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Istinto RossazzurroVersione completa

Catania-Cittadella 2-3: riecco nuovamente le Horror Pagelle!

Istinto Rossazzurro
il pagellone di Istinto Rossazzurro

il pagellone di Istinto Rossazzurro

Un Catania raccapricciante viene annichilito in casa dal coraggioso Cittadella e vede nuovamente avvicinarsi l’incubo dei play-out.

Decisiva sarà dunque la sfida con il Carpi, anche se i rossazzurri, purtroppo, appaiono mentalmente già in vacanza

Ne avremmo anche fatto a meno, ma il dovere chiama e non possiamo esimerci dal proferire dei giudizi riguardo quest’ assurda partita.

Ecco le horror pagelle di Catania-Cittadella!

Gillet 5: anche il “Gatto di Liegi” viene travolto dall’angosciante pomeriggio del “Massimino”. L’ex portiere del Torino, infatti, finisce sul banco degli imputati per i gravi errori commessi nel primo e nel terzo gol del Cittadella, venendo bucato colpevolmente sul primo palo prima da Gerardi e poi da Kupiszc. Non può nulla, invece, sul gol decisivo di Stanco allo scadere.

Del Prete 5,5: insufficiente la prova del terzino rossazzurro, il quale però,nonostante fosse al rientro dopo un fastidioso infortunio, dimostra impegno e fa quel che può per salvare la baracca che sta affondando. Tutto ciò, purtroppo, non basta…

Ceccarelli 4,5: l’ex capitano dello Spezia era sempre stato tra i migliori in campo fin dal suo arrivo alle falde dell’Etna. Lo stesso non può dirsi per la prestazione odierna, con un Ceccarelli che è apparso insicuro, disordinato e confuso come mai prima d’ora. Sul centrale rossazzurro pesano come macigni le responsabilità sul primo e sul terzo gol veneto, dove è proprio lui a essere bruciato sul tempo prima da Gerardi e al fotofinish da Stanco.

Schiavi 6,5: il migliore in campo, senza ombra di dubbio. Difende, combatte, addirittura segna. Schiavi è uno dei pochi a sudare e rispettare la maglia rossazzurra, cosa che non può che far piacere agli esausti tifosi rossazzurri che infatti lo applaudono al momento della sostituzione con Sauro. Dal 62′ Sauro S.V

Mazzotta 3: dov’è finito il terzino che volava sulla fascia sinistra, arando tutto ciò che aveva attorno? Nessuno lo sa, bisognerebbe chiamare forse “Chi l’ha visto”. Il Mazzotta degli ultimi tempi è un altro giocatore, lento, confusionario e tatticamente inconcepibile. Il pubblico del “Massimino” si domanda ancora a che cosa stesse pensando mentre Kupiszc, da dietro, lo infinocchiava siglando la rete del provvisorio 1-2 ospite. Alla fidanzata? A cosa mangiare per cena? Alla prossima macchina da acquistare? Non è dato sapere la risposta, fatto sta che oscenità difensive come la sua dovrebbero essere dichiarate illegali in tutto il globo terracqueo.

Sciaudone-Rinaudo-Coppola 2: può un intero centrocampo di una squadra di calcio di Serie B non indovinare una sola palla durante la partita? Si, eccome se può. Al “Massimino”oggi i tifosi hanno potuto “ammirare” una squadra  senza linea mediana, priva del reparto che in questo sport decide le sorti di un match. Come un essere umano senza spina dorsale, tanto per fare un esempio. Il 44, il 21 e il 42 sbagliano l’impossibile, vagano senza meta per tutto il campo e vengono ripetutamente assaltati dai centrocampisti del Cittadella. Fase difensiva, giro palla, inserimenti? Non scherziamo… Per Coppola, dal 75′ Chrapek S.V

Rosina 4: il giocatore devastante ammirato fino al maledetto infortunio di Livorno non c’è più,è scomparso. Rosina da tanto tempo ormai non riesce più a essere decisivo, sembra addirittura nascondersi in campo, totalmente privo di idee e di quella fantasia che da sempre lo contraddistingue. Di buono della sua partita c’e soltanto il traversone da calcio d’angolo per l’incornata vincente di Raffaele Schiavi, gol che peraltro risulterà inutile ai fini del risultato. Per il resto soltanto tanta imprecisione, confusione, l’oblio più totale. Dal 62′ Maniero 6: ingiustamente relegato in panchina, l’ex capitano del Pescara movimenta l’attacco etneo dal momento del suo ingresso in campo. Maniero lotta, sgomita, corre: è lui che riesce a procurarsi il rigore dell’inutile 2-2 siglato da Calaiò. Non incide sull’esito della partita, ma sono sicuramente da ammirare l’impegno e la tenacia con cui gioca da quando indossa la maglia del Catania.

Castro 5,5: l’argentino è uno dei pochi a provarci, seppur con scarsi risultati. Cerca spesso l’azione personale, saltando diversi avversari e perdendosi sempre nel passaggio decisivo. Sfiora il goal quando, dopo un’ imponente progressione, con un diagonale manda di poco a lato della porta difesa dal sempreverde Pierobon. Questa potrebbe essere stata la sua ultima partita al “Massimino”, proprio lo stadio in cui, appena due anni fa, volò in cielo sulle spalle di Roncaglia e con un micidiale colpo di testa battè Neto, regalando alla squadra di Maran uno straordinario successo dal profumo d’Europa. Altri tempi, altro Catania, altro Castro…

Calaiò 5: anche lui, come Rosina, sembra aver terminato il carburante dopo aver tirato la carretta per tutta la stagione.Isolato e inconcludente per gran parte della partita, deve ringraziare Maniero che, procurandosi il fallo, gli permette di realizzare il rigore e agganciarlo in vetta alla classifica dei marcatori. Poco, molto poco. Il Calaiò in versione originale è davvero un’altra cosa.

Marcolin 2: Il Catania va a pezzi e la responsabilità non può che essere soprattutto la sua. L’allenatore rossazzurro sembra essere entrato nel pallone dalla trasferta di Bologna, dove osò presentarsi con addirittura 4 attaccanti contemporaneamente in campo. Da lì in poi soltanto errori su errori, enormi, mastondontici, inquietanti. Lo scempio di oggi segna il tramonto del suo rapporto con il Catania e con Catania, un legame nato male, proseguito bene e finito malissimo. Dalle stalle alle stelle, dalle stelle alle stalle. Ecco il Catania di Dario Marcolin, un’altalena pericolossisima da cui tutti i tifosi rossazzurri sperano al più presto di scendere.

di Daniele D’Alessandro

 

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