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Catania – Akragas 2-0: obiettivo rimonta in buca d’angolo

Pietro SantonocitoAggiornato
Catania – Akragas 2-0 - obiettivo rimonta in buca d’angolo
fonte: catania.iamcalcio.it

Grazie alla vittoria di ieri, gli etnei avvicinano il Lecce a -3. Adesso l’occasione sta in buca d’angolo. Catania – Akragas 2-0: rimontare si può.

Catania – Akragas 2-0. La lotta è serrata, ma questa battaglia non si gioca, oramai, solo sul campo. Tutti, dal primo tifoso all’ultimo cittadino disinteressato di calcio, catanesi e salentini, impugnano un’arma psicologica per demotivare la compagine avversaria. Pronti, al varco dell’ignobile, a mostrar di chi sono figli loro…

In fondo, è proprio questo il bello del calcio. È un gioco di parti, non solo di muscoli e testa. Occorre “stremare”,”ledere”,”demotivare”,”denigrare”,”assoggettare”,”infierire” sulla piaga altrui, in modo da posizionarsi ad “un passo” di distanza dal contendente.

In vero, non si vince nulla a priori. Non ci sono perdenti, né vincitori, né vinti, né sacre sentenze tuonate nel panteon della cupidigia, a decretar chi sale e chi scende. Vi è solo un quieto starnazzare, fra chi mostra il suo valore e chi ne dovrebbe accettare la superiorità.

Oggi, i suoi onomatopeici sono riversati sui social network, in cui, ordunque, le sacre spoglie, consacrate al dio Calcio, vengono sfoggiate in segno di conquista dell’etere, giammai così saccentemente a lesinar complimenti ai duellanti e, dall’altra sponda, a proferir parole di sportività, sana competizione e inviti di “passaggio a miglior vita”.

Tutto questo dopo un, seppur banale, Catania – Akragas 2-0, una partita di serie C, girone C, valevole per la giornata 15. Neanche fosse l’ultima partita del campionato, neanche se fossimo giunti alla fine dei tempi, ove salentini, catanesi, cosentini, agrigentini, catanzaresi, saremo considerati solo come un numero…una goccia nell’oceano dove naviga il vero Dio.

Da un lato, la delusione leccese si tramuta in odio profondo per quel Catania che “ruba”, “condiziona”,”lomonachizza” gli arbitri, i guardalinee, i designatori, le leghe, gli sport, la politica e persino il G8; dall’altra, la soddisfazione catanese nel vedere distante la cima della classifica di soli 3 punti, dopo settimane ad inseguire senza libertà o margine d’errore.

Al via le danze. Una tarantella salentina, dalle 16:30, accompagna le nostre bieche convinzioni che si tratta della solita giornata caotica, ove il Lecce ci lascia sperare, per poi passare nel finale. Eppure, eppure, eppure…così non è stato.

Al “Purificato” di Fondi, la compagine di Liverani le prova tutte, rischiando anche tanto, ma non riesce ad andare oltre il pari. Al fischio finale, uno stormo di uccelli, vagamente sembianti a gufi dalle penne giallorosse, si appollaia sugli schermi web televisivi o sui social, alla ricerca di una iella passante per strada da gettare addosso ai rossazzurri.

Ci hanno provato, davvero, in tutti i modi. Infatti, gli uomini di Lucarelli al Massimino sono parsi, soprattutto nel primo tempo, parecchio nervosi e preoccupati di fare la “giocata d’azzardo”, come se qualcuno li stesse fissando, pronto a starnazzare di felicità al momento di un pareggio medesimo, così da tenere invariato il gap.

Peccato che questo Catania abbia uno scudo davvero resistente, capace di filtrare qualunque “occhiata micidiale” venga indirizzata ai propri protagonisti per ledere, debilitare o mettere tensione.

Nel secondo tempo si è vista la farina del mister etneo: Lucarelli sveglia i sentimenti di ognuno dei suoi ragazzi e i risultati si vedono ad occhio nudo. Inevitabile il calo fisico dei “Giganti di Agrigento”, ma di fronte ad una difesa chiusa come quella degli ospiti, si poteva incorrere al delitto carnale di innervosirsi e gettare tutto alle ortiche.

La reazione è veemente e la voglia di gonfiare la rete ancora di più. Le fasce rossazzurre cominciano ad essere più pericolose e, con esse, le azioni d’attacco. Di Grazia decide di tralasciare i dettagli del suo mestieri e andare più al concreto e, al 58’, dopo un primo liscio clamoroso, riesce a buttarla dentro, grazie all’ottimo assist di Curiale.

Tre minuti più tardi, il giovane ragazzo catanese, restituisce il favore all’ex Frosinone: pallonetto smarcante e palla al Davis che ci piace di più, ovvero quello che cerca il pallone e lo deposita in rete. È 2-0 ed esplode il Massimino, insieme alle recriminazioni leccesi sui social.

L’onore della formazione di Criaco è grande, perché l’espulsione al 30’ (gomitata netta di Parigi su Bogdan che ha decretato l’espulsione diretta di quest’ultimo) ne ha condizione sicuramente la gara. Nonostante tutto, il palo di Gjuci al 71’e qualche buona ripartenza che ha impensierito Pisseri, suggeriscono quanto ingiusta sia l’attuale ultima posizione in classifica.

Ma questo Catania ha mille risorse in più e con l’ingresso di Bucolo suggella il risultato e i tre punti.

Finisce così, tra la gioia del Massimino e le gufate leccesi, laddove, stanca e annoiata, muore la nostra indifferenza alle accuse di furti aggravati e coinvolgimenti di dirigenti nefasti per il presunto aggiustamento di partite come queste.

Non resta che aspettare al binario 17 della medesima giornata, esattamente fra 5 giorni a partire da adesso, per chiudere il becco agli sproloqui di folli patentati senza arte, né parte. Il treno per Trapani passerà una sola volta e non si fermerà. Salta su chi ne avrà la forza ed il coraggio, rimarrà già chi non ha niente di ciò.

L’occasione è ghiotta, la palla bianca sosta lì tra quella granata e la buca, in attesa che la stecca ne indichi la direzione. Spieghiamo le proboscidi al cielo…a Trapani per la vittoria!

Le pagelle

Catania (4-3-3): Pisseri 6; Semenzato 6 (Esposito 84′ sv), Aya 6,5 (Tedeschi 84′ sv), Bogdan 8, Marchese 6; Caccetta 7, Lodi 7, Biagianti 6,5 (Mazzarani 56′ 6); Di Grazia 7,5 (Bucolo 77′ 6), Curiale 7,5 (Ripa 84′ sv), Russotto 6,5A disp: Martinez, Lovric, Djordjevic, Manneh, Fornito, Rossetti, Correia. All: Lucarelli C.

Akragas (3-4-1-2) – voto 6: Vono; Mileto, Danese, Russo; Gjuci (71′ Saitta), Vicente (Di Salvo 91′), Bramati (Franchi 71′), Sepe; Longo (Rotulo 87′); Parigi, Salvemini (Moreo 86′). A disp: Lo Monaco, Idio, Canale, Caternicchia. All: Criaco L.

Arbitro: Fabio Natilla della sezione di Molfetta 5,5.

Marcatori: 58′ Di Grazia; 62′ Curiale.

Ammoniti:  Aya.

Espulsi: 31′ Parigi.

Pietro Santonocito

fonte foto: catania.iamcalcio.it


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