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Istinto RossazzurroVersione completa

Catania 2-2 Spezia – il pagellone

Pietro SantonocitoAggiornato
il pagellone di Istinto Rossazzurro

il pagellone di Istinto Rossazzurro

Stecca ancora la compagine rossazzurra davanti al proprio pubblico e adesso è buio pesto. Amnesia Gillet, ma se manca il fiato manca pure la testa.

Gillet – 5: Per 70 minuti praticamente inoperoso, tranne per qualche conclusione dell’ex Catellani o di Migliore. Poi la gaffe sugli sviluppi di un calcio d’angolo ligure che regala il pareggio agli ospiti e rinvigorisce le loro speranze.

Schiavi – 5,5: Partita sostanzialmente senza infamia e senza lode la sua, impreziosita da alcuni imperiosi stacchi di testa ad anticipare gli avversari. Black-out in occasione del secondo gol degli ospiti, dove lui e tutto il reparto arretrato non riescono ad allontanare una funesta palla rotolante dentro l’area piccola del portiere.

Ceccarelli – 6: Partita un po’ più attenta rispetto al suo compagno di reparto, con una conclusione al volo al minuto 41 su calcio d’angolo di Rosina finita di poco a lato. Anche lui cala nel secondo tempo e rimane piuttosto statico e fermo sulle gambe sul 2-0 ospite.

Capuano – 7: Il leader della difesa. Nuova capigliatura e nuova giovinezza per Ciro che sfoggia una prestazione positiva su tutti i punti di vista. Incoraggia i compagni, sgomita, anticipa e corre più di tutti, a dimostrazione di quanto tenga alla causa Catania. Esempio.

Del Prete – 6: Buona la sua prestazione, considerato il fatto che non metteva piede su un campo di calcio da più di 6 mesi. Manca la corsa, mancano i minuti sulle gambe, ma sono interessanti alcuni suoi cross dal fondo.

-> dal 59′ Sciaudone – 5: Già dalla partita contro il Bari avevamo notato la sua totale inadeguatezza nel ruolo di esterno basso di un centrocampo a 5. Oggi lo abbiamo rivisto in tutto quello che non può essere denominato “calcio”. L’impegno, però, non è mancato ed è giusto non calare la mannaia su di lui.

Rinaudo – 5,5: Non si può negare l’evidenza: lui non è un vero e proprio metodista che sa fare entrambe le fasi. Parecchi sono i semplici passaggi sbagliati a 5 metri e poco filtro in fase di rottura. E’ triste pensare che la società etnea abbia un’idea diametralmente opposta, nonostante non ci vogliano nemmeno due occhi per vedere tutto ciò…chi vuol vedere, veda.

Escalante – 5: Lentezza da far invidia ad una testuggine di terra, scarso senso della posizione e poco filtro a centrocampo. Becca un giallo dopo appena 12 minuti di gioco e rischia grosso falciando l’ex Catellani con un fallo a centrocampo utile quanto il due di mazze con briscola “a oro”, per usare un eufemismo da giocatori di carte. Non si capisce il perché si preferisca lui ad altri giovani di belle speranze che si tengono in panchina.

-> dal 76′ Chrapek – 5,5: Venti minuti (o poco meno) senza colore alcuno. Si parlava, poc’anzi, di giovani di belle speranze…

Mazzotta – 7,5: Il migliore in campo. Falcata morbida e allo stesso tempo devastante quella del fluidificante rossazzurro. Da lui entrambi gli assist per i gol di Maniero e Calaiò, peccato solo che corra più veloce del pallone e se lo perda per strada spesso e volentieri.

Rosina – 6,5: Grande sacrificio a tutto campo e buona verve anche in fase offensiva per il fantasista pelato. Peccato per la punizione uscita di poco al 35′, ma davvero mancano molto i suoi gol.

Calaiò – 6: Diamo a Cesare quel che è di Cesare: veniva da un infortunio. E’ vero anche che ha siglato il gol al 90′ che ha salvato quantomeno la faccia, se ancora ne resti ancora qualche traccia, alla squadra e alla società rossazzurra. Rimane ancora da capire perché si faccia ammonire per proteste inutili, in occasione di situazioni di gioco palesemente chiare e senza alcun motivo di chiedere spiegazioni al direttore di gara. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico.

Maniero – 6.5: Difende il pallone come pochi in Italia, ha un grande spirito di abnegazione e riesce quasi sempre a farsi trovare al posto giusto e al momento giusto. Onore e gloria per questo ragazzo, complimenti.

Marcolin – 2: Che dire…ha sbagliato tutto! Esperimenti su esperimenti, moduli di gioco che sembrano più che altro i prefissi di un cellulare con mille funzioni, ma senza quella più importante: la chiamata. Chiamato anche lui a ripresentare una formazione decente, riconferma il 3-4-1-2 di Bari che si dimostra, per larghi tratti della partita, più un 5-2-1-2, con solo Mazzotta a cambiare gli equilibri. Dopo il gol…tutti arroccati a far trincea, a mo’ di terza guerra mondiale o di uragano “Spezia”, quello che sembrava si stesse per scagliare dopo la segnatura di Maniero.

Non si può vivere oggi aspettando di morire domani, non ci si può bendare la testa prima ancora di ricevere un colpo…è un offesa alla gente che soffre per un pezzo di pane e che lotta ogni giorno per alcune briciole di speranza. E’ un’offesa per chi ha sempre creduto in questa società, nel famoso #ripartiAmo strategico che è riuscito ad abbindolare nel cuore almeno 10.000 abbonati e nella mente ancora più di questi.

Chiudersi a riccio non è solo l’atteggiamento della squadra contro lo Spezia, ma è l’atteggiamento della società che sino ad oggi, offende la gente col silenzio o con le mezze frasi fatte e catalogate nei diari adolescenziali.

“Chi vuol esser lieto sia…del doman non v’è certezza” sapevano dire un tempo. Invece, questo Catania di certezze ne ha già troppe: siamo penultimi. Difendiamoci in 10 che ci guadagniamo sicuramente…in vergogna però.

Di Pietro Santonocito

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