Catania:si lavora alla cessione.

Non fa, e forse non lo è neanche più di tanto, notizia che il Catania abbia appeso al collo il cartello “Vendesi“. Ovviamente le riflessioni, i pensieri ed i commenti di quella piazza, dolorante, ferita ed agonizzante, che ha tanto a cuore le sorti del club etneo “since” 1946 non ha, né visto né tanto mento intravisto, spiragli di luce che portino raggi di sole capaci di bucare le nubi addensatesi su Torre del Grifo. In parole povere: di “maccheroni che sazino lo stomaco” non ne abbiamo mangiati. Nel forno della questione “cessione” soltanto tanto fumo e niente arrosto. E se, stavolta, la legna sia pronta per alimentare il fuoco? Siamo solo alle battute iniziali ed attenendoci all’esempio prima descritto possiamo solo affermare che il “taglialegna” ha messo l’ascia alla mano e sta adoperandosi per procurare il prezioso “legno” da far scintillare. Passato e presente, a breve, potrebbero intraprendere quei binari paralleli che mai si incontreranno. Non nascondiamoci dietro ad un dito:tutti, solo fino a qualche giorno addietro, abbiamo elaborato il pensiero secondo il quale il patron Pulvirenti paventava, non si sa quali, ambizioni in un rilancio del settore calcistico del suo, quasi disintegrato, impero economico. Sappiamo tutti invece come le varie evoluzioni dei fatti abbiano girato il tutto sul suo groppone. Dallo scandalo calcioscommesse al crack Windjet:tutte situazioni rilevanti per le sorti, in negativo, del Calcio Catania. Bene: Pulvirenti, ormai trafitto dalle frecce scoccate dagli arcieri della giustizia, non può reggere. Derelitto, nella persona e negli intenti, chi vi sta attorno non certo vuol star a guardare. Ed ecco arrivare il “taglialegna”. La Finaria cambia volto, cambia le intenzioni, cambia per non farsi risucchiare ancor di più da quel potente vortice capace di spazzare il tutto sul suo cammino. Finaria-“taglialegna”? Si Signori. L’intenzione di garantire un futuro alle imprese satelliti, ed allo stesso club, si stanno proprio in questi giorni stilando. L'”ascia” di Di Franco (neo presidente del fresco CdA) sta cominciando a brandire i primi colpi. Esterni alle “malefatte” del precedente gestore, la nuova organizzazione della holding possidente il pacchetto di maggioranza del Calcio Catania sta per indirizzare le proprie intenzioni, stavolta più che reali, sulle strategie idonee a far si che la squadra, patrimonio di Città e Sport siciliano, sia ceduta. Hanno forse capito che il vero catanese non si nutre di “aria” ma di reali “pasti”. Volontà di accelerare?….la “legna” da mettere sul fuoco è rappresentata dal valore della società stessa (titolo sportivo) e da quella di Torre del Grifo. Proprio per il centro sportivo, croce e delizia sulle condizioni economiche e di conseguente vendita del Catania stesso, sembrerebbe auspicabile una provvisoria scissione, utile a far divenire più appetibile l’eventuale trattativa per la cessione. Nessun “fuoco” ancora arde, nessuna “pentola” può essere ancora posta, nessun “maccherone” potrà ancora essere cotto…ma di sicuro qualcosa che alimenti il primo potrebbe anche arrivare. Lo sprint, che il nuovo CdA vorrebbe mettere in atto, non è stato preso sotto gamba da chi ha messo nel mirino l’affare. Sappiamo già che la cordata sud americana, capitanata ormai dallo storico e stoico Balzano, si presenterà con l’offerta ufficiale nei giorni seguenti alle festività pasquali. Ma, secondo indiscrezioni alacremente raccolte, vicino alla pentola ci sarebbe il “mestolo” di altro cuoco. Vero che lo Studio Abramo rappresenterebbe l’unico intermediario designato alla trattativa. Vero anche che la preparazione a ciò avvenga fuori dalle mure amiche. Cordata, dall’identità e dalla bandiera finora anonima, sembrerebbe lavorare per poter presentarsi nei pressi di Torre del Grifo con intenzioni reali. Che sia il Gruppo “dalla lingua comprensibilissima” del quale ci narrava tempo fa Lo Monaco?…solo gli eventi futuri ci faranno capire il tutto. Un “tutto” che dipenderà comunque da quella sorte che la squadra rosso azzurra deve e dovrà scacciare dal rettangolo di gioco. La “legna” sta per essere tagliata…speriamo solo che alimenti un buon fuoco per far si di cuocere al punto giusto i “maccheroni”…la fame è tanta ed ora è forse giunto il tempo di saziarla!
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