 7,5 (Ripa 76′), Manneh 7 (Porcino 76′). A disp: Martinez, Tedeschi, Semenzato, Esposito, Brodic. All: Lucarelli 7,5.

Arbitro: Camplone della sezione di Pescara – voto 6.

Marcatori: 47′ Barisic; 52′ Curiale; 84′ Ripa; 90′ Porcino.

Ammoniti: Sabato.

Pietro Santonocito

fonte foto: Meridionews

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