Catania, sei molto six!

Sestina rossazzurra ieri allo stadio Angelo Massimino contro una fin troppo modesta Paganese. Piace il carattere, lo spirito combattente e la concretezza sotto porta. A segno Biagianti, Mazzarani, Barisic x 2, Curiale e Bogdan. Catania – Paganese 6-0.
Era necessaria una vittoria di questa portata. Dopo Monopoli e la sberla a mano aperta avevamo avvertito, specie in certi giocatori, meno consapevolezza nei propri mezzi, poca partecipazione e troppo nervosismo. La vittoria maturata ieri ridesta il Catania e la sconfitta del Lecce a Caserta rimette tutto in discussione.
Rammarico…
La prima cosa a cui vien da pensare, subito dopo il fischio dell’arbitro Mei della sezione di Pesaro, sono i match ball sprecati da questa squadra composta veramente da 22 titolari, in partite contro Casertana (6 punti regalati), Leonzio (5 regalati), Bisceglie (2 punti persi da stupidi), Monopoli, Reggina, ecc…
Sarebbe bastato sbagliare una gara in meno, rispetto a quelle succitate, per accorciare ancora di più le distanze dal Lecce capolista e distanziare uno spietato Trapani (4 vittorie e 1 pareggio nelle ultime 5 partite). Sarebbe bastato qualche pareggio in più, piuttosto che qualche sconfitta di troppo, per giustificare quei 6000 e più tifosi giunti al Massimino con quel tempo.
Sorge spontanea la domanda, dopo questa prestazione altisonante: sono brocchi o campioni? Come può una squadra rifilare sei gol alla Paganese e non riuscire a chiudere una partita già vinta col Bisceglie neopromosso? Meriti e demeriti altrui, nonché qualche piccolo torto arbitrale a condire la salsa, si mescolano in un pout pourri.
Ma con i se e con i ma la storia non si fa. Bisogna fare i conti con la classifica attuale e, soprattutto, con un Trapani che sfonda la porta senza bussare. Chi pare risentire sensibilmente del fiato sul collo delle due siciliane sono proprio i pugliesi, con Liverani sempre più oggetto di critiche e contestazioni per un divario “promozione” alquanto dilapidato.
Avversario debole o Catania troppo forte?
Questa è la domanda successiva al rammarico che scaturisce fuori dalle occasioni sprecate per avvicinare la vetta. A mio parere, sono vere entrambe le affermazioni.
La partita di Bisceglie è stato un vero e proprio suicidio, dove, nonostante il Catania avesse la partita in pugno, alcune scelte cervellotiche di arbitri e tecnico rossazzurro ne hanno compromesso un esito sin troppo beffardo. Se solo avessimo quei due punti in più…
Nel pomeriggio domenicale di ieri, invece, gli azzurro-stellati sono sembrati, sin da subito, poco organizzati nelle marcature preventive, nel posizionamento in campo e messi in campo in modo davvero approssimativo. Troppo spazio lasciato Lodi per alzare la testa, fare una riverenza, progettare su carta e inventare.
Un’altra chiave lettura su questo 6-0 può diramarsi dalla posizione in campo di Mazzarani, elastico tra centrocampo e attacco che ha messo in mostra tanta qualità e quantità assieme, un connubio che sempre gli è mancato. Suo anche il terzo gol rossazzurro, su assist al bacio di Lodi.
La concretezza sotto porta ha fatto il resto. Possente la prestazione di Barisic, autore di due gol di ottima fattura, Curiale al tredicesimo sigillo stagionale, Bogdan imperioso negli stacchi di testa e Biagianti, vero e proprio leader di questa squadra, a parte il gran bel gol da fuori area che sblocca il risultato.
Piccola nota dolente, le troppe disattenzioni in area di rigore, su palloni schizzati in aria, stoppati e non concretizzati dagli attaccanti campani. Sono questi black-out improvvisi a preoccupare maggiormente. Nonostante si siano fatti passi da gigante dall’inizio del campionato, questo difetto non si è riuscito a limare.
Terzi…ma a -4 dal primo posto
Adesso abbiamo tutto da guadagnare. Il Lecce è giunto nel suo periodo peggiore e le pressioni ambientali ora saranno un problema per loro. La sconfitta di Caserta ha fatto crollare una fortezza cementata sulle incertezze del Catania, da ora in poi non più tali.
La mina vagante è proprio il Trapani, in forma dal punto di vista atletico. Tuttavia, notizie dell’ultim’ora danno le dimissioni di Vittorio Morace, presidente del Trapani. Ecco il comunicato granata apparso nel sito ufficiale:
“Alla luce delle note recenti azioni promosse dalla Procura della Repubblica di Palermo nei confronti del Presidente Vittorio Morace nell’ambito di un procedimento nel quale riveste la qualità di persona indagata, lo stesso ha preferito rassegnare le sue dimissioni al fine di potersi difendere dalle accuse che gli vengono mosse garantendo al contempo la massima serenità al Trapani Calcio.
L’assemblea dei soci ha pertanto nominato un amministratore tecnico, individuato nella dottoressa Paola Iracani, che garantirà la piena e serena operatività della società per il prosieguo del campionato”.
Sarà un fattore deleterio? Il campo, come sempre, darà i giudizi più veritieri. Giro di boa il 22/04, quando Catania – Trapani significherà una stagione intera…mentre il Lecce riposerà. Intanto Catanzaro, Juve Stabia e Akragas: obiettivo 9 punti!
Le pagelle
Catania (4-3-3): Pisseri 7; Blondett 7 (Esposito 73′ 6), Aya 7, Bogdan 7,5, Marchese 6,5 (77′ Brodic sv); Biagianti 8 (Rizzo 63′ 6,5), Lodi 7,5, Mazzarani 7; Barisic 7,5 (Di Grazia 63′ 7), Curiale 7, Manneh 6,5 (63′ Porcino 6). A disp: Martinez, Tedeschi, Semenzato, Bucolo, Russotto, Ripa. All: Lucarelli 7.
Paganese (3-4-1-2) voto 2: Gomis; Meroni (Acampora 75′), Piana, Carini; Ngamba, Nacci, Tascone, Della Corte; Cesaretti; Cernigoi (Talamo 57′), Cuppone (Bensaja 54′). A disp: Marone, Galli, Tazza, Pavan, Bernardini, Grillo, Maiorano, Boggian. All: De Sanzo.
Arbitro: Mei della sezione di Pesaro.
Marcatori: 10′ Biagianti; 22′ e 62′ Barisic; 40′ Mazzarani; 84′ Curiale; 88′ Bogdan.
Ammoniti: Blondett; Cesaretti, Bensaja.
Pietro Santonocito
fonte foto: https://www.cronachedellacampania.it
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