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Istinto RossazzurroVersione completa

Catania:tutti giù dal carro?

Vincenzo La Rosa
tifoseria
fonte: cataniachannel.com

 

Fonte:it.wikipedia.org
Fonte:it.wikipedia.org

Ed ora?  Tutti giù dal carro?

Quello che era dei vincitori ora si sta lentamente ed inesorabilmente svuotando…..il perché?…per alcuni risulta più che facile da individuare…per altri la ricerca diviene più ardua ed arguta.

Immergiamoci nella cruda realtà dei fatti. Il Catania rischia, analizzando i tratti di uno stato attuale che con molta probabilità diverrà definitivo già sabato 7 Maggio 2016 alle ore 18.00, di incorrere nella roulette russa degli spareggi  per evitare la catastrofe della Serie D. Un pesante (ma discutibile) meno dieci in classifica accompagnato da recenti non eccelse prestazioni condannerebbero l’undici trainato da Moriero ad affrontare una tra Martina Franca ed Ischia per non retrocedere. Non sono valsi i quarantasei  punti (che strano gioco della sorte) conquistati sul campo a salvare la compagine etnea, sicuramente colpevole di non aver fatto di più, ed ora lo spettro della retrocessione (è un dato di fatto) si fa sempre più consistente. Ma colpevole è solo il Catania, inteso come club calcistico con annesso staff dirigenziale e tecnico, o forse l’intera Catania sportiva? Signori miei offendetevi pure se urto le vostre delicate sensibilità ma chi vi parla lo fa staccandosi il cuore dal petto mettendolo in bella mostra sulle proprie mani. 

Analizziamo tutto, così per non incorrere in alcuna tipologia di sterile fraintendimento accompagnato da altrettanta sterile polemica. Il fortino del Cibali, quella “casa dei fantasmi” ove aleggiano gli spettri dei ricordi vissuti nel recente passato, rappresenta l’emblema del concetto di “abbandono totale”. Il sottoscritto tutto poteva immaginarsi, ma che l’amore per i colori rosso azzurri andasse così mestamene a morire sinceramente no. Qualcuno, stizzito, mi dirà che non si rispecchia nella gestione, scellerata, del club e che in conclusione preferisce meglio star a casa che assistere allo “scempio” che si  va consumando sui manti erbosi del calcio giocato. Opinione legittima, da rispettare…..chi potrebbe dargli torto?…ma una domanda sorge spontanea…se questo stesso Catania si trovava in A o in B, a parità di condizioni patite, mi avreste risposto che si preferiva stare casa?….a mio avviso no!…facile risposta: le vetrine di A o B hanno fatto “rinascere” l’amore i colori del club etneo..quello stesso amore che fino al 25 Aprile 1999 era sommerso e ronfante. Sono passati Presidenti, dirigenti e calciatori ma il tifoso catanese era lì a salvaguardare l’amore, a tratti sconsiderato, verso quella squadra che pian piano risorgeva dalle ceneri. Ora l’amore è finito?….critiche verso la società più che giustificate e plausibili….critiche verso i giocatori altrettanto…ma qui si è perso il sentimento verso la propria squadra, qui si è perso il palpitare verso i propri colori, qui si è persa la fede…..solo perché qualcuno l’ha fatta perdere.

Ci si è abbonati solo perché qualcuno ci ha fatto credere in promozioni e salvezze…..ci si è abbonati, o entrati allo stadio, solo perché qualcuno ci ha presi in giro. No TIFOSI, non funziona così: l’ingresso al Cibali una volta era l’inizio di un’emozione, di un trepidare, che durava per novanta e più minuti. L’incitamento nasceva spontaneo per AMORE, che fosse contro Nardò o Milan non faceva differenza…….quel Catania, poteva essere forte o scarso sul campo, era sostenuto da CATANIA, quella stessa che portava con se un fragore enorme, un boato che risvegliava gli istinti anche del bradipo.

Tifoseria ferita? Si…come tutta l’onta che da Giugno ad oggi si è abbattuta su tutta la città.

Il tifo a Catania era sinonimo di aggregazione per i propri beniamini, che non erano i calciatori, ma i colori di quello stemma che ancora oggi esiste e che sembra essere a rischio.

Nessuno però sembra aver più voglia di salvare quell’elefante scalfito ed incastonato all’interno dei colori rosso azzurri. La dirigenza ha fallito, lo possiamo gridare chiaro e tondo: ma noi tifosi che ci attacchiamo sulla “dignità” di undici donzelle incapaci di trattenere le emozioni scadendo nel falso professionismo abbiamo pensato più alla loro che alla nostra. Che dignità abbiamo noi a non entrare in casa nostra permettendo che ci vengano rubate da questi ladri, anche di scarsa esperienza, le nostre passioni?

Il Catania è un nostro patrimonio sia che militi in A sfiorando la Champions League sia che si insabbi nella paludi maleodoranti della Lega Pro.

“Non vogliamo essere complici di questo scempio”….in verità, lasciando i nostri colori passeggiare sul campo, lo siamo complici…..siamo stati bravi a sostenere quanto tutto, in questa stagione, sembrava portare il vento dal giusto lato, lo siamo stati meno quando abbiamo capito che tutto stava per finire…….peccato che qualcuno, grazie a questo ambiguo atteggiamento, avrà da riempirsi la bocca aggiungendo un’altro inutile alibi rendendoci partecipi del loro fallimento.

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