Catania, ci pensa Orazio Russo!

Raccontati… Catania!
Raccontami di quando, sotto l’acquazzone, ti aggrappasti ad un pareggio che sapeva tanto di Serie A!
Correva l’anno 2005.
Giorno 9 ottobre il Catania ospita al Massimino il Vicenza di Giancarlo Camolese. C’è il pantano sul campo, segno malaugurante di un pomeriggio scivoloso nel quale ben presto le cose si metteranno male. Ci pensa, infatti, Julio Gonzalez a combinarla grossa agli uomini di mister Marino, proprio quel Julio Gonzalez che poi sarà molto sfortunato più in là, in seguito ad un maledetto incidente automobilistico. Ad inizio secondo tempo la sua doppietta taglia le gambe ai rossazzurri.
Quel Catania non aveva ancora spiccato il volo in quel campionato di Serie B. La squadra era visibilmente forte, ma c’erano degli intoppi. I tifosi, dal canto loro, erano insofferenti. Anche la stagione prima la squadra, almeno sulla carta, avrebbe dovuto far sognare. Ma andò male, andò troppo male e si concluse un altro campionato anonimo. E così, forti di quella esperienza, i tifosi non avevano voglia di vedere altre partite del genere, cominciando a lasciare gli spalti sul 2-0 per il Vicenza. Ed è lì che inizò la partita del Catania.
Pasquale Marino effettua la mossa vincente: entra Orazio Russo, cuore catanese, al posto di Giorgio Lucenti. Parte l’assalto Catania.
Dopo diverse azioni insistite degli etnei, proprio Russo trova il varco giusto per riaprire la partita. Il giocatore rossazzurro crossa dalla destra e trova l’euro-autogol di Drascek, che con un magico colpo di tacco la mette nella porta sbagliata. Ma non è niente in confronto al gol del pareggio insperato che arriva nei minuti finali. Ancora Orazio Russo, infatti, coglie una respinta della difesa vicentina, palleggia per ben due volte con la coscia e fa partire un sinistro devastante che s’insacca alle spalle del portiere avversario. Si tratta del pareggio per il Catania, che trasforma lo stadio in un’autentico delirio della folla che ci ha voluto credere fino all’ultimo secondo.
Quel bagnato pomeriggio di inizio ottobre se lo ricordano tutti. Il risultato finale della partita, per com’è maturato quella volta, è stato uno dei segni espliciti di un Catania che avrebbe fatto sognare i propri tifosi. Una partita che era iniziata disastrosamente, ma che fu rimessa in piedi con cuore e determinazione. Proprio quelli messi in campo da Orazio Russo, primo tifoso di quella squadra e con il privilegio d’indossarne la maglia. Non era un campione, sicuramente no. Ma sentiva il peso della maglia tutte le volte che la portasse addosso. E così, quel pomeriggio, ci regalò un pareggio dal sapore di Serie A, anche se ancora era molto presto per parlarne.
E ti ricordo ancora…
Di Federico Fasone
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