Lo Monaco:”Pitino e la sua banda farebbero bene a tacere!”


Lo Monaco:”Pitino e la sua banda farebbero bene a tacere!”
Di seguito il lungo estratto delle parole dell’amministratore delegato del Calcio Catania, Pietro Lo Monaco, nell’ampia conferenza stampa, tenutasi stamane. PRIMA PARTE:
Accuse al Catania. “Sono nauseato dalle critiche di addetti ai lavori ed ex dipendenti del Catania. Per anni, questa società è stata esempio di oculata gestione, con plusvalenze eccellenti da fare invidia anche alle grandi del panorama italiano. Adesso è ovviamente diverso. Dopo le vicissitudine che hanno colpito tifoseria, in primis, e società poi, tutti straparlano, come se fossimo il marcio d’Italia. Cominciano a girarmi le scatole. Tengo a dire che l’anno scorso vi erano tre dirigenti assegnati alle medesime mansioni: Bonanno (col patentino da direttore sportivo), Pitino (col patentino da direttore sportivo), Ferrigno (col patentino di direttore sportivo). Già questa è un’errata gestione societaria e della crisi economica che attanagliava il Calcio Catania ed il suo gruppo.
Pitino? A lui dico che, ad inizio anno, ho trovato 5 giocatori i cui stipendi valevano più di tutta la rosa intera. Gli ricordo solo Calil, 308.000 euro lordi l’anno. Poi mi deve spiegare a chi ha venduto Rolin e quando. Basta con queste tarantelle! Sua intervista inopportuna. Dopo 9 mesi tiri fuori questa storia? Non mi sembra che parliamo di uno che abbia mai fatto amministrazione societaria. Ma, poi, il discorso qual è? Parlare di quanto sono stati bravi loro e quanto poco bravi noi. E poi…4 mln di monte ingaggi, per salvarsi all’ultima giornata solo per una traversa. Credo che i fatti parlino più di me.
Giù le mani dal Catania! Cardona (ex questore di Catania) ha perso l’occasione per stare zitto. Non compete a lui parlare di un gruppo che avrà sicuramente una situazione debitoria, ma sta tentando di sanarla. Catania è una realtà più complessa di qualunque altra società semplice, basta pensare a Torre del Grifo. Pensi alle sue tarantelle, se ne ha, e lasci in pace il Catania!
A Proto faccio i migliori auguri. Mi auguro, anche, che abbia la forza di spendere gli stessi soldi che ho speso io a Messina. Anche di più e meglio, visto che lui è un vincente. Tuttavia, dire che dopo Franza non ci sia stato nessuno, mi sembra un tantino azzardato. Io ho comunque fatto due promozioni, con 700 abbonati il primo anno e 300 l’anno successivo alla prima promozione. Dopodiché, se la gente è disamorata, io non posso farci nulla. Auguro a loro di avere ottimi risultati. Ho dato il Messina a zero euro. Ho dato soldi anche a chi, oggi, dice che non ha preso soldi da nessuno, quando glieli ho dati io personalmente. Capisco, fa parte del gioco, pretattica di chi ha 20 punti in meno di noi in classifica. Derby? Noi ci chiamiamo Catania e sapete tutti che, Siracusa, Akragas, Messina e compagnia…l’unico derby è col Palermo. Dopodiché sono sempre tre punti. Il campo sarà giudice supremo.”
Obiettivi. “Se il Catania dovesse vincere il “campionato dei conti”, sarebbe come aver vinto la Champions. É come una corda che si stringe al collo di un cm al giorno. Ma siamo qua, a lottare. Teniamo molto anche all’aspetto tecnico, perché non siamo completamente soddisfatti. Si poteva fare di più. Soprattutto, il problema sono i singoli. Domani sarà una partita dove, sul campo, si affronteranno due squadre distanti 20 punti. Tuttavia, questo non deve essere un alibi prenderla sottogamba e dopo Agrigento è meglio fare i migliori scongiuri che non sia così. Il Catania ha una rosa non da Lega Pro.”
Squadra e allenatore. “Abbiamo un organico per giocare con tutti i moduli possibili. É una rosa poliedrica. Ci sta, per esigenza di sfruttare al meglio quei due attaccanti (Pozzebon e Tavares, ndr), di giocare a tre dietro. Ci sta, nel percorso stagionale di una squadra. Non sono i moduli che fanno le vittorie. L’allenatore è stato cambiato soprattutto per dare una scossa e per non dare alibi ai giocatori. Quando si decide di esonerare un tecnico, credo che sia, in primis, una sconfitta della società. Rigoli è stato esonerato con la morte nel cuore. Mi sarei augurato di non farlo mai. Sempre per il bene del Catania. Per me il vincente è chi raggiunge gli obiettivi. Si può essere vincenti anche ottenendo una salvezza.”
Francesco Lodi a TDG. “Questa è anche casa sua. Lui ci ha chiesto di allenarsi qui e prossima settimana sarà a TDG. Mi spiace che l’Udinese abbia creato questa pantomima, altrimenti avrebbe giocato qui a Catania, nei prossimi sei mesi a venire.”
Anastasi, Silva e Pozzebon. “Perché le colombe nostre non volano e quelle degli altri volano? In realtà Anastasi e Silva sono giocatori del Catania e Pozzebon a Messina, credo, abbia fatto bene. Nel suo acquisto sono state decisive le volontà della società acquirente, ma anche di quella cedente. Per inciso.”
I fallimenti di Lo Monaco. “A Genoa sono stato 37 giorni, a Palermo 3 mesi, stracciando contratti talmente faraonici da farvi scappare tutti. Prima di essi, credo di aver fatto bene a Udine, Brescia e Catania e dopo ho vinto due campionati a Messina, ma non mi sento di aver fallito.”
Pietro Santonocito
CONFERENZA STAMPA INTEGRALE – 2A PARTE
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