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Cessione Catania:quel doppio binario parallelo….

Vincenzo La RosaAggiornato
tifoseria
fonte: cataniachannel.com

 

Fonte:calciocatania.it
Fonte:calciocatania.it

Piccolo, ma rilevante, passo in avanti.

A tenere banco la consueta querelle inerente la cessione del Calcio Catania S.p.A.

Ripercorriamo le tappe. Una semplice sintesi non fa mai male, specie, se rivolta alla “delucidazione”.

Il Catania, travolto dall’ormai famigerata, carovana dei Treni del Gol (sappiamo e sorvoliamo sui provvedimenti messi in atto dalla Giustizia Sportiva nei confronti del club) viene ufficialmente posto in vendita. Un cartello, “messo bello in mostra”, all’entrata di Torre del Grifo capace di far da magnete alle attenzioni di soli due soggetti interessati: l’elvetica Integra Consulting (già nel mese di Agosto defilatasi non accettando i termini della trattativa impostati dallo Studio Abramo) ed il Gruppo Villar (del sudamericano e del braccio destro Federico Balzano se ne son perse le traccie già da Marzo). Manifestazioni di interesse che hanno portato, come già risaputo, ad un nulla di fatto.

Nel recente passato, l’asse temporale ci catapulta al mese di Aprile 2016, ecco venir fuori il nome, poi confermato, di Jorge Vergara, magnate messicano, già proprietario del Chivas Guadalajara, intento a voler investire nel capoluogo etneo, ammaliato , attirato dall’imponente struttura di Torre del Grifo. Voci che si rincorrono fino a creare quel pericoloso vortice denominato “fuoriuscita di notizie” che accostavano già in modo deciso, e decisivo,il nord americano, non più tardi di quindici giorni fa, alla poltrona presidenziale del sodalizio rosso azzurro.

Un fuoco, non facilmente, domato nel giro di poche ore. Trattativa? dal quartier generale del Catania ci rispondono:”nessuna”. Già, perché, tra contrattazione e manifestazione di interesse (questa sussiste ed è appurata) ne passa di acqua sotto i nostri amati Archi della Marina.

Gli uomini di Vergara, coadiuvati dagli esperti dello studio Catarraso, non hanno ancora sciolto le riserve. Chi lo fa è invece la dirigenza del Catania: il club viene scisso, o potrebbe esserlo, dalla struttura di Torre del Grifo con un titolo sportivo valutato alla modica somma di zero euro, acquistabile con il solo accollo della situazione debitoria.

Davide Franco dunque mette sul piatto due offerte di cessione:da un lato la squadra, nel significato più crudo e netto del termine, dall’altro il centro sportivo.

Partendo dal presupposto che una soluzione del genere viene messa sul “banco del mercato” solo dopo aver ascoltato le “richieste” dello stesso viene doveroso domandarci: perché scindere il Calcio Catania SpA dalla struttura che ne rappresentava fino ad oggi il suo fiore all’occhiello? Risposta: perché un mister X ha forse fatto capire, leggendo tra le righe, che se questa “dolorosa separazione” avvenisse si sarebbe prodigato a risollevare le sorti sportive, conseguentemente economiche, del club sportivo…ed esclusivamente di esso….

Ragioniamo: Davide Franco viene eletto presidente della società calcistica. Lo fa dopo essere stato nominato “capo delegazione” del frantumato gruppo Finaria SpA. Un ruolo da Caronte, far attraversare la barca tra le gelide e mosse acque, per condurla indenne al porto. Ma quale porto…messicano o catanese? Da poco più di un’ora la Bacco Srl, capitanata dall’Amministratore Unico Claudio Luca, annuncia ufficialmente di aver inviato missiva allo Studio Abramo per cercare di mettere in atto la trattativa che la porterebbe alla eventuale acquisizione delle quote di proprietà del solo Calcio Catania. Vergara si fa attendere ed ecco che da Bronte arriva l’ufficiale “manifestazione di interesse”. Diciamocelo pure esiste, ed è esistito, un doppio binario: uno di questi internazionale con direzione Guadalajara, l’altro (silenzioso, lento e sornione) sulla comoda littorina della FCE che ci porta nella patria del pistacchio. 

E se il comunicato ufficiale della stessa dirigenza etnea volesse sconfortare le ambizioni del magnate messicano, sapendo già da tempo le intenzioni della Bacco Srl? E se, per essere maliziosamente critici, il suddetto comunicato fu emanato per far “fretta” a Vergara (intenzionato anche all’acquisizione di Torre del Grifo), essendo coscienti del fatto che dalle alte lande del territorio catanese qualcuno aveva già adocchiato l’affare? Il sottoscritto parla di “conoscenza dei fatti” e lo fa perché sappiamo tutti come la Bacco Srl abbia avuto rapporti con Finaria Spa, di conseguenza con lo stesso Davide Franco, in quanto uno degli sponsor della squadra nel corso di questa stagione. Inutile dirci come questo “rapporto” potrebbe rappresentare una pista preferenziale.

Sicuri che su questo doppio binario, uno di questi “fantasma” fino ad oggi, non abbia lavorato alacremente e sotto traccia lo stesso Pietro Lo Monaco?…per intenderci, a detta di chi sta scrivendo con le annesse responsabilità, il dirigente di Torre Annunziata rappresenterebbe il massimo comune denominatore tra le due piste, un raccordo classico di chi sa giocare bene con due mazzi di carte.

Ergo Sum: tra Vergara e Bacco Srl vi sta la “fretta”. Una sfida a due ove l’uno si mette contro l’altro: il primo potrebbe accelerare bruscamente lo studio dell’affare Catania; il secondo sarebbe già pronto ed aspetta cenni….

Chi, all’interno della dirigenza, darà preferenza all’uno o all’altro?

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