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Catania, cuore del campo pluri-arteria

Pietro SantonocitoAggiornato
luque-barcelona
fonte: alchetron.com
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Catania, cuore del campo pluri-arteria

Un estate davvero calda. Catania in forte asfissia per tanti, troppi problemi che attanagliano la società di Via Magenta, sempre alle prese con le faccende extra-calcistiche e quelle problematiche interne, di uomini, di razze…di soldi.

Dio denaro che soggioga un po’ tutti, dagli Higuain ai Rosina della situazione, con buone e dovute proporzioni. Ma il Catania va, prestante e sempre ambizioso con un Pietro Lo Monaco in primo piano a tenere le redini. “Perché…se il male non si prende una pausa, lo dobbiamo fare noi?” – diceva il grande Bob Marley. “Perché…se gli avvoltoi del calcio non si prendono una pausa, lo dobbiamo fare noi” – direbbe il nostro caro AD. Il tempo è denaro, ma il denaro non conosce padrone e si deve fare quel che si può, limitatamente a quanto si ha. Ad oggi, le operazioni di mercato si presentano in modo soddisfacente, per ciò che concerne un periodo attuale atto alla preparazione sana e soddisfacente di atleti, nella fattispecie calciatori, che devono poter arrivare a Giugno 2017 con benzina e fiato in corpo sufficiente ad affrontare eventuali spareggi (sperando che siano play-off).

Le ultime uscite, ultima quella contro la Sicula Leonzio, hanno dato ottimi segnali per il reparto arretrato: Matosevic, piuttosto che Martinez, o l’acquisto voluto da Lo Monaco, Pisseri, non giocano con le coronarie dei tifosi; reparto arretrato che aspetta il miglior Bergamelli e Bastrini, con Nava bella promessa e Djordjevic in versione “Loco” (da Locomotiva) a rimembrar peruviani sui binari di un “Ei fu…” Catania macina-grandi. In avanti a suon di nomi e gol, con qualche nota grave nell’ultimo test-match, conclusosi con il risultato di 1-0 solo per il guizzo in mischia di un certo Mbodj, ragazzo classe ’94 di buone prospettive. Si aspettano, ovviamente, nuove risposte per test sicuramente più probanti da quei nomi altisonanti giunti con i migliori presupposti. Da Paolucci (leggermente in surplus fisico) a Calil, passando per un Anastasi alle prese con il raggiungimento della migliore condizione…come un po’ tutti, del resto. A proposito, Calil, ancora per un anno un lusso per i colori rossazzurri. Sarà così? Ci auguriamo di sì, anche se il mercato è ancora lungo e l’oro attira i ladri. Questo vale, tuttavia, fintantoché Calil vorrà fare il Calil, non di certo il Garrincha deportato in serie C…solo Calil. Altrimenti sarà difficile per noi, monchi di pazienza, distinguere l’oro dall’ottone.

“Al cuor non si comanda” e non può essere altrimenti, pena…la morte, qualunque forma possa assumere. Come in un Intel Core I7, da 8 cuori fisici a 16 (compresi quelli virtuali), Il Catania dei “cuori che ritornano” tesse la sua tela partendo proprio da loro. Due per ruolo, tre i posti disponibili nel 4-3-3 di stampo rossazzurro e molta abbondanza in quella zona del campo. Biagianti, Scoppa, Bombagi, Bucolo, Di CeccoDi Grazia adattato e lo speranzoso di contratto Gladestony Da Silva, sono i 7 “core fisici” in ballottaggio per la maglia da titolare, più un altro possibile arrivo, un nome da capogiro, Miguel Angel Luque. Mediano puro, classe ’90, con un passato di sapore catalano e di sostanza blaugrana, è lui il “core virtuale” che riecheggia tra le RAM di Pietro Lo Monaco. Scelta o soluzione? Il talento va sempre accolto, anche se i “core” anch’essi hanno un cuore…e non chip integrati. Sarà importante gestire questo patrimonio, sarà necessario fare squadra, sarà indispensabile essere come una “famiglia”, cercando di curare gli eventuali “mal di cuore” che potrebbe capitare in una rosa così ampia e piena di talenti.

Per curare il cuore del Catania servirebbe ago e filo indolori. Al momento, accontentiamoci di costruire le strade, affinché un cuore pluri-arteria che batte, possa portare sangue a tutti quegli organi che non ne vedono una goccia da almeno tre dolorosissimi anni.

Pietro Santonocito

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