Catania 5-0 Cavese: quando si dice che “te la sei CAVATA”

Vince e convince il Catania che trova in Manneh il suo uomo in più. Adesso il Catania fa sentire la voce grossa. Catania 5-0 Cavese.
Catania 5-0 Cavese. Figuriamoci se si può dire:”Te la sei CAVATA!”. Un po’ come dire ad un bambino che prende 10 in pagella:”Complimenti! Te la sei cavata!”. Non ci crede nessuno.
Questa volta, proprio non si può fare altro che elogiare la grandissima prestazione degli etnei al Massimino, contro una Cavese tutt’altro che “squadra materasso”, ridotta a “doghe in legno marcio” perché il materasso è stato letteralmente fatto a brandelli dalla fame agonistica dei rossazzurri.
Abbiamo sempre battezzato il calcio come “lo sport che piace a tutti”, che non piace “a tutti allo stesso modo”. C’è chi apprezza gli aspetti più spettacolari (o effimeri), come il colpo di tacco, la veronica, l’arabona, lo chassé, il demi-pliè; c’è chi evidenzia il carattere, la grinta, le sportellate, le scivolate ed i film western di Clint Eastwood.
Forse, la chiave del successo risiede proprio in questa eterna lotta tra nobiltà e povertà, tra sacro e profano, tra politica e società, tra calcio di serie C e calcio di serie A: la fusione delle due verità. Se è vero che al Catania manca un gioco convincente, è altrettanto vero che è bastato proprio questo per farne 5 ad una squadra ostica come la Cavese.
Il simbolo che giustifica gli sforzi compiuti sino ad ora è una moneta con due facce: croce, faccia da serie A; testa, faccia da serie C. Il Catania le ha congiunte tutte e due, ripagando con questa moneta i tifosi che hanno sempre incitato la squadra, dal primo all’ultimo minuto.
Non esiste altro che questo nel calcio. Trovare il giusto mix è opera sacra e indispensabile, ma richiede anche la giusta calma e serenità. Sottil l’ha trovata nel giocatore che nessuno (forse) si sarebbe mai aspettato: Kalifa Manneh.
La doppietta del ghanese toglie dalla schiena dei compagni (e dello stesso Sottil) un carico da almeno 100 Kg, spianando la strada verso il successo. A suo sostegno, come evidenziato nei top e flop, un Davis Curiale in versione assist-man, capace di servire il buon Kalifa in corsa.
Ritorno alle origini
Una delle chiavi del successo è sicuramente il ritorno al 4-3-3, modulo che il Catania ha sempre avuto nel suo DNA. In questo assetto di gioco notiamo una grande compattezza tra i reparti, sempre organizzati e attenti nelle marcature e nei contrasti. Piacciono anche i terzini, con Baraye in evidenza sino al minuto 26, quando uscirà dolorante.
La notizia eclatante è che il centrocampo etneo ruota. Eh sì, i tre giocatori in mezzo al campo sanno occupare bene gli spazi, facendo le due fasi in maniera impeccabile. Rizzo difende e si inserisce senza palla, Lodi imposta e Angiulli detta i tempi cercando, quando può, anche di inventare.
L’attacco stenta un po’, ma solo fino al 37′, quando Manneh usufruisce di un assist al bacio di Curiale e la mette dentro col piattone. Non mancano mai le occasioni per segnare e il Catania, stavolta, dà la sensazione di poterla vincere pienamente.
La Cavese, dopo il clamoroso regalo di Aya al terzo che lascia solo Sciamanna (sciupone nell’occasione), si fa vedere solo al 43′ con una bella conclusione di Rosafio, fuori di poco alla destra del palo difeso da Pisseri. Nel secondo tempo, poco altro, annichilito dalla supremazia tecnica del Catania.
Nota d’acquisto: Manneh ed il “gioco sulle fasce”
Un ultimo aspetto va sottolineato con grande attenzione: il gioco sulle fasce. Se è vero che non è lo spettacolo la migliore arma del Catania, va precisato che due dei cinque gol messi a segno dai rossazzurri provengono dalle fasce. Il primo gol di Manneh e l’ultimo di Calapai giustificano un lavoro importante, con gli esterni al centro del progetto tattico.
In questo discorso va elogiata la prestazione di Kalifa Manneh, capace di saltare l’uomo e creare quella superiorità numerica tale da permettere ai suoi compagni di risistemarsi dietro e imbastire una nuova azione offensiva.
A completare l’opera notiamo anche un netto miglioramento del gambiano in fase realizzativa, unico neo sul quale abbiamo messo sempre l’accento. Ancora c’è tanto da migliorare, ma colmata anche questa piccola lacuna, Lo Monaco dovrà fare a botte per farlo rimanere in rossazzurro, secondo noi.
Non resta altro che fare gli auguri a tutti i lettori e al Catania, sperando che questa vittoria sia il trampolino di lancio per una cavalcata prorompente, in prospettiva serie B…la categoria che vorremmo trovare sotto “l’albero di Maggio”.
Le pagelle
CATANIA (4-3-3): Pisseri 6; Ciancio 6, Aya 6, T.Silvestri 6, Baraye 6,5 (26° Calapai 6,5); Rizzo 6, Lodi 6 (85° Scaglia sv), Angiulli 7 (62° Bucolo 6); Manneh 8 (85° Brodic sv), Curiale 7 (62° Vassallo sv), Marotta 6,5.
In panchina: Pulidori, Lovric, Esposito, Biagianti, Llama, Barisic.
All.: Andrea Sottil 6,5.
CAVESE (4-3-3) – voto 5: Vono; Palomeque (57° Logoluso), Bruno, Manetta, Inzoudine; Lia, Migliorini, Favasuli (57° Tumbarello); Rosafio (77° Flores Heatley), Sciamanna (70° De Brasi), Fella (57° Bettini).
In panchina: A.Silvestri, Licata, Mincione, Buda, Zmimer, Di Dato, De Rosa.
All.: Giacomo Modica
ARBITRO: Zufferli di Udine – voto 4,5.
ASSISTENTI: Carrelli di Campobasso e Dicosta di Novara – voto 5.
AMMONITI: Angiulli (Catania); Manetta (Cavese).
ESPULSI: Vono (Cavese).
RECUPERO: 3′; 0.
Pietro Santonocito
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