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Catania – Casertana 1-2: Lucarelli e la sua mirabolante “bava alla bocca”

Pietro SantonocitoAggiornato
Catania - Casertana 1-2: Lucarelli e la sua mirabolante "bava alla bocca"
fonte foto; lapresse.it

Epilogo deludente il 2017 rossazzurro, chiuso con la chance di accorciare a -1 dal Lecce nettamente gettata alle ortiche. Catania – Casertana 1-2 è la risposta che gli atleti rossazzurri hanno dato al pareggio tra Trapani e Lecce. Lucarelli ci spiega il significato di “bava alla bocca”.

Pensavamo, a fine partita, alla fauna mondiale. La mente, fuggitiva e ricercata dalle più svariate “forze dell’ordine”, ci accompagna verso teatri dell’assurdo, dove recarsi indossando frac ed infradito, con un whisky regale in una mano e un panino con la carne di cavallo dall’altro.

Sembra esser ritornati all’anno scorso, quando parlavamo di metafore dell’assurdo, giochi psicologici e sinonimi, usati come contrari, per abbindolare le ormai straziate orecchie catanesi. In quel mercato delle fandonie trovavamo, comunque, la bancarella degli spacciatori legalizzati, quelle “sette malefiche” che cercavano di manipolarti il cervello per convincerti che due pareggi erano meglio di una sconfitta ed una vittoria.

Ma…sapete una cosa? Ne eravamo coscienti. D’altronde, se vai dallo spacciatore di idiozie, sai che non ti potrà vendere realtà addentabili. Vai perché le altre bancarelle sono totalmente vuote, come lo erano le intenzioni dei tesserati Calcio Catania l’anno scorso di fare il proprio lavoro con dignità e volontà.

Questa volta, al triplice fischio finale dell’arbitro Giacomo Camplone della sezione di Pescara, la droga ce la siamo creati da soli. Per tale motivo, come detto all’inizio, siamo andati alla ricerca dell’emoliente perfetto per alleviare la nostra rabbia e ridurre il numero inesauribile di imprecazioni a ciel sereno. Quando la bocca smette di agitarsi, ecco che scende la bava…quella bava alla bocca tanto gradita all’attuale tecnico rossazzurro.

Lucarelli e la sua mirabolante bava alla bocca

Fonte: Catanista.“La Curva pretende di più? Non so cosa rispondere: stiamo facendo un gran campionato e anche oggi, pur con una prestazione non brillante, penso che i ragazzi abbiano dato il massimo per le loro possibilità.

Sapevamo che sarebbe stata una partita tremenda, anche perché è stata una settimana difficile con le assenze, tant’è che Ripa e Curiale non si sono mai allenati, Lodi era qui per onor di firma, Di Grazia l’abbiamo recuperato dopo un mese.

[…]

Secondo me l’abbiamo approcciata bene, poi sono venuti fuori questi due episodi dal nulla, a ciel sereno, su due situazioni che sembravano gestibili…

[…]

Sicuramente giocare dopo il Lecce non è mai facile, anche perché poi si creano una serie di ansie che in questo momento i ragazzi soffrono, oggi a maggior ragione perché non stavamo bene fisicamente. Oggi l’arbitro non ha abboccato, ma ha partecipato all’ostruzionismo della Casertana. Ma questo è un film che conosciamo.

Ascoltare queste parole, per noi, ha significato la fine delle nostre ricerche: la sostanza che ci serviva per comporre la nostra droga preferita è nientepopodimenoché la bava alla bocca. Che schiocchi! Come abbiamo fatto a non pensarci prima!

Ora, il problema si sposta su chi produce questa sostanza rara e incontaminata, da qui il problema iniziale posto a te che stai leggendo: pensare alla fauna mondiale. Ebbene, oltre agli animali di feroce istinto come i felini o l’essere umano (quando gli metti sotto il naso una scacciata tuma e olive), le altre creature che producono una sostanza dalla consistenza viscida o gelatinosa sono gli invertebrati.

Fra questi, annoveriamo le lumache, le larve, i millepiedi, i vermi e la maggior parte dei coleotteri. Insomma, basta girarsi attorno per trovare tanta di quella bava concentrata da poterci costruire un’industria di cosmetici…o di chiacchiere senza costrutto.

In effetti, ad essere sinceri, dovevamo immaginarlo, invece di stupirci dell’atteggiamento mostrato in campo dai rossazzurri in Catania – Casertana 1-2. Magari Lucarelli voleva incitare i suoi a fare più bava, quindi ad essere più lumache nelle movenze o ad arretrare nel proprio guscio come fanno le chiocciole. Non lo avevamo capito! Ancora una volta abbiamo scambiato un sinonimo per un contrario, nella falsa riga di quell’hashtag “#aMelficonrispetto” del caro Pino Rigoli.

Nella consuetudine moderna non è sempre chiaro cosa pensino veramente giocatori, dirigenti e allenatori quando vanno in sala stampa. Noi, piccole leve e “carne tenera”, con qualche ginocchio sbucciato qua e là nei campi della periferia catanese, non possiamo capire questo lessico dei numeri uno, quello che distingue un professionista da serie A da uno di serie B, C, ecc…

La colpa è nostra. Evidentemente siamo poco perspicaci, una generazione persa, un monito da non prendere come esempio. Invitiamo le adolescenti menti a non apporre poster del sottoscritto (o di chi per lui) alle pareti delle vostre camerette, in modo da non crescere con la mentalità perversa che attribuisce all’espressione “bava alla bocca” il significato di “voglia di vincere una partita di calcio“.

Il gallo fa l’uovo…e non lo sapeva nessuno

Trovandoci nel documentario dell’assurdo, diventa di naturale esigenza dare un ruolo di spicco all’avifauna. In questo contesto, noi, povere stolti di periferia, abbiamo allargato i nostri orizzonti e ci siamo informati un po’ di più su un volatile in particolare: il gallo.

Alcuni scienziati della divisione scientifica di Dottor House & co. hanno esaminato campioni di DNA di gallo cedrone e sono giunti ad una scoperta che rivoluzionerà il mercato culinario (e non solo). Il pennuto, sotto determinate condizioni atmosferiche e concentrazione massimale, riesce a produrre un uovo!

Dall’altra parte dell’oceano, immerso nel Mar Mediterraneo, un allenatore natio di Livorno è artefice di una scoperta altrettanto rivoluzionaria: Semenzato mezz’ala, Mazzarani esterno, Bucolo vice-Pirlo. Qui qualcuno potrebbe obiettare, dicendo “eh ma mancavano Russotto e Bogdan, Di Grazia non era al meglio, Lodi ha il braccio lussato (ma ha giocato quei 15 minuti necessari a perdere il collagene sino ad ora accumulato) ed il gallo fa chicchirichì”.

Scusami, ehi, mi rivolgo a te…sì sì, proprio a te. Ma perché devi togliere ad un inventore il piacere della sua scoperta? Sei ingiusto! D’altronde, se il gallo può fare l’uovo, perché Semenzato non può fare la mezz’ala assaltatrice? Tedioso a dir poco, malsano e figlio di un dio minore!

Quei tocchi sopraffini di Semenzato ci hanno fatto innamorare. Abbiamo messo da parte l’alcol, lo svapo, il fumo o la droga e abbiamo capito quale era la nostra missione in questa vita. File e file di pellegrini accorrevano al Massimino a portare i loro omaggi e penitenza sotto forma di insulti e sangue divenuto acqua minerale per l’addannamento.

Ad ogni passaggio dell’ex Pordenone, un tifoso muore. Ma questo ci rallegra, perché ci libereremo di tutti quegli eretici del mondo del calcio che non distinguono la differenza tra un passaggio di interno piede o di punta (“pizzata” per i figli della plebe). Resteremo in pochi, con quel Lucarelli che lo venera e non lo toglie mai dal campo, con o senza bava alla bocca.

#ALecceConRispetto, con la bava, con l’epatite o…con che altro?

Non so se abbiamo reso l’idea. Il Catania ha avuto tra le mani un’altra ghiottissima occasione, l’ennesima di questo campionato, per accorciare le distanze dal Lecce capolista, ormai conosciuto con il vezzeggiativo Barçalento. Contro i blaugrana, che scenderanno in campo occasionalmente con la maglia giallorossa (terza maglia), ci giochiamo una delle ultime possibilità per vincere il campionato.

Statiscamente, non sarebbe l’ultima. Il rendimento dei barçalentini è quota 41 punti, mentre degli uomini con la bava alla bocca quota 38 punti. Vale a dire che, per arrivare primo a fine di questa stagione, Il Catania dovrà totalizzare un punto in più dei blaugrana (42 punti) e sperare che quest’ultimi non facciano più di 38 punti.

Tuttavia, i giocatori della Catalogna di Puglia nel girone di ritorno hanno già messo in cascina 4 punti, figli della vittoria contro la Virtus Francavilla ed il pareggio a Trapani. La quota massima, pertanto, si abbassa a 34 punti (38 – 4). I bavosi, invece, nel girone di ritorno hanno ottenuto una vittoria a Fondi ed una sconfitta, per cui devono racimolare altri 39 punti per avere la certezza matematica di finire il campionato in prima posizione.

Ma come si fanno 39 punti in 16 partite? Molto semplice: 13 vittorie e 3 sconfitte o 12 vittorie, 3 pareggi ed una sconfitta. Risulta evidente, ancor più delle sconfitte, l’importanza della vittoria. Dodici è il numero minimo di vittorie per il primato, una di queste sarebbe fondamentale per mettere in ansia la piazza barçalentina ed inficiare sul loro rendimento futuro.

A Lucarelli diamo lo scettro della situazione. Il 21 Gennaio è solo una data…la vittoria è l’unica cosa che conta.

Pietro Santonocito

fonte foto: lapresse.it

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