Leto & Çani: il Catania dei risorti!

Ancora una gara dai due volti quella del Provinciale. Stavolta va in scena il derby di Sicilia fra Trapani e Catania. Gli ospiti scendono in campo con lo stesso team che aveva sconfitto otto giorni prima il Varese, con la sola differenza che alle spalle di Leto, posizionato come centravanti al posto dello squalificato Calaiò, viene messo in campo il rientrante Almiron. Si tratta di un falso 4-4-2 che spesso e volentieri diventa un 4-5-1 con lo stesso argentino che si abbassa nella posizione di playmaker e che cerca di garantire più copertura durante le azioni offensive dei due esterni Rosina e Martinho. Ma non va tutto come sperato. Al 9′ infatti è Abate a siglare il gol del vantaggio dei padroni di casa, involandosi in contropiede verso la porta di Frison e cogliendo in colpevole ritardo la retroguardia avversaria che non rientra affatto da un calcio d’angolo. Il Trapani così incalza e dieci minuti più tardi trova il gol del raddoppio con Basso che, sugli sviluppi di un pallone ribattuto dopo una rimessa laterale, sfrutta l’assist di Mancosu ed infila per la seconda volta una difesa semplicemente dormiente. Catania disastroso dunque, ma la svolta arriva dopo il 31′ quando Martinho esce dal campo per un problema muscolare, per far posto a Çani. I rossazzurri ci provano più di un paio di volte ma hanno difficoltà a centrare lo specchio della porta. Si va negli spogliatoi sul 2-0 per il Trapani. Nella ripresa, però, gli etnei risorgono con due degli uomini più criticati dai tifosi catanesi. Stiamo parlando di Leto e di Çani che, prepotentemente, riacciuffano un pareggio fino a lì insperato. Al 47′ l’albanese allunga il pallone con un tacco volante a Leto che di sinistro colpisce la porta di Gomis a botta sicura. La partita si riapre e i giochi vengono sempre più messi in discussione dall’espulsione rimediata da Ciaramitaro al 72′ per essere saltato coi gomiti alti ai danni di Rinaudo. Il Catania così ne approfitta e lo stesso Rinaudo al 76′ recupera palla e la passa a Çani che pesca Leto in area di rigore. Da lì non può sbagliare: è pareggio per gli etnei. Non è finita qui, gli ospiti infatti sfiorano il vantaggio con Rosina che al centro dell’area di rigore si fa respingere un sinistro dai piedi di Gomis. L’arbitro concede cinque minuti di recupero e proprio all’ultimo istante Frison smanaccia in calcio d’angolo una punizione di Nadarevic. Sugli sviluppi del corner, i trapanesi si lamentano col direttore di gara che fischia la fine proprio quando Escalante tocca vistosamente il pallone col braccio: 2-2 e derby in archivio.
Questo Catania presenta ancora due volti. Primo tempo inguardabile per gli uomini di Sannino che sono semplicemente anonimi in campo. Si fanno fare due gol di una stupidità inaudita, frutto di una deconcentrazione rilevante e di una superficialità assai grave. Sotto porta, poi, per niente incisivi. Vanno al tiro almeno quattro-cinque volte e beccano lo specchio solamente mezza. Ma i rossazzurri cambiano volto proprio quando entra in campo Çani. L’attaccante albanese infatti permette a Leto di non giocare più spalle alla porta e ad Almiron di scalare a centrocampo nel suo ruolo naturale, con le scorribande di Rosina a fare da contorno. E proprio quando i due volti più importanti del Catania di questa stagione non possono brillare ( Calaiò perchè squalificato, Rosina perchè un po’ annebbiato), ci pensano altri due giocatori a sostituirsi a questi ultimi: Leto e Çani. Il primo segna una doppietta che aspettavamo da almeno un anno e mezzo vista la pesantezza che ha avuto ai fini del risultato; il secondo, invece, gliela mette su un piatto d’argento con due assist di pregevole fattura. Questi due ragazzi sono stati finora criticati perchè in campo hanno dato sempre poco, per usare un eufemismo. Ma stavolta risorgono dalle ceneri e strappano un pareggio che, per come si era messa la gara, sembrava che non sarebbe mai arrivato. Addirittura alla fine il pari sta pure stretto considerando che il Catania va persino vicino al vantaggio in un paio di occasioni, ma va bene così. Speriamo adesso che giocatori come loro che hanno tanto da dimostrare, possano finalmente cambiare il proprio volto in questa squadra raggiungendo una continuità auspicata da tutti.
Le partite come quelle di oggi sono un po’ pazzerelle: all’intervallo ti senti all’inferno perchè si tratta della solita trasferta diagraziata, al termine della gara ti scappa un sorriso perchè la tua squadra del cuore è riuscita a portare un punto a casa. Un semplice punto, sì, ma è pur sempre un punto prezioso, un punto dal quale si può ripartire. Insomma, un punto di speranza. Oggi, forse, si è fatto un punto in più verso qualcosa che non diremo per scaramanzia. Adesso fate in modo di cancellare la parola “forse” dall’ultima frase. A voi la parola.
Di Federico Fasone
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