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Istinto RossazzurroVersione completa

Catania – Siracusa 2-1: tre punti…e vissero felici e contenti

Pietro SantonocitoAggiornato
Catania - Siracusa 2-1 - tre punti e vissero felici e contenti
fonte foto: MeridioNews

Catania – Siracusa 2-1: i rossazzurri portano a casa l’intera posta in palio nel derby contro gli aretusei, a seguito di una partita sofferta e tirata. Risolve Biagianti su assist di Lodi, ma troppi errori in fase difensiva.

Catania – Siracusa 2-1. È la tipica partita di serie C girone C, quella che non sa darsi un perché, né come può andare a finire. Sarà la puzza di questa categoria, sarà la consistenza di questo “calcio minore”, ma niente assomiglia allo sport che conoscevamo fino a circa 5/6 anni fa…e non è nemmeno lo stesso Catania.

La coltre di fumo “ignorante”, che imputridisce la sfera rotolante nel campo, non riesce a mettere in ombra il bel gesto delle curve rossazzurre. Nel pieno della solidarietà siciliana (o umana o qualsivoglia sia stata), rispettano le dodici vittime palermitane morte nell’alluvione di qualche giorno fa e simboleggiano un gioco, un ideale, uno spirito di appartenenza innato.

Parliamo di calcio come dei sapienti intenditori, nonostante non abbiamo la patente. Tuttavia, nel teatro degli ipocriti, quelli che puntano il dito contro gli altri per sentirsi meno ripugnanti, un gesto così bello, da parte della tifoseria catanese, è raro e difficile da vedere.

Onore a Catania, onore ai suoi tifosi…ed un fiore alle famiglie che hanno perduto i propri cari in quella dolorosa strage.

La partita

Pronti, via e i rossazzurri si rendono pericolosi già al terzo: Curiale si incunea in area di rigore, la mette in mezzo e  Scaglia non impatta bene il pallone di testa.

Dieci minuti più tardi il Siracusa si fa vedere in avanti con De Col, abile a crearsi lo spazio per il tiro, ma sfortunato nel risultato dello stesso.

Il Catania non ci sta e al 22′ Lodi sorprende tutti servendo in area il solissimo Ramzi Aya, la cui conclusione è stoppata miracolosamente dall’estremo difensore aretuseo (ex rossazzurro) Messina.

Botta e risposta fra le due compagini, col Catania che serve su un piatto d’argento un contropiede agli ospiti, incapaci a finalizzare con Vazquez il clamoroso regalo etneo.

Al 30′ Lodi su calcio d’angolo cerca la testa di Marotta, il quale serve involontariamente Aya che alza di pochissimo sopra la traversa da due passi.

Ancora De Col al 37′ raccoglie un traversone basso di Palermo, sporcato dalla retroguardia etnea, riuscendo a concludere in porta, ma senza impensierire più di tanto Matteo Pisseri.

Un minuto più tardi riesce a fare meglio l’argentino Vazquez, il quale inzucca di testa su traversone dalla sinistra, col pallone che finisce alto sulla parte esterna della rete.

Al 40′ ancora Siracusa con il catanese Catania, lasciato colpevolmente solo e indisturbato nella conclusione: rasoterra a fil di palo che non trova il set. Finisce qui il primo tempo.

Dopo 37 battiti di lancetta grande il Catania passa: Lodi trova il pertugio giusto per servire Marotta che, da posizione non proprio favorevole, lascia partire un destro secco e imparabile per Messina. 1-0 ed esplode il Massimino.

Il gol sveglia gli ospiti che ci provano al 63′ e al 66′ con Vasquez, su assist rispettivamente di Catania e Palermo (Messina in porta…è tutto un dire  😆 ), ma la punta biancoazzurra viene neutralizzata dal portiere etneo.

Esito diverso al 70′, quando Emanuele Catania, stavolta, decide di mettersi in proprio, cerca e trova lo scambio con Vasquez e scocca un tiro preciso che trafigge Pisseri, pareggiando i conti: 1-1.

Alza la china la formazione di Andrea Sottil al 74′, con Lodi che smarca abilmente Scaglia col tacco, cross in mezzo raccolto da Calapai, sul quale interviene l’arbitro Meraviglia della sezione di Pistoia per gioco pericoloso ai danni del terzino rossazzurro. Dal dischetto Lodi si vede ribattere la conclusione da Messina, bravo a respingere anche il tap-in di Curiale, con Scaglia che ribadisce fuori.

Quando sembrava che il Catania non ne avesse più e che le forze andassero a scemare, un lampo di genio illumina il Massimino: Lodi guarda bene il posizionamento dei suoi compagni a centro area e, da calcio d’angolo, serve l’indisturbato Biagianti, che segna il più facile dei gol. 2-1 per il Catania!

Dopo una logorante attesa durata ben 7 minuti di recupero, l’arbitro Meraviglia fischia la fine delle ostilità ed il Catania porta a casa una vittoria sofferta e, forse, non troppo meritata. Ciò che conta, tuttavia, è l’aver raggiunto il quarto posto in graduatoria, con due partite ancora da recuperare.

Tutto è bene quel che finisce bene, ma…

La vittoria di questa sera, come appena detto, fa morale e rimette in scia i rossazzurri, all’inseguimento di un Trapani che allunga sul gruppone delle inseguitrici. Era importante fare risultato, portare a casa i tre punti e scacciare via tutte le elucubrazioni mentali della settimana dovute alla “non prestazione” di Potenza.

Tuttavia, se si vuole puntare ad un obiettivo prestigioso, bisognerà lavorare tanto su sé stessi, cercando di sbloccare quell’enorme potenziale latente che questa rosa cela all’unisono. Non è tutto oro quel che luccica e non avremo di fronte sempre il Siracusa (con tutto rispetto).

Molti, troppi errori individuali figli, probabilmente, di poca lucidità, mancanza di intesa, nervi e condizione atletica non ancora al top. Il Catania non può permetterselo. Il Catania deve ricordarsi di essere IL CATANIA!

Può sembrare una frase fatta, una rete impalpabile di ricordi, rimasti relegati ai tempi di quel, “ei fu”, “Piccolo Barcellona. Eppure, i rossazzurri si preoccupano troppo degli avversari e poco di loro stessi, cullando le ambizioni dei primi che cercano solo il misero punticino, niente di più, niente di meno.

A Sottil, stavolta, abbiamo poco da imputare: cambio di modulo azzeccato, 4-3-1-2, con Scaglia mezz’ala e Lodi dietro le punte Marotta e Curiale. La squadra gira, palle gol ne abbiamo avute, ma non si riesce a chiudere la partita anzitempo.

E allora, qual è il problema? Forse, manca quel “tipino piccolo e sgusciante”, capace a saltare l’uomo, creare superiorità numerica e fare gol, quando serve. Poi, manca Curiale…distante dall’azione e avulso dalla manovra.

Vincere aiuta a vincere, ma questa vittoria, così come qualcun’altra già portata in cascina, non può e non deve coprire le défaillance di questa squadra, troppo serva degli episodi e dei gesti individuali dei suoi uomini di maggior caratura tecnica.

Non è ancora tempo per fasciarsi la testa, ma è bene sempre prevenire, piuttosto che curare. Servirà un esterno a Gennaio? Si vedrà, ma non facciamo l’errore di pensare al futuro, lasciandoci per strada dei punti che potremmo rimpiangere domani, fra un mese, fra tre o cinque.

Insieme al nobile gesto sugli spalti, ci rincuora la capacità che ha questa squadra di non disunirsi, lottare su ogni pallone e non arrendersi mai. Il vero “istinto rossazzurro” non si sbandiera ai 4 venti per fama o per gloria e siamo fieri di vederlo in questi ragazzi, finalmente, dopo tanto tempo che non lo vedevamo.

In alto le Proboscidi,

Forza Catania sempre e solo.

Le pagelle:

CATANIA (4-3-1-2): Pisseri 6; Calapai 6 (36′ st Vassallo 6), Aya 6,5, Silvestri 6, Ciancio 6; Bucolo 5,5 (23′ st Angiulli 5,5), Biagianti 8, Scaglia 6 (31′ st Manneh 6); Lodi 7; Curiale 5, Marotta 6,5. A disp.: Pulidori, Fabiani; Baraye, Esposito, Lovric, A. Rizzo, G. Rizzo, Brodic, Mujikic. All: Sottil 6,5.

SIRACUSA (4-4-2) – voto 6,5: Messina; Daffara (8′ st Di Sabatino), Turati, Bertolo, Orlando (36′ st Gia. Fricano); Palermo, Mustacciolo (23′ st Diop), Tuninetti, Del Col; Catania (36′ st Gio. Fricano), Vazquez. A disp.: Genovese; Boncaldo, Bruno, Di Sabatino, Celeste, Ott Vale, Da Silva, N. Rizzo, Fruci. All: Pazienza.

ARBITRO: Francesco Meraviglia di Pistoia – voto 6,5

ASSISTENTI: Alessio Berti di Prato e Antonio Vono di Soverato – voto 5,5

RETI: 1′ st Marotta, 25′ Catania, 41′ Biagianti.

AMMONITI: Tuninetti

RECUPERO: 0′ pt e 7′ st.

Pietro Santonocito

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