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Catania – Reggina 1-0: vincitori, ma non vincenti

Pietro Santonocito
Catania - Reggina 1-0 - vincitori ma non vincenti
fonte foto: tutto sport

Vittoria con retrogusto amaro, nonostante i tre punti siano di platino. Sottil le tenta tutte, ma la decide Confente. Catania – Reggina 1-0.

Catania – Reggina 1-0. Ancora una volta, nonostante i vessilli di guerra trionfali, si deve parlare di demeriti degli avversari, più di meriti propri. Il Catania vince grazie ad una clamorosa papera di Confente, capace di sventare ogni singolo tiro gli fosse stato indirizzato sino a quel momento, ma non la parabola da calcio d’angolo di Llama.

Quarantacinque di buon gioco e quarantacinque di totale confusione. Il computo delle palle gol sprecate è paragonabile solo al fiume di gente accorsa nei negozi per il famigerato Black Friday…e meno male che vi erano gli sconti.

Eh sì, perché grazie agli sconti amaranto del 50 e 70% si può parlare di un Catania vincitore, ma non vincente. La preoccupazione sorge spontanea al calare degli sconti, quando il prezzo da pagare sarà sicuramente più elevato.

La partita

All’ottavo i rossazzurri vanno subito in gol con capitan Biagianti, lesto nell’insaccare in rete su respinta della difesa amaranto, ma una ginocchiata sull’estremo difensore avversario ne invalida l’esito.

Ancora Catania al 15′, quando Marotta prova ad approfittare di un retropassaggio azzardato su Confente che difetta nel controllo e fornisce un’occasione ghiotta per il napoletano, ma rimedia, vanificando il tentativo del numero 9 etneo.

Rossazzurri pimpanti al 20′, con Lodi che, da calcio d’angolo, rievoca le memorie di un Vargas di altri tempi, il cui spirito aleggia dalle parti di Scaglia, il quale agisce come il suo cognome suggerisce, ma ancora il portiere reggino respinge, deviando una seconda volta sulla susseguente conclusione di testa dell’ex Parma.

Dieci minuti più tardi Vassallo si mette in proprio e si libera dalla marcatura, concludendo in porta in maniera anche abbastanza pericolosa, trovando sempre un super Confente.

Tra il 34′ e il 39′ gli uomini di Sottil creano scompiglio in area di rigore calabra, ma lo fanno commettendo falli inutili, privi di senso alcuno.

Nei tre minuti di recupero, Scaglia mette in mezzo per Marotta, in ritardo di una frazione di secondo e incapace di arrivare coordinato all’appuntamento col pallone da due passi. Davvero uno spreco enorme.

Nella ripresa Sottil decide di cambiare alcuni interpreti in campo, ma le sostituzioni risulta assai enigmatica per il valore espresso dagli uomini sostituiti: Biagianti e Vassallo, due tra i migliori in campo, al posto di Curiale e Llama al 52′; Manneh entra al 74′ al posto del peggiore in campo Barisic e Baraye, quattro minuti più tardi, al posto di Scaglia.

La prima occasione capita al 63′, dopo ben 18 minuti giocati, sui piedi di Llama, a seguito dell’incursione di Rizzo e della respinta maldestra del difensore amaranto, ma la conclusione dell’argentino è alta.

Il Catania tira i remi in barca e ne approfitta Marino, facendosi ben 30 metri palla al piede indisturbato, ma ciabatta la conclusione appena giunto in prossimità dell’area di rigore, minuto 65.

AL 68′ Lodi imbecca Curiale, il quale suggerisce un ottimo cross in mezzo per l’accorrente Marotta, ma la sua conclusione di testa finisce in fallo laterale. Davvero deludente la sua prova.

Con le unghia e con i denti gli etnei provano a gettare il cuore oltre l’ostacolo con Llama, ma la sua sventola improvvisa finisce a lato, non di molto.

Diverso epilogo avrà il suo calcio d’angolo all’87’: la parabola arcuata mette in difficoltà Confente, che non trattiene e favorisce il tap in vincente di Marotta da quota 0 metri. È 1-0 e sugli spalti si respira ossigeno.

Null’altro da narrare negli ultimi minuti di gara, più i 4 minuti di recupero. Il Catania rimane agganciato al treno in corsa, grazie a 3 punti di vitale importanza per perseguire ambizioni di serie B.

Neanche sei attaccanti son bastati…

Il numero inquantificabile di attaccanti, schierati da mister Sottil, non è stato capace di mettere una palla in rete, se non grazie al sapone sparso nelle mani di Confente. Questo la dice lunga sullo stato di salute mentale in cui verte la squadra, priva di mentalità, organizzazione e di una parvenza, seppur minima, di gioco.

Alla partita hanno partecipato Curiale, Marotta, Vassallo, Barisic, Manneh e Llama, ma nessuno di essi ha saputo prendersi la responsabilità di risolvere la partita con una giocata. Lo stesso calcio d’angolo di Llama, nonostante la parabola arcuata, non può definirsi “corretto”, dato che finisce addosso al portiere.

Troppo poco per ambire alla serie B. Nonostante la mega forma fisica di Biagianti faccia da schermo allo scempio pregresso, il capitano viene sostituito al 52′ ed il Catania perde, contemporaneamente, fosforo e ossigeno.

Incredibile, ma probabilmente pronosticabile, vedere Lodi spegnere la luce e limitarsi ad “accompagnare l’azione” per larghi tratti della ripresa. Una sostituzione, due cambi.

Il 4-2-3-1 necessita di esterni di qualità e quantità

L’equilibrio conferito da questo modulo permette ai rossazzurri di concedere poco in fase difensiva, nonostante qualche contropiede di troppo rimediato.

Tuttavia, la fluidità della manovra è carente, anche e soprattutto a causa della poca consistenza degli esterni: da un lato Vassallo, probabilmente, meglio del suo opposto Barisic, deficitario nei basilari e irritante palla al piede.

Non vi è sufficiente apporto dei terzini, seppure, per un tempo almeno, abbiamo apprezzato le qualità di Scaglia. Ma non può bastare un tempo soltanto di buone giocate per giustificare lo scarso apporto dei due terzini.

Capitolo Lodi: se privato dei suoi polmoni, uno su tutti Biagianti, diventa un giocatore fine a sé stesso. Da lì, l’incomprensibile scelta di mister Sottil di togliergli le vie respiratorie in campo, ammassando attaccanti in schema oratorio salesiano, senza arte, né parte.

Urgono degli esterni di categoria, per non dover rimpiangere chi è stato ceduto con troppa allegria. A Gennaio, ancora una volta, sarà “mercato di rifondazione“.

Matera – Catania, bivio importante

A questo punto, dopo le vittorie di Catanzaro e Juve Stabia, Matera – Catania, recupero della terza giornata del campionato di serie C girone C 2018/19, assume una valenza assoluta.

Rappresenta, probabilmente, una delle poche occasioni rimaste per rimanere accodati alle tre corsare con il solo risultato ammissibile: la vittoria.

Il Black Friday volge al termine e le compagini cominciano ad intensificare la propria tenacia, specie se l’avversario si chiama Catania. Gli uomini di Sottil, dal canto loro, dovranno dimostrare di volere la serie B, senza affidarsi ai demeriti altrui, ma solo confidando sulle proprie forze.

Non esiste altro imperativo che la vittoria. Non saranno destinate altre pacche sulle spalle. Il tempo degli sconti è finito!

Le pagelle

CATANIA (4-2-3-1): Pisseri 6; Ciancio 5,5, Aya 6, Silvestri 6, Scaglia 6 (33′ st Baraye 6); Biagianti 6,5 (17′ st Curiale 6), G. Rizzo 6,5; Barisic 4 (29′ st Manneh 5,5), Lodi 5,5, Vassallo 6 (17′ st Llama 5,5); Marotta 5. A disp.: Pulidori, Bonaccorsi, Lovric, Esposito, Angiulli, Bucolo, A. Rizzo, Brodic. All: Sottil 5,5.

REGGINA (4-3-3) – voto 5: Confente; Kirwan, Conson, Solini, Mastrippolito (1′ st Zivkov); Marino (39′ Navas), Zibert, Petermann (18′ st Franchini); Tulissi, Tassi (18′ st Emmausso), Sandomenico (29′ st Redolfi). A disp.: Licastro , Vidovsek, Ciavattini, Pogliano, Solini, Bonetto, Ungaro, Viola. All: Cevoli.

ARBITRO: Giacomo Camplone di Pescara
ASSISTENTI: Thomas Ruggieri di Pescara e Giulio Basile di Chieti
RETI: 43′ st Marotta.
NOTE: Ammoniti: Petermann e Conson (R), Silvestri (C). Recupero: 3′ pt e 4′ st.

Pietro Santonocito

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