Chi vuol esser lieto, sia…di doman non v’è certezza

Nefasta serata in quel di Monopoli. Voragini enormi lasciate agli avversari, reazione quasi inesistente. Tutto storto: Monopoli – Catania 3-0.
Monopoli – Catania 3-0. Buio, sempre più buio in casa Catania. Una coltre oscura avvolge ogni centimetro di Torre del Grifo, relegando ai margini dell’invisibile ogni fiato di ottimismo.
Tutta colpa della sconfitta? Vorremmo crederlo. In vero, la tensione in casa Catania accresce a dismisura ogni giorno che passa da ormai parecchio tempo. Nessuno ha saputo allentarla, nessuno ha saputo offrire un po’ di serenità ad un ambiente, oramai, straziato dai walzer delle menzogne.
Non gira tutto come dovrebbe perché manca coesione all’interno di SIGI che si traduce, irrevocabilmente, in confusione. La confusione genera altra confusione e altra divisione: tra giornalisti pro e contro SIGI, tra tifosi pro e contro il fallimento e serie D.
Il tutto non può che creare un effetto domino raccapricciante, al cui epilogo nemmeno vogliamo pensare. Farebbe troppo male, strazierebbe chiunque.
Si salvi chi può
Oltretutto, anche il fenomeno del “si salvi chi può” non ci fa dormire sogni tranquilli. Dopo l’addio di tanti “pezzi da 90”, come Silvestri, Welbeck, Sarao, Giosa, Sales, si aggiunge anche l’addio di Reginaldo.
Una situazione che si complica di giorno in giorno, anche e non solo a causa della sconfitta a Monopoli. Il malumore fra i giocatori etnei diventa contagioso e nessuno sembra avere quelle doti da leader tali da trascinare anche gli altri.
Obiettivo: squadra competitiva
Se l’obiettivo è quello di creare una squadra competitiva, ad oggi, siamo molto lontani.
La partita di Monopoli ha messo a nudo tutte le lacune etnee e nessuna capacità di reazione. Troppi gli errori in difesa, sia in fase di impostazione che in disimpegno e portiere incapace di orchestrare i compagni difensivi.
Il centrocampo non riesce quasi mai a chiudere le linee di passaggio e a creare dinamismo. Maldonado offre una prestazione disastrosa, piena di insicurezza, errori di misura e lentezza disarmante.
Attacco volenteroso ma abulico. Solo Russotto e Ceccarelli cercano di allungare le maglie e saltare l’uomo, ma senza prima punta è impossibile finalizzare. In questo ruolo, Russini bocciato totalmente.
Onorare la maglia: imperativo presente…e futuro
Non sappiamo cosa ne sarà del nostro Catania. Non c’è grande ottimismo nemmeno nel completare il campionato.
Una cosa è certa: bisogna onorare la maglia. Non è tollerabile assistere ad un’altra partita così arrendevole da parte dell’undici rossazzurro, indipendentemente dai nomi di cui sarà composto.
Lo abbiamo detto mille volte: si può perdere, ma è il “come” che fa la differenza. A Monopoli non abbiamo assistito a nessun “come”, né “perché”. Solo il lento attendere passivamente il trascorrere del tempo.
Prepararsi al peggio, ormai, non è più utopia. Per il resto: chi vuol esser lieto, sia…di domani non v’è certezza.
Pietro Santonocito
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