Catania 2-2 Bologna: il pagellone

Un tempo per parte e pareggio giusto tra Catania e Bologna, in una partita dal sapore di serie A che ha saputo regalare gol e spettacolo. Buona, ma tardiva la reazione degli etnei, già sotto dopo appena 4 minuti. Contesta Lopez:”Grosso errore dell’arbitro. Non era rigore”.
Frison – 8: Straordinario, quasi irriconoscibile! Incolpevole sui gol di Zuculini e Acquafresca, si oppone al 76′ a Bessa prima (su punizione) e Bentancourt poi, salvando il Catania da un possibile KO proprio in un momento favorevole del match. Monumentale al minuto 89 sulla girata in porta di Acquafresca, sventata con un colpo di reni da vero campione.
Sauro – 5,5: Primo tempo da dimenticare per l’ex Basilea che si lascia superare troppo facilmente da Improta & co e sbaglia alcune semplici chiusure. Risolleva il capo nel secondo tempo, poi viene accentrato subito dopo il cambio di Monzon con Parisi, palesando la migliore confidenza col ruolo di centrale difensivo. In generale, poca cosa contro avversari di spessore tecnico superiore.
Spolli – 5: I suoi primi 25 minuti sembravano tratti dall’ultimo colossal argentino “Desesperados y lesionados”, con protagonista d’eccellenza proprio il 31enne centrale di Rosario. Troppo evidente il suo deficit psico-fisico, molta confusione e poca, pochissima leadership difensiva per uno del suo calibro. Andare avanti con la convinzione che possa giocare al 100% sembra diventato un frappè di sogni e utopia, bevanda che, pare, sia di ottimo gradimento anche a lui.
-> dal 57′ Chrapek – 6,5: Approccio alla partita superlativo e assist al bacio per il tap-in vincente di Cani al minuto 58. Ottima verve offensiva, ma sbaglia clamorosamente la mira sotto porta al 65′, si vede smanacciare un suo tiro ravvicinato da Coppola al 69′ e alza un destro in curva da ottima posizione al 92′. Devastante il suo ingresso in campo.
Capuano – 5: Invidioso del collega di reparto, fa a gara con lui per chi la combina più grossa. Palloni a campanile, marcature ballerine e contrasti inefficaci mettono a repentaglio la salute psichica del loro “supervisor” Alberto Frison, più volte lasciato solo a duellare contro i felsinei. E se, per una volta, riesce ad intervenire regolarmente su Bentancourt, si vede per giunta fischiato un fallo pericolosissimo al limite dell’area. Allarghiamo le braccia…in tutti i sensi…
Monzon – 5: Aria di festa e profananti gingilli natalizi provengono dal buon Babbo Fabiàn. Perché, caro Zuculini, non tutti i regali hanno una forma o una confezione, non lo sai anche tu? Annuisce con aspetto pacioso quest’ultimo, scarta il regalo al minuto 4 e insacca in rete. Epilogo della sua partita…una slitta a forma di barella e due dottori al posto di renne. Chi non crede ancora a Babbo Fabiàn?!?!
-> dal 81′ Parisi – sv.
Rinaudo – 6: Botte, pedate e ancora botte, come sempre, verrebbe da aggiungere. Purtroppo oggi si dimostra poca cosa in fase propositiva, vuoi per meriti del Bologna, vuoi per demeriti personali, spesso ingabbiato dal rombo felsineo. Comunque niente da obbiettare per chi suda la maglietta come lui…sempre tanta grinta e cuore. Ammonito, dovrà saltare il prossimo match contro il Livorno.
Almiron – 5,5: A vuoto per tutto il primo tempo, soffre il giropalla rossoblu e non riesce ad allacciare difesa e centrocampo come vorrebbe mister Sannino. La prova di questa tesi sta tutta nella ripartenza bolognese al 55′, dove non arriva nemmeno a tirare la maglietta a Zuculini che si invola indisturbato e serve Acquafresca per il raddoppio degli ospiti. Qualche tiro interessante dalla distanza, ma troppo poco per gli standard a cui siamo tutti abituati. Esce al 86′ dopo aver disputato almeno gli ultimi 15 minuti in completo affanno.
-> dal 86′ Odjer – sv.
Escalante – 4,5: Il peggiore dei suoi. Non indovina un passaggio, non si propone per dare lo scarico ai compagni e non raddoppia mai in fase difensiva. Dal 55′ viene abbassato come terzino destro e si limita solo a difendere, a favore del compagno Chrapek che prende il suo posto e lo sostituisce più che bene. Involuzione negativa per un giocatore come lui che aveva raccimolato parecchi consensi. Oggi, davvero, lo spauracchio di sé stesso.
Rosina – 6,5: Soffre le strette marcature felsinee nella prima frazione di gioco, dove ha anche una ghiotta occasione al minuto 17 che lo vede tirare debolmente da pochi passi. Entra in campo decisamente con un altro piglio e impegna la retroguardia emiliana in più di un’occasione, specialmente al minuto 73′ dove l’estremo difensore ex Milan è obbligato a fare il miracolo. Gli è mancato solo il gol, peccato…
Calaiò – 6: Ben marcato da Maietta e Paez per larghi tratti della partita. Gioca sostanzialmente sui palloni spizzati da Cani, ma pochi i cross fornitigli dal fondo. Uno di questi, lo vede addomesticare un pallone servitogli proprio da Cani, ma Maietta non ci sta e lo atterra. Dal dischetto realizza, non senza qualche patema, visto che Coppola intuisce.
Cani – 6,5: Cerca di farsi spazio tra le maglie bianche avversarie ed è fra i più positivi dei suoi nel primo tempo. Poco importa se, per movenze e taglia di scarpe, assomiglia perlopiù all’Abominevole uomo delle nevi, perché è proprio grazie alla sua stazza fisica che riesce a raccogliere il prezioso assist di Chrapek al minuto 58. Dimostrazione di come, a volte, non conti tanto la forma, ma la sostanza.
Sannino – 6: Tante volte ci chiediamo cosa succeda dentro gli spogliatoi rossazzurri dopo dei primi tempi così disastrosi. Fatto sta che, puntualmente, il Catania esce dalle scalinate col petto in fuori, ed oggi a maggior ragione. Diciamo che non è stato fortunato nella scelta degli 11 titolari, soprattutto in quella catena di destra formata da Escalante e Sauro che gliene ha fatte vedere di cotte e di crude. Merito assoluto nel mandare in campo Chrapek, evidente segno di come il tecnico campano sappia leggere dentro l’animo di un giocatore e carpirne le motivazioni.
Di Pietro Santonocito
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