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Istinto RossazzurroVersione completa

Catania – Modena 0-0: il Pagellone

Pietro SantonocitoAggiornato

 

fonte: corrieredelmezzogiorno.corriere.it

A reti inviolate il quarto appuntamento con la B per il Catania targato Beppe Sannino, contro il Modena di Walter Novellino capace di spaventare i rossoazzurri nel finale.

Altro rammarico in casa etnea per due punti persi contro una squadra, quella canarina, con parecchi giovani in campo. Molta la rabbia sugli spalti, impalpabile quanto irriverente quella dimostrata in campo da parte di quegli 11 “animali” che mister “San Nino” (come battezzato da poco a Catania) si aspettava di vedere. Questi i giudizi della redazione di Istinto Rossazzurro:

Anania – 6: Pochi gli assalti alla porta rossazzurra da parte degli emiliani, provenienti principalmente da qualche conclusione azzardata da fuori aria e qualche contropiede con vano esito. Partita senza infamia e senza lode per l’estremo difensore rossazzurro che si è dimostrato principalmente un ottimo direttore d’orchestra del pacchetto arretrato.

Monzon – 5,5: Netto salto di qualità dell’esterno argentino con tanto ancora da migliorare…ma è già un buon inizio. Qualche discesa interessante sulla fascia di competenza e sufficienti le opposizioni in fase difensiva, nella prima frazione di gioco. Cala vistosamente nel secondo tempo e si becca un cartellino evitabile in un contrasto che avrebbe potuto far molto male ad Acosty.

Peruzzi – 5: Diciamo solo che la gara di Gino si è svolta praticamente solo in fase difensiva, dove si è disimpegnato, il più delle volte, con abbastanza efficacia. Quasi inesistente la sua spinta in avanti, con un solo cross effettuato in tutto l’arco della partita…ancora troppo poco per uno che porta questo cognome.

Spolli – 6: In ripresa anche il capitano rossazzurro, in grado di mantenere meglio la posizione e leggere con grande acume tattico alcuni importanti interventi in zone nevralgiche del campo. Anche lui, però, cala nella ripresa, a dimostrazione del fatto che non è ancora al top.

Gyomber – 5,5: un po’ più “preoccupato” del suo compagno centrale e, a volte, anche un po’ troppo stizzoso. A lui l’ingrato compito di seguire un cliente scomodo come Granoche, stoppato quasi sempre in maniera egregia dal centrale slovacco. Qualche errore di troppo in fase di impostazione.

Capuano – 6,5: il vero leader di questo squadra, sia dentro che fuori dal campo. Il mister gli chiede di fare il mediano di centrocampo e lui lo interpreta in maniera impeccabile, riuscendo persino ad effettuare un lancio quasi alla Pirlo nell’occasione, successivamente, sprecata da Calaiò.

Chrapek – 5: Nella grande confusione presente a centrocampo lui è stato quello che è entrato più di tutti nel pallone. Poca roba come centrale puro, poco filtro e qualche appoggio sbagliato fotografano esaustivamente ciò che ha combinato il centrale polacco, apparso, spesso e volentieri, anche in debito di ossigeno in alcuni frangenti.

Martinho – 5,5: anche lui in grande confusione, visto che praticamente non si sa più dove lo debbano far giocare. Rispetto agli altri, tuttavia, finisce in crescendo la sua partita, dimostrando grande impegno e spirito di sacrificio.

Rosina – 5,5: stavolta parte davvero come centrocampista. All’inizio parte abbastanza in ombra, poi mister Sannino capisce che è meglio avvicinarlo alla porta e lui, ovviamente, riesce a dare qualcosa in più, con buoni fraseggi e la solita buona tecnica col pallone…ma non basta. Ripresa sottotono, come un po’ tutti, dove l’attaccante calabrese cerca solo Calaiò, ignorando altri compagni meglio piazziati.

Leto – 5: Ci si aspetta molto di più da uno come lui, eppure l’attaccante argentino, smistato sulla fascia destra, sembra alquanto avulso dal gioco offensivo. I crampi a fine partita non possono cancellare una grande occasione avuta nel primo tempo, dove spreca malamente, al limite dell’area, tirando in curva. Il pubblico lo fischia e lui, stizzito, applaude…sarebbe ora di smetterla con certi gesti eloquenti e pensare più alla sostanza.

Castro – 5: Non si capisce ancora il perché di questa vistosa involuzione di questo calciatore, mostratosi, fino ad oggi, una controfigura del Lucas conosciuto 2 stagioni fa. Saranno le “lusinghe” che lo bloccano? Fatto sta che anche oggi combina molto poco, palesando notevoli difficoltà in un gesto atletico importante come il tiro dalla media distanza.

Calaiò – 5,5: Quando la squadra costruisce poco, si può giudicare una prima punta solo in base ai palloni realmente giocabili in suo favore…in questo caso molto pochi. Neanche troppo fortunato su un bel colpo di tacco, nel primo tempo, uscito di poco a lato. Non è che la sua prestazione sia stata eccezionale, ma è anche vero che, se fosse entrato quel tiro scoccato magistralmente dall’attaccante palermitano, staremo a parlare di tutt’altro…come regolamenta il calcio, del resto.

Marcelinho 5, Cani 4.

Sannino – 7,5: lampante il miglioramento in difesa e nella fase difensiva in generale, dove il neo-tecnico rossazzurro della provincia di Napoli ha saputo dare quell’equilibrio tale da permettere un buon apporto offensivo sulle fasce e, al contempo, una discreta copertura difensiva da parte soprattutto dei terzini. In miglioramento anche  la prova dei centrali di difesa, Spolli e Gyomber. Grande carica per tutto l’arco del tempo in cui è stato presente sul rettangolo di gioco. Si fa espellere per un diverbio con Novellino, ma dimostra, anche dopo nelle parole in conferenza stampa, di poter trasmettere quella “fame” agonistica che serve come il pane a questa squadra…ai posteri l’ardua sentenza.

Di Pietro Santonocito

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