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Catania-Akragas: un mese dopo, il secondo atto del derby degli ex

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Un mese dopo, l’atto si ripete. Una partita che segna il ritorno dopo tre giornate di trasferte, dove i rossazzurri hanno racimolato 3 punti rispettivamente a Andria, Reggio e Matera. La partita dove tutto il Massimino festeggerà i 70 anni di storia del club matricola 11700. Il 21 agosto nel match di Coppa Italia Lega Pro i girgentani preserò due gol sempre al Cibali, e ora temono ancora di piu questa squadra; lo si può capire dalle parole del loro tecnico Di Napoli. Dichiarazioni forti anche sul tema arbitri.

Ecco le parole del tecnico dell’Akragas:

Di Napoli, la partita di domenica è un derby. Per lei che valore ha visto che affronta quello che è stato il suo predecessore?

«Per me conta solo la partita. L’affronteremo con il solito piglio, cercando di fare una buona prestazione e di essere più concreti, in modo da valorizzare maggiormente il lavoro che abbiamo svolto sino ad ora».

Quale aspetto la preoccupa di più e quale potrebbe essere invece il vostro punto di forza?

«Essendo noi una squadra giovane temo molto l’approccio alla gara. Al Massimino ci sarà tanta gente e un ambiente caldo. Mi aspetto dai miei un comportamento positivo verso la terna arbitrale che, sotto certi aspetti, potrebbe essere condizionata dal blasone del Catania. Spero che i miei affrontino la gara con piglio giusto e con personalità. Se noi riusciamo a risaltare queste qualità potremmo dare fastidio a molte squadre»

Cos’e’ cambiato nell’Akragas dopo la vittoria dell’ultimo turno? C’era qualcosa che prima non funzionava al meglio?

«Sinora siamo stati poco cinici e parecchio sfortunati, viste le tante assenze che abbiamo patito. La vittoria contro il Francavilla ha fatto crescere l’autostima nei miei ragazzi. Sotto l’aspetto tecnico non è cambiato niente e io sono soddisfatto del lavoro svolto sinora dalla squadra».

Catania-Akragas si è già giocata, poco più di un mese fa, in Coppa Italia. In quella gara voi, pur giocando bene, perdeste la gara. Cosa si aspetta di diverso dai suoi ragazzi per cercare, stavolta, di ottenere un risultato positivo?

«La risposta l’ha data lei. Rispetto a quella partita speriamo di essere più cinici nelle occasioni che si potranno presentare durante la gara».

Il derby è una gara di per sé particolare, e lo sarà ancora di più per i tanti ex che ci sono, soprattutto nelle file del Catania. Uno di questi,  Di Grazia, sinora è stato poco utilizzato. Si aspetta che Rigoli possa schierarlo contro l’Akragas ?

«Io penso che il Catania sia una squadra costruita per vincere. Qualsiasi giocatore scenderà in campo sarà un giocatore degno di indossare la maglia rossazzurra. Egoisticamente, spero che qualcuno di loro domenica non sia al 100 per cento. Sarà una partita da affrontare con la massima umiltà e concentrazione, sapendo che affronteremo una squadra che è stata costruita per vincere il campionato».

Si aspettava qualcosa in più dal Catania, almeno in queste prime giornate in cui altre candidate al vertice hanno fatto meglio?

«Credo che Lo Monaco, insieme con Argurio e Rigoli abbiano costruito una squadra forte. La gente si aspetta tanto, ma non è semplice imporsi in in un campionato così livellato dove la differenza la fanno anche gli episodi. Domenica il Catania si è salvato grazie all’errore dagli undici metri di Infantino, ma questo nulla toglie al valore del Catania, che è assoluto. Noi invece dobbiamo affrontare un campionato di battaglia sportiva su tutti i campi. Non possiamo prescindere da questo».

Tra le individualità del Catania, qual è il calciatore che teme di più?

«Temo il collettivo, che è composto da giocatori di categoria superiore. Fornito, Calil, Paolucci, Di Grazia, Biagianti. Sono giocatori che non hanno bisogno di presentazioni».

Il centrocampo è in questo momento il reparto più criticato. Rigoli stesso si aspetta qualcosa in più dagli uomini che compongono la sua mediana

«Non vivendo dall’interno la situazione del Catania sarei presuntuoso ad esprimere un parere su cosa funziona e cosa invece no. Mi limito semplicemente a dire che è una grossa squadra. Io penso solo alla mia squadra e cerco di lavorare al meglio affinché domenica possa fare una buona prestazione».

Dalla sponda rossazzurra parla il ds Christian Argurio, anch’esso Ex dell’Akragas, intervistato dalla Gazzetta dello Sport:

Ai tempi di AgrigentoConoscevo Zibert e sapevo che era pronto dopo i mesi trascorsi alla Reggina. I fatti mi hanno dato ragione. Un altro su cui ho puntato molto era Di Piazza, adesso al Vicenza. Legrottaglie e Tirri si convissero e devo dire che, al di là delle plusvalenze, il giocatore ha dato tanto in termini di gol. Qualche rammarico? Credevo e credo ancora molto in Fabio Aveni. Il ragazzo, prodotto della Primavera del Catania, è purtroppo andato incontro a due infortuni molto gravi. È però un ’94: sono certo che riuscirà a riemergere dalle nebbie. 

Zibert-Catania Zibert lo abbiamo cercato, lo sapete, ma questi matrimoni si fanno in due. Anzi nello specifico in tre: noi, il ragazzo e l’Akragas. Zibert ha scelto di andare altrove per questioni su cui non mi addentro: nessun problema. Se rinunci a una piazza e a un progetto come quello del Catania, là dove il manovratore è tornato ad essere un uomo di grande competenza e di grande abilità come Pietro Lo Monaco, beh, giusto che vai altrove. 

Cammino fuori casaNon mi sembra una catastrofe! Siamo imbattuti, abbiamo, per quanto con una partita in meno, la migliore difesa del campionato e siamo usciti indenni da campi difficilissimi come quello di Andria e di Matera, squadra deputata a lottare per la promozione in B, inoltre abbiamo battuto in casa un’altra favoritissima del torneo come la Juve Stabia. Tutto ciò partendo da una penalizzazione i sei punti che non ti aiuta a stare sereno e con la grana, causa rinvio della partita col Fondi, di dover giocare tre partite consecutive in trasferta. Ammetto che però a Reggio Calabria si doveva vincere e quei punti sfumati nel finale bruciano tanto e danno alla nostra classifica una dimensione diversa.

Verba volant… fatti rimanent! Permetteteci questa piccola modifica del proverbio latino, ma è ora che il nostro Catania incominci a fare punti sopratutto nei prossimi 4 incontri: 3 in casa (2 derby con Akragas e Messina più recupero infrasettimanale della partita con il Fondi)  e 1 abbordabile trasferta a Taranto.

Ed è domenica la prima occasione giusta… per regalare al Catania una importante vittoria in occasione del 70esimo compleanno.

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