L’ultimo canto del gallo…

Un segno indelebile nell’ultima pagina del libro targato Calcio Catania 1946. Faccia a faccia con la Storia e con quello che ne conseguirà. No-Came-Back point: è l’ultimo canto del gallo…
Difficile credere che si sia arrivati a questo punto. Le serenate di calda estate facevano piacere alle umili orecchie etnee, ma erano stonate. Parlavano, ma non cantavano inni di speranza, di rinascita, di quel “Melior De Cinere Surgo” che tanto ci contraddistingue.
Si danzava, si festeggiava…ma si viveva un terribile inganno, consapevolmente. Nei nostri occhi sopravviveva un istinto rossazzurro, quella maledizione alla quale siamo tanto affezionati, come una droga.
Si gioiva, tutti insieme, per aver salvato la matricola, il Calcio Catania. Eppure, nei vostri occhi non albergava alcun segno di rivalsa, ma solo un languido e fievole senso di rassegnazione impercettibile ai più.
Sarà dovuto alla vicenda dei treni del gol e del senso di libertà che necessitavamo. Abbiamo mangiato “il pane dal cozzo”, “ammuccando lapuni” a pranzo, cena e colazione, convinti che ne valesse la pena.
Perché avevamo bisogno di “eroi”. Noi, donzellette che venivan dalle campagne, abbiamo creduto alla storiella della buona notte che ci avete cantato ogni sera. Un bacino in fronte e…a nanna!
Che bello! Un dinosauro in una boccia di vetro. Mentre il vilipendio di 75 anni di storia si consumava, giorno dopo giorno. Avremmo dormito, sì e no, una notte in totale in questo anno e mezzo di gestione calcistica da voi soprasseduta.
Ma non sapevamo darci delle spiegazioni. O meglio: qualcuno di noi, che non ha abbastanza tesserini per poter sembrare “impottante, unu ca cunta”, aveva segnalato delle incongruenze tra quello che cantavano le vostre novelle e quello che i fatti recitavano. Ma eravamo una goccia nell’oceano, contro tutto e tutti. Troppo patriottisti per sembrare “di parte”.
Perché il vino bevuto dalla botte piena sa sempre più gustoso. Questo è ciò che abbiamo potuto constatare, dati alla mano. Per cui, ad ogni vostro canto era festa, con fiumi di vino da 1 € al litro versato nei nostri boccali da botti con etichetta Domaine de la Romanée-Conti.
A noi, tifosi, è piaciuto il vino da 1 €. Pensavate di ubriacare anche coloro i quali si sono avvicinati al vostro banchetto per mangiare e bere l’abominio che offrivate. Scherzando, selfieggiando qua e là, imparando persino a latrare in inglese, sumero e…fra poco anche in ostrogoto.
Alla “squagliata della cera” si sono viste le voragini. “No 1.8 milioni non sia mai, ce ne vogliono 3”. “Il Catania non si svende”. “Daremo continuità aziendale e cercheremo subito nuovi compratori, subito dopo la fine della raccolta fondi”.
Quante latrine…una moschetteria infinita di boccheggianti teatrini senza pupi, né pupari. Pensavate di tenere i fili senza saper arrotolare uno spago; colpire, tenendo il coltello dalla parte della lama. Presuntuosi!
Di tutti i fantocci pseudo-dirigenti passati dal convento qui a Catania, voi siete i peggiori. Avete provato a farci fessi…e vi siete fatti fessi da soli! Bel colpo!
Avete avuto la possibilità di scrivere l’ultima pagina di un libro antico 75 anni e tramandato, di generazione in generazione, da padre in figlio. Hanno perso la vita le nostre persone più care: dalle icone della catanesità alla gente che ci portava allo stadio…col Fiorino ed un gelato all’intervallo.
Non resta altro che chiudere il circo al quale eravate tanto affezionati e vagabondare verso terre di nessuno, dove vi sentirete “a casa”. Solo in questi luoghi potrete auto-proclamarvi “eroi” e “salvatori della patria”, laddove a farvi l’applauso saranno solo i soliti quattro avvoltoi che avete sempre avuto tra i piedi.
Neanche il pagamento dei 600.000 € vi conferirà un posto nella nostra storia, per quanto ci riguarda. Chi è NULLA non lascia traccia nella memoria. Keep in mind!
Parentesi social e gruppi giornalistici televisivi organizzati
Apprendiamo le iniziative di alcuni membri iconici del giornalismo catanese atte ad avvicinare, aggregare i tifosi per muovere o “smuovere” le tasche del socio SIGI “Pinco Pallo” al grido di “tutti per uno e uno per tutti”.
Possiamo capire, comprendere e accettare le buone intenzioni degli illustri giornalisti catanesi. Non riteniamo opportuno, tuttavia, aggregarci alla comitiva, in quanto non sentiamo il bisogno di coalizzarci con nessuno per fare quello che è il nostro dovere e la nostra missione: mettere in risalto la verità, quantificarla e suscitare spunti di riflessione.
Per come la pensiamo noi, se ognuno avesse “dato l’allarme” un po’ prima, suscitando più spunti di riflessione e meno chiacchiere da bar, magari non saremo giunti a questo punto. Magari, già ai tempi della raccolta fondi e della vicenda Tacopina avremmo potuto pretendere di più, senza elemosinare troppo da chi giocava d’azzardo con i nostri soldi e con la nostra storia.
Per queste ragioni, non ce ne vogliate. Non siamo illustrissimi, né deontologicamente corretti e tutte le “menate” che sciorinate quando vi va, se vi va, quando vi conviene. Non incroceremo le nostre spade con le vostre.
Continueremo da soli, in punta di piedi e con tanta umiltà, come sempre del resto. Noi abbiamo un Istinto Rossazzurro da difendere, non una semplice passione.
Una nuova radio, un ritorno alle origini e nuove…tante altre trasmissioni, sempre con Istinto Rossazzurro in prima linea!
A presto! Sempre e solo Calcio Catania.
Pietro Santonocito
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