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Istinto RossazzurroVersione completa

Ci avete rotto il CA…TANIA!

Federico FasoneAggiornato

in ginocchio

Catania in estrema emergenza ieri contro il Bari. Difesa completamente inventata con Peruzzi al centro della difesa e Garufi adattato a terzino destro. A centrocampo, invece, c’è l’esordio di Escalante nel ruolo innaturale di regista, con Rosina e Martinho a doversi sacrificare in posizioni che non sono loro. In attacco, infine, oltre Leto e Calaiò, gioca sin dal primo minuto Marcelinho. Pronti, via! Gli ospiti al 5′ sono già in vantaggio con un colpo di testa di Caputo sotto porta che sfrutta un assist di Sciaudone, il quale evidenzia una forte amnesia difensiva. Al 20′, però, Rosina trasforma un calcio di rigore procurato da Martinho che, lanciato in contropiede da Calaiò, si fa atterrare in area di rigore. Ristabilito il pareggio almeno fino al 33′ quando Stevanovic crossa in mezzo, Anania si fa colpevolmente scavalcare dal pallone all’interno dell’area piccola, e De Luca inzucca per il 2-1, completamente libero di colpire. Non accade più niente fino all’intervallo. Nella ripresa, al 53′, il solito De Luca parte dalla destra, si accentra facendosi gioco di Garufi e Peruzzi, e con un destro dal limite buca per la seconda volta nella sua gara Anania. 3-1 Bari dunque, ma è ancora Rosina che tiene vive le speranze del Catania segnando un altro calcio di rigore al 66′, dopo che Marcelinho se lo fosse procurato con tanta caparbietà. Gol meritato del Catania, che poco prima ci era arrivato vicino con Calaiò per ben due volte, addirittura prendendo una traversa. Quasi allo scadere poi, è ancora Rosina che per poco non trova la rete del 3-3. Fine dei giochi al Massimino, il Catania è ancora sconfitto.

Le parole sono poche e più o meno sempre le stesse ormai. Il Catania va in campo coi rimasugli di una squadra che sembra di essere partita per la guerra, più che affrontare un campionato di Serie B. Si gioca con un team ridotto ai minimi termini, con almeno 3-4 giocatori a partita che ricoprono ruoli che non sono loro e con altri che invece farebbero più figura a non scendere in campo direttamente. Parliamo ad esempio di Leto che ieri, dopo l’ennesimo infortunio rimediato a Lucas Castro, è stato autore di una partita a dir poco scadente. Sannino, sicuramente stufo della sua spavalderia e della sua prestazione cadaverica, lo sostituisce col giovane Barisic. Segue poi un battibecco molto nervoso fra allenatore e giocatore, in quanto quest’ultimo si rifiuta di stringere la mano al primo. Sarà Almiron a fare da pacere. Oppure vogliamo parlare di Peruzzi, che seppur spostato a centrale di difesa, si dimentica comunque che lui sia un difensore. Partita disastrosa dell’argentino, mangiato e rimangiato dagli attaccanti del Bari senza nessuna pietà. Citiamo anche Monzon, che ancora ci chiediamo dove sia, perchè non ci ricordiamo se abbia toccato qualche pallone o meno. Pare, infatti, che certi elementi di questa squadra, così vogliosi di far vedere quanto siano bravi, siano in realtà controproduttivi nell’economia del gioco del Catania. Il problema è che io non vedo nessun fattore positivo nelle giocate di questi qui. Sono giocatori che l’anno scorso ci hanno portati in Serie B e quest’anno dovrebbero mangiarsi il campo, anzichè farci stare ancora in fondo alla classifica. Eppure vuoi o non vuoi, sono sempre loro i titolari… e tutto ciò fa pensare.

Ma è giunto davvero il demente che avrebbe distrutto il Catania, come detto tempi orsono da Pietro Lo Monaco? Dati alla mano, sembra proprio di sì. Pablo Cosentino, abile uomo di mercato, ha costruito una squadra a sua immagine e somiglianza. Sì, una squadra in fin dei conti assente sul campo, che non trasmette nulla, fuorchè rabbia e delusione. E pure il nostro Amministatore Delegato fa così. Non c’è mai e quando c’è, in realtà non parla. Solo qualche volta ha detto cose di un certo peso, perciò spero vivamente per lui che sappia dove ci stia portando perchè poi non si potrà più tornare indietro. Lo sappiamo bene tutti, nessuno escluso.

Errori, errori, ancora errori, solamente errori. Eppure anche chi non ha mai mangiato niente di calcio vedrebbe subito dov’è che le cose non vadano. Ricordate le cinque componenti? Disgregate, tutte. Non c’è più nessun legame, solamente una spaccatura difficilissima da risaldare. La squadra è quella che è, la tifoseria è in contestazione, la stampa si è stufata, la città ha perso visibilità. Ma tutto ciò, a mio modestissimo parere, deriva da una società che è composta da uomini che sono riuscita a metterla in ginocchio in un anno e mezzo. Non è facile. Ci avete proprio rotto il CA…TANIA!

Di Federico Fasone

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