La rosa mostra le spine. Ecco cosa deve risolvere il Catania.

La rosa mostra le spine. Ecco cosa deve risolvere il Catania
Una rosa senza spine, come ci esplicano i botanici e gli esperti dal pollice verde, non può certo essere considerata tale. Altrettanto, un bel fiore, per esporsi in tutta la sua bellezza e dimostrare il significato per il quale viene coltivato deve essere curato e ben “potato”. Se trasmettiamo tale concetto, “la rosa”, al concetto, più crudo e mascolino, del calcio capiremo subito che “l’organico” deve essere sfoltito dai “petali secchi” e “potato dalle sue spine”. Il Catania (consideriamo la fattispecie reale dell’esempio), dunque deve evitare di pungersi, più di quanto già fatto nel recente passato, in una stagione dove tutti sperano, forse pretendono, che il rinomato fiore sbocci nuovamente. Tra prestiti, ritorni e querelle giuridico-sportive, è nostro dovere far chiarezza sui casi più “spinosi” in seno al parco giocatori etneo.
Rolin si Rolin no. Parliamo del “The Wall” d’Uruguay. Centrale tanto massiccio tanto propenso ad acciaccarsi, approdato a Torre del Grifo nell’estate del 2012. Le ottime prestazioni della squadra allenata da Maran ne hanno mitigato le malefatte, al contrario, sempre più evidenti nelle due, straordinariamente drammatiche, stagioni successive. Spedito al Boca il ragazzo colleziona pochissime apparizioni. Formula del trasferimento?..prestito biennale. Attualmente il difensore dovrà ritornare alla casa madre. Cosa che non verrà ovviamente rispettata. Anzi il buon Rolin trova l’accordo con il club paraguayano dell’Olympia de Asuncion. Questione risolta? apparentemente no. La firma sul contratto che lo legherebbe al club della capitale in verità non è stata ancora ratificata dal Catania, proprietaria del cartellino fino al 30 Giugno 2017. Giallo di mercato dalla facile risoluzione.
Rosina quanto ci costi. Il fallimento del Siena aprì le porte di Torre del Grifo al talentuoso ex Torino. Scorreva l’estate 2014 quanto Cosentino riuscì ad ingaggiare il forte esterno battendo la concorrenza del Latina. Venuto alle falde dell’Etna per tornare a mani basse nella massima serie si ritrova invece a salvarsi all’ultima giornata. Il peggio sarebbe arrivato da li a poco grazie al ciclone di vagoni che hanno investito il capoluogo etneo. Sappiamo poi tutti come sia andata a finire. Alessandro Rosina, unico dei tanti ad aver lasciato le assolate spiagge sicule esprimendo pubblicamente il proprio rammarico, parte alla volta di Bari, società ambiziosa che vorrebbe riappropriarsi di quella Serie A persa ormai da tanto. Play off conquistati. L’eliminazione fa scattare nelle membra del sodalizio pugliese una mini crisi societaria. Una turbativa che induce la dirigenza a non riscattare il giocatore dal Catania (cosa che sarebbe avvenuta automaticamente in caso di promozione). Contenzioso pecuniario la fa da intramezzo per un Rosina che tornerà a Torre del Grifo ma che farà le valigie verso altri sconosciuti lidi. Bari e Catania si parleranno a bocce ferme. Una cosa è certo Rosina al Catania non può restarci a causa di un “salario” fuori portata.
Rinaudo soluzione cercasi. Due stagioni alla corte del Catania. Esperienza significativa allo Sportign Lisbona. A Gennaio 2014 comincia la sua avventura in maglia rosso azzurra. Mediano arcigno. Incontrista da calcio vintage, Fabian Rinaudo litiga con i lusitani pur di tornare in Sicilia nonostante la retrocessione in Serie B. Ingaggio pesante. Prestazioni altalenanti. Soluzione provvisoria?…prestito, con opzione di riscatto, al Gymnasia La Plata. Ma dall’Argentina hanno già fatto capire: il diritto di acquisizione non verrà esercitato. Scadenza contrattuale al 30 Giugno 2017. Gli interessi non mancano. Manca la serenità di trattativa, impossibile fino a quando le pendenze economiche vantate dallo Sporting non vengano respinte dallo stesso Catania.
Castro:la spada di Damocle. Lucas Castro ha trascorso tre stagioni all’ombra dell’Elefante, due in A ed una in B. Esterno rapido e veloce, pupillo di Maran che lo ha portato con se al Chievo Verona. Si tratta di una cessione. Nulla di cui allarmarsi?….sbagliato. Indossa la casacca del “Liotro” nell’estate del 2012 ma, fino a qualche tempo addietro, nessuno di noi sapeva ancora che da Via Magenta, in direzione Avellaneda casa Racing, mancasse qualche bonifico per chiudere il contenzioso. Non tarda mai a piovere sul bagnato e dalla “terra dei manzi” ecco l’esercizio del diritto di introito direttamente inoltrato a FIFA e FIGC. Cinquecentomila dollari da versare entro il termine perentorio di trenta giorni con la minaccia di un meno sei in graduatoria od addirittura l’apocalittica esclusione dal campionato di competenza. Ovvio che il Racing ha tutto il sacrosanto diritto di richiedere l’ammanco. Altrettanto ovvio che il Catania dovrà ancora ricevere dal Chievo tranche di denaro necessario a saldare i conti. Dall’Argentina arriva la paura?..sarà la FIGC a deciderne le sorti ma la sensazione che aleggia non è poi così drammatica. Le due parti non vogliono farsi male e sicuramente troveranno la giusta soluzione.
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