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Istinto RossazzurroVersione completa

Catania, l’importanza della continuità

Fabrizio FasoneAggiornato
Catania, l'importanza della continuità

Novembre e Dicembre, da sempre, sono mesi freddi da un punto di vista climatico, bollenti calcisticamente parlando. Per il Catania almeno è così, che dovrà andare al massimo come una Ferrari senza fermarsi. Poi si vedrà, intanto bisogna accelerare.

Juve Stabia, Akragas, Trapani, Matera e Rende saranno ostacoli di un certo rilievo, ma, come detto più volte, a temere deve essere solo il Catania. Deve temere se stesso come, più volte, ha dimostrato.

Il Catania può battere chiunque, ma, allo stesso tempo, può perdere contro chiunque. Paradossale? Sì, se non giri sempre a mille. E guai a fermarsi, guai a pensare di averla spuntata perché gli agguati sono sempre pronti dietro l’angolo. Il Lecce, poi, sta davanti e corre!

Reggina, Sporting Fondi, Paganese e Monopoli, intervallate dal turno di riposo. Fate un po’ voi, ma, potenzialmente, vi dico già dodici, il numero di punti che faranno i salentini. Catania quindi obbligato a spingere a tavoletta, senza sbiellare un motore nuovo, appena uscito dal rodaggio.

La Serie C è questa, non eccelsa ma tremendamente difficile. È il campionato della continuità, meno sbagli e più stai lassù.

Per molti è un inferno, quando sprofondi rischi di starci per anni e difficilmente vedi la luce. Continuità cercasi, questo è il cartello da utilizzare.

Catania, ribatti adesso. Quindici punti per arrivare al meglio al giro di boa, dopo sarà un altro campionato. Sarà il girone di ritorno e, per sperare nel lieto fine, occorrerà la maturità. Stop agli errori, sì alla continuità. Il dik-tat in casa etnea. L’unico possibile per l’obiettivo che conosciamo, ma non diciamo. Conquistiamolo!

Fabrizio Fasone

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