“Chiu scuru di menzanotti…c’è u Catania!”


“Chiu scuru di menzanotti…c’è u Catania!”
Imbarazzanti, dormienti ed umiliati da un mediocre, se pur efficace, Ischia. Adesso Pancaro guarderà la classifica?
Lo avevamo detto una settimana fa, avevamo notato come contro il Matera non sia stata la vittoria a scacciare le preoccupazioni, ma solo a “scacciare la suocera“. Un modo di dire, simpatico luogo comune, ma reale autore dello scatto migliore che immortala la situazione attuale. Allo stadio “Enzo Mazzella” di Ischia i rossazzurri perdono meritatamente una partita che li ha visti spettatori non-paganti.
Primo tempo, da sbadigli, con il Catania che schiaccia i piedi sull’acceleratore nei primi 10 minuti, alzando più polverone che altro. I gialloblu escono alla distanza e al 14′ ci provano con Gomes, sinistro a lato senza pretese. Poi, una serie di azioni monotone del Catania, con i cross di Nunzella (davvero sottotono) messi in mezzo senza criterio e senza nessuno pronto a ribadirli in rete. Al 27′, calcio di punizione provocato da Pessina: batte Moracci ed insacca nell’angolino basso alla sinistra del colpevole Liverani, posizionato sicuramente male. Da lì a poco nessuna reazione, solo qualche cartellino giallo, come nel caso di Pessina al 34′. Un minuto dopo, ancora Moracci prova a sorprendere i rossazzurri su punizione, ma il numero uno etneo, stavolta, fa buona guardia. Lotta acerrima a centrocampo, ma null’altro di interessante fino al duplice fischio del’arbitro Chindemi di Viterbo.
Al ritorno in campo ci si aspettava una reazione veemente degli uomini di Pancaro…sì, aspetta e spera. Il tecnico rossazzurro prova a cambiare le carte in tavola, inserendo dal 46′ Lupoli al posto di Pessina e passando, di fatto, al 4-2-3-1. L’Ischia non ha troppe difficoltà nel controllare la partita, grazie anche al nulla, più nulla del nulla, creato dai rossazzurri. Al 56′ Kanoutè riscalda il sinistro, mandando a lato. Nervi in campo e scontro verbale acceso tra Garufo e l’attaccante senegalese. Sostituzione nelle file del Catania: al minuto 59′ esce un inesistente Calderini e al suo posto entra Gulin. Ma sono sempre i locali a dettar legge e al 63′ è ancora Kanoutè a mettere il punto esclamativo, siglando il 2-0 sugli sviluppi di un altro calcio piazzato. Squadra inesistente e null’altro da commentare fino agli sgoccioli della partita, minuto 87′, quando Falcone serve Calil che prende la traversa. Dopo 5 minuti di recupero finisce la partita e tutti a casa.
Certo è che vedere prestazioni di questa fattura non fa bene a nessuno, neanche ai più positivisti. E’ difficile pensare che si sbagli l’approccio alla gara da almeno due mesi, fatta qualche eccezione. E’ difficile trovare un capro espiatorio a queste vergognose apparizioni, qualcuno da poter debellare totalmente e celermente per poter vedere undici uomini vivi e vegeti in campo e non degli zombie con le maglie inneggianti una città che si veste di vita, in questi giorni di festa per la nostra Patrona Sant’Agata.
Quello che fa davvero rabbrividire è il vedere il primo tiro in porta solo dopo ben 87 minuti, dato davvero sconcertante per una squadra che si chiama CATANIA che gioca contro un’altra, seppur onorevole e ben organizzata, che si chiama ISCHIA. Davvero, riusciamo ogni volta a sfatare qualunque pronostico a nostro favore, qualunque aforisma o proverbio che detiene i limiti inconfutabili del possibile e dell’impossibile:”Chiu scuru di menzanotti non può fari?” – direbbero i positivisti – e invece no! No, mannaggia! “Chiu scuru di menzanotti…c’è u Catania!”. Siamo l’eccezione che diventa regola, volta per volta, nel momento in cui pensiamo che peggio di così non si possa fare. Smentiti, puntualmente e categoricamente.
Si rimane, spesso, senza parole a vedere questo genere di partite. Fosse Pancaro il problema? Di certo non vediamo i rossazzurri correre a duemila all’ora, sottomettere gli avversari come nelle prime 7 partite e nessun virgulto d’anima in corpo quando si subisce gol. Non vi è una trama di gioco ben studiata e provata, ma solo azioni di inerzia spensierata, con palla a Nunzella (che davvero non ne vuole più) e vediamo come va…un po’ all’ahimè. Qualcuno potrebbe dire che manca l’estro di Russotto, ma anche lì sarebbe sempre una mezza verità, perché affidare a lui soltanto l’incombenza di creare qualcosa lì in avanti, diventa a lungo andare prevedibile e controproducente. Già, prevedibile a dir poco, perché ormai chi ci incontra sembra conoscerci da una vita, averci studiato e guardato le nostre precedenti partite così a fondo, ma così a fondo, da non aver dormito nemmeno la notte. Ci credereste mai? Naaaa…assolutamente!
Tuttavia, non è possibile credere che Pancaro dica ai suoi, soprattutto nella pausa, che stanno facendo bene, che bisogna continuare così, che bisogna controllare la partita e non avere fretta di fare gol, altrimenti sarebbe il paradosso dei paradossi. Non crediamo nemmeno al fatto che i rossazzurri siano arrivati ad Ischia convinti di poter vincere senza muovere un dito e lì bisogna pur credere alle parole di Pancaro nel post-partita. Sono professionisti e sanno come si preparano questa tipologia di gare.
Probabilmente il Catania riuscirà a raggiungere l’obiettivo di questa complicata stagione, ovvero la salvezza, ma in che modo? I prossimi tre incontri vedranno la compagine etnea affrontare squadre del calibro di Lecce, Catanzaro e Casertana. La zona play-out ora dista 1 solo punto e adesso, con l’Akragas in rimonta ad un punto dai rossazzurri, Pancaro dovrà togliersi quella benda (trasparente) che gli offusca la vista e guardare necessariamente la classifica. “Non possiamo mai sbagliare“, ripete più volte. Lo si è fatto parecchie volte, adesso non si può più.
Le pagelle:
CATANIA (4-3-3): Liverani 4,5; Garufo 5, Pelagatti 6, Bergamelli 6, Nunzella 5; Pessina 5,5 (Lupoli 47′ 5,5), Agazzi 5,5, Di Cecco 5 (Musacci 79′ sv); Calil 5, Calderini 4,5 (Gulin 59′ 5,5) Falcone 5,5; A disp. Logofatu, Bastianoni, Bastrini, Ferrario, Di Stefano, Agazzi, Felleca, Gulin, Lupoli. All: Pancaro 4.
AMMONITI: Porcino (I), Pessina, Bergamelli (C)
ESPULSI: –
MARCATORI: Moracci 27′ (I) Kanoutè 63′ (I)
MINUTI DI RECUPERO: 1′ P.t., 4′ S.t
ARBITRO: Chindemi di Viterbo voto – 5;
ASSISTENTI: Manzolillo-Parrella – voto 5,5;
di Pietro Santonocito
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