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Istinto RossazzurroVersione completa

Fanghi vulcanici

Pietro SantonocitoAggiornato
Catania 1-0 Casertana - fanghi vulcanici
fonte: newsicilia.it
Catania 1-0 Casertana - fanghi vulcanici
fonte: newsicilia.it

Fanghi vulcanici


Nel pantano dell’Angelo Massimino si erge più in alto di tutti la proboscide dell’undici rossazzurro, capace di fare, di necessità, virtù e portare a casa tre punti d’oro per rimanere agganciati al treno delle prime quattro.

Premessa: il calcio è un gioco che va rispettato. Nell’industria dello sport, dove all’apice della piramide troviamo il calcio, esistono degli equilibri che vanno tutelati. In primo luogo, tutti lo diciamo e nelfrattempo ce ne illudiamo, lo spettacolo; significa adottare i giusti accorgimenti, regole e normative vigenti atte a migliorare lo spettacolo che, in campo, le contendenti possono offrire al pubblico; in secondo luogo, il pubblico, spettatore appagante o fischiante lo spettacolo a cui assiste; in terzo luogo, le società, a cui va offerto il massimo sostegno, sia dal punto di vista degli orari, che da quello arbitrale o legislativo, affinché tutte le componenti (terze o strettamente annesse) confluiscano nella medesima direzione: lo spettacolo. Eppure, la partita di ieri, tra Casertana e Catania, gara di terza serie del campionato italiano, ha suscitato in noi tanti bei ricordi d’infanzia, con le bravate nel quartiere per tirare quattro calci ad un pallone di carta.

“Fortuna (o sfortuna, a seconda delle vedute soggettive) che il campo ha retto!” Certo, sicuramente. Col senno di poi e coi tre punti in saccoccia, possiamo fare un plauso al grande drenaggio dello stadio Angelo Massimino e ai giocatori rossazzurri che hanno interpretato magnificamente il ruolo di “carusi do quatteri”. A che prezzo, tuttavia? Dopo la gara col Monopoli, anch’essa condizionata dalla grande pioggia torrentizia, il manto erboso dell’Angelo Massimino ha subito un’altra “fangata”, per usare un eufemismo che calza a pennello. Quelle poche chiazze di verde rimasto, dopo ieri, sono state praticamente sradicate e asfaltate dai tacchetti ferrati degli atleti. Il risultato è stato il non-spettacolo, il campo condizionato per i prossimi due mesi e la vittoria del Catania, unica rondine che non fa, di certo, primavera…anzi. Ebbene sì, perché oltre a rizollare il campo ci vorranno almeno due mesi per la semina dell’erba, condizione necessaria, ma non sufficiente. Contemporaneamente a tale doveroso atto di manutenzione, i rossazzurri continueranno a giocare, vanificando il lavoro speso dagli addetti alla semina e NON CONCLUDENDO ASSOLUTAMENTE NULLA. Qualcuno potrebbe anche obiettare:”Eh, ma si potevano mettere 50 € di teloni anticipatamente, data la pioggia incessante che perdurava dalle prime luci sabatiane!” Caro amico, ti scrivo…così mi distraggo un po’…diceva Lucio Dalla. Coi debiti che il Calcio Catania spa ha maturato anche col comune, si potevano chiedere altri 50 euro? Aspettiamo ancora la cordata del nostro primo cittadino per rilevare la società e riportarla in serie A…bocche di coccodrilli!

Si sa, il dio denaro lega tutti a sé, con un filo invisibile che marionetta più le nostre menti che il corpo. Non sarebbe stato possibile spostare la partita a oggi, col sole che spacca le pietre. Cipriani docet! Mistero…

La partita. La dovuta premessa serve anche ad indirizzare i lettori che non hanno potuto assistere alla partita verso la consapevolezza sacra di non aver assistito ad una partita di calcio. Detto questo, possiamo essere orgogliosi dell’interpretazione della partita da parte degli uomini di Pino Rigoli che, pare, si trovino meglio a sguazzare tra i fanghi vulcanici dell’Etna. Prova maiuscola di tutti, su cui spicca Russotto, abbonato coi pali (al minuto 8 e 12), capace di cambiare passo e dare un pizzico di brio, e Mazzarani, il risolutore della partita che ha dato un grande contributo in avanti. Va dato merito anche a Bastrini di aver disputato una partita ammirevole in marcatura e aver permesso a Bergamelli di iniziare l’azione con relativa facilità; così come Biagianti, vero e proprio padrone del centrocampo e allenatore in campo.

La Casertana è stata poca cosa. Sapevamo già di non trovare la squadra dell’anno scorso, ma ci aspettavamo sicuramente qualcosa in più in avanti. Sebbene il giudizio deve essere contestualizzato con le condizioni del campo, la squadra di Andrea Tedesco è parsa troppo arrendevole nei momenti in cui il Catania cedeva campo e spazio, risultando fine a sé stessa nelle giocate offensive. Unico brivido, l’occasione capitata sui piedi di Carlini che vede l’opposizione magistrale di Matteo Pisseri. Il resto è solo solfa per la carta stampata.

I benefici dei fanghi termali. Abbiamo constatato quanto sia salutare immergersi nei fanghi vulcanici del Massimino, poiché hanno fruttato 6 punti nelle ultime due partite casalinghe sotto il temporale. É palese quanto siano benéfici: alla pelle, alle ossa, al cervello…Ci auguriamo che la mentalità sia la stessa anche fuori dal Massimino e lontano dai fanghi termali della terra dell’Etna, in vista del prossimo impegno contro la Juve Stabia. Speriamo di vedere un Catania dalla pelle levigata e con la mente concentrata per tutto l’arco dei 90 minuti. Confidando che la terra del Vulcano sia elemento di benessere fisico e mentale per gli uomini di Pino Rigoli, ci godiamo la vittoria…tra i “fanghi” di un calcio che s’imbratta di ridicolo. Sempre.

Le pagelle:

CATANIA (4-3-3): 12 Pisseri 7; 24 Di Cecco 6, 16 Bastrini 7, 3 Bergamelli 7,5, 20 Djordjevic 6,5; 4 Bucolo 6,5, 5 Scoppa 6, 27 Biagianti 7; 10 Russotto 7,5 (dall’86’ Nava sv), 7 Calil 5 (dal 74′ Barisic 6), 32 Mazzarani 7 (dall’89’ Paolucci sv). A disp.: 1 Martinez, 26 De Rossi, 13 De Santis, 15 Mbodj, 2 Nava, 28 Parisi, 30 Piermarteri, 11 Barisic, 31 Graziano, 9 Paolucci, 14 Piscitella. All: Pino Rigoli 6.

ARBITRO: Cipriani di Empoli – voto 1, Li Volsi-Garzelli 6.

Pietro Santonocito

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