Catania 3-1 Vicenza: il pagellone

Finalmente una prova vincente e convincente dei rossazzurri contro un Vicenza poca cosa. Catania che rimane vincolato sui bassifondi della classifica, ma vittoria importantissima per il morale di tutto l’ambiente catanese.
Facciamo una premessa importante: Nell’analizzare la partita dobbiamo tenere conto di un episodio fondamentale, ovvero l’episodio dell’espulsione al minuto 8 di Sbrissa che atterra Martinho involato in porta. L’espulsione è stata decisiva nell’economia generale di una partita, fino a quel momento, piuttosto equilibrata.
Frison – 5,5: Alcune indecisioni su uscite poco rassicuranti, ma, per il resto, partita di normale amministrazione. Sul gol di Garcia Tena poche responsabilità, ma rimane incomprensibilmente un po’ troppo sorpreso.
Monzon – 6: Primo tempo al suo solito, con poca personalità e semplici appoggi sbagliati clamorosamente. Tutt’altra cosa il secondo tempo, dove l’esterno difensivo argentino mostra interessanti affondi a perforare la difesa veneta (non sempre, però, andati a buon fine). Nel complesso un “+1” per la crescita generale del giocatore.
Capuano – 5,5: Paradossalmente meglio centrocampista che centrale. Infatti, lo abbiamo visto lanciare con molta grazia e smistare gioco da ottimo metodista. Peccato che il buon Ciro si sia dimenticato che giocava centrale difensivo. Visibilmente lento, rischia grosso al minuto 32 dove, dopo un tunnel ai suoi danni, la palla arriva a Cocco che spara in curva. Colpevole anche sul gol del Vicenza nei minuti finali.
Sauro – 5: Per niente all’altezza del campionato italiano, ad oggi. Non salta mai con le mani larghe, procurando stupide ed evitabili punizioni a favore degli avversari, anche in zone del campo parecchio pericolose. Si perde marcature come fosse uno sprovveduto alla sua prima partita di calcio e non attacca mai gli avversari che, dal limite dell’area, tentano la conclusione in porta. Ben diverso da quelle che erano le attese.
Peruzzi – 5,5: La sua solita gara. Riceve palla dai centrali, alza la testa e lancia verso Rosina. Poco impegnato nel secondo tempo per via di un Vicenza fin troppo rinunciatario, ma rari se non addirittura nulli i suoi cross dal fondo offensivo.
Rinaudo – 6,5: Ci mancava davvero. Essenziale per spirito di sacrificio, ordine tattico in mezzo al campo e tenacia nell’agganciare palloni in scivolata che sembrano, ai più, palloni ingiocabili. Duello personale anche con Fabio Sciacca che lo vede prevalere quasi sempre, prova ne sia l’uscita dal campo per “troppe botte” del catanese ex rossazzurro al 7′ della ripresa.
Escalante – 7: che coppia con Rinaudo! I due sembrano davvero le colonne d’Ercole ai confini tra Mar Mediterraneo e Oceano Atlantico. Mai metafora può esser più azzeccata per una partita, soprattutto quella del Gonzalo, tutta cuore, grinta, ma soprattutto acume tattico. Mezzo voto in più, rispetto al compare, per la continuità mostrata in tutto l’arco dei 90 minuti. Davvero… ciò che ci voleva.
Martinho – 6,5: Distinguiamo, però, la sua partita nel pre-espulsione e nel post-espulsione: abulico e tatticamente disordinato prima, devastante e decisivo poi. Macina chilometri come fossero centimetri ed ha il pregio di ripartire velocemente quando l’azione avversaria si spegne tra le braccia di Frison. Ciò risulta essere un enorme vantaggio, perché riesce a far distendere la squadra in avanti in momenti di pressione agonistica, un fatto per niente da sottovalutare. A nostro modo di vedere, il giocatore più intelligente che il Catania abbia mai avuto.
Rosina – 6: Un po’ sottotono la prova del giocatore della provincia di Cosenza e non solo per il secondo rigore sbagliato consecutivo. Gli manca la lucidità nell’ultimo passaggio, dove Ale fa spesso inca**are il compagno di vecchia data Calaiò. Ha, tuttavia, il pregio di correre e gettare sudore da tutti i pori, segno di grande devozione al proprio lavoro e alla maglia che indossa. Anche se non riesce sempre a segnarli, i rigori se li procura con grande esperienza.
Cani – 6: Avevamo visto durante la settimana che mister Sannino aveva provato la soluzione con Calaiò e Cani in un 4-4-2 atipico, ma mai ci saremmo immaginati che l’avrebbe riproposta in partita. Fino al gol, partita imbarazzante del centravanti albanese, condita con un cartellino giallo e molti, troppi, falli inutili. Poi, però, il destino ha voluto che, al terzo minuto della ripresa, lui si trovasse al posto giusto e al momento giusto a ribattere in rete una rovesciata in area di Calaiò…come si dice in questi casi, il fine giustifica i mezzi… 1-0 e palla al centro.
Calaiò – 7,5: migliore in campo per Istinto Rossazzurro. Nella sua conferenza stampa settimanale aveva già dimostrato quanto ci teneva a fare bene e a ripagare la società per la fiducia attribuitagli. Così è stato. Ove manca l’amicone Rosina ci mette una pezza lui. L’arciere inizia a sistemare la mira sulla punizione al 46′ (pt) che impegna Bremec, poi propizia il gol di Cani con una splendida sforbiciata da giocatore di altra categoria e litiga con Rosina per battere i rigori. Batte il secondo mettendo a sedere Bremec con eleganza e furbizia. Gioco, partita e incontro…l’arciere ha colpito.
Marcelinho – 6: Buona prestazione del brasiliano, capace di subentrare e tenere alta la squadra in un momento delicato del match ove serviva uno con le sue caratteristiche. Tanta corsa e ottime prospettive future.
Jankovic – sv.
Sannino – 8,5: Sarebbe interessante vedere la faccia di ognuno dei tifosi presenti allo stadio quando, dal giornaletto classico che viene dato all’ingresso dello stadio, vedono nella formazione titolare Edgar Junior Çani in un 4-4-2 poco ortodosso. La stessa faccia che abbiamo avuto noi. Eppure, probabilmente, il caro Beppe avrà visto lungo…oppure è un veggente. Fatto sta che la sorte gli ha dato ragione, perché Cani la butta in rete e fa 1-0. Ottima la disposizione in campo nell’interpretazione personalizzata del 4-4-2 iniziale, con Escalante e Rinaudo a far da frangiflutti, poi torna al classico 4-3-3 per non snaturare la squadra. C’era tanto da rischiare, troppa contestazione e tanti carichi sulle spalle da sostenere, ma lui, per usare un eufemismo alla “poker texano”, va subito in “ALL-IN!” con la carta Cani…e l’albanese segna. Tutto il resto…come direbbe il grande Califano…è noia!
Di Pietro Santonocito
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