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Catania 2-0 Akragas: Você Me Apareceu…

Pietro SantonocitoAggiornato
Calil - Catania 2-0 Akragas Coppa Italia
fonte: www.nuovosud.it
Calil - Catania 2-0 Akragas Coppa Italia
fonte: www.nuovosud.it

Catania 2-0 Akragas: Você Me Apareceu…

Gusto Brazil il Catania di ieri sera, saltato in padella per 45 minuti, scotto e ricotto, ma dal profumo verde-oro e dal sapore formoso come il fondo-schiena delle brasiliane. Nel mix, tutto classe e sudore del secondo tempo, abbiamo apprezzato il lavoro, ancora parziale, di Pino Rigoli e quello di Lo Monaco nel mettere su una squadra tecnicamente valida che carbura come una dinamo al passare del tempo, con pistoni da lubrificare ancora, ma enormi e ben solidi al centro del campo soprattutto. É il caso di Gladestony Da Silva, corsaro nella zona più nevralgica del capo, sempre presente nei raddoppi di marcatura e indispensabile in fase di inserimento, ove grazie proprio ad una sua incursione al 78′ ne è scaturito il rigore trasformato, poi, dall’evergreen Paolucci. Prova maiuscola per il giocatore brasiliano naturalizzato portoghese, in prova per un mese abbondante e adesso contrattualizzato anche meritatamente…diremmo col senno di poi.

“Você Me Apareceu… Calil! E finalmente, anche. Dopo un girone di ritorno davvero pessimo, condotto la scorsa stagione, ritorna la “saudade” al Caetano di altri tempi, il cui risultato è la strepitosa volé del minuto 52, impreziosita anche dal sofisticato colpo di tacco di Russotto e dal tripudio dello stadio Angelo Massimino che è ritornato compatto quasi come un tempo. In un modulo decisamente diverso, il rendimento dell’ex Salernitana risulta decisamente migliore, coperto dai due pilastri Da Silva e Scoppa, il primo già elogiato in precedenza, il secondo tecnicamente di un’altra categoria, atleticamente da migliorare e tatticamente da rivedere per un calcio a lui ancora palesemente estraneo.

Note liete. La saggezza tattica generale della squadra, ad esempio. Primo tempo in tensione, soprattutto in fase difensiva, condotto per larghi tratti alla ricerca di quel collante fra i reparti, nonostante le occasioni per passare in vantaggio le abbia avute sia il Catania (vedi doppio Paolucci, al 24′ e al 46′, straordinario il portiere avversario Pane) che l’Akragas (Longo al 10′ cerca di soprendere Pisseri; Gomez al 17′ si divora un gol fatto e ancora Longo al 26′ non riesce a ribadire in rete una bella punizione calciata sempre da Gomez e non trattenuta da Pisseri). Dall’inizio del secondo tempo, vuoi per il calo fisiologico degli avversari, il maggior tasso tecnico ha fatto la differenza, dando spazio a Calil e compagni di suonare la stessa melodia. Ha fatto piacere l’aver saputo bilanciare le forze e colpire al momento opportuno, considerata la superiorità fisica degli avversari che hanno tenuto il campo per circa 60 minuti o poco meno. Paolucci sempre più leader di questa squadra, grazie anche al suo secondo gol ufficiale in maglia rossazzurra (ne aveva segnati ben 5 nelle precedenti amichevoli pre-campionato) e uomo più pericoloso dei suoi.

Note gravi. In primis la tenuta atletica generale e di alcuni singoli. Se, furbescamente, si è saputo aspettare e far stancare l’avversario, filosofia di gioco che, a conti fatti, premia i ragazzi di mister Rigoli, questa non è una tattica di longevo e sicuro affidamento in Lega Pro. Lasciando l’avversario girar palla senza pressare adeguatamente, tirare dai 20 metri indisturbato o non raddoppiando in marcatura ove occorre, si rischia di prendere gol con troppa facilità, compromettendo il prosieguo della partita. Visti i due confronti con le “cugine” Siracusa e Akragas, il Catania dimostra di essere un pelino in ritardo rispetto alle stesse, sul profilo prettamente atletico e fisico. Non va neanche la difesa, nonostante le doti dei quattro difensori scesi in campo siano lapalissiane. In fase propositiva meglio Djordjevic che Nava, anche se il serbo pecca davvero tanto nelle diagonali difensive, sempre in ritardo e fuori posizione. Idem per Drausio e Bastrini, dove quest’ultimo fatica ad intendersi col brasiliano per ovvi motivi. Bisognerà lavorare molto proprio sulla comunicazione, elemento primario per la catena difensiva di questo Catania costituito prevalentemente da stranieri, con i soli Bastrini, Nava e Pisseri a parlare tricolore. Una piccola tiratina alle orecchie proprio per Pisseri, in occasione della punizione di Gomez al 26′ su cui, lo stesso, deve opporsi miracolosamente al tap-in di Longo. Per il resto prova soddisfacente del portiere etneo.

Tutto sommato il Catania convince, nonostante da lavorare ci sia ancora tanto. A livello caratteriale la squadra risponde bene e sa concedersi i giusti tempi per ogni necessità. Questo dimostra, comunque, un’intelligenza tattica e una coesione di squadra ben augurante, in un campionato che metterà i nervi di ognuno di loro a duro repantaglio.  Você Me Apareceu… Catania!

Pagelle:

Catania (4-3-1-2): Pisseri 6,5, Nava 6, Bastrini 6, Drausio 6, Djordjevic 6, Da Silva 7, Scoppa 6, Fornito 6,5 (Bucolo 5 dal 85′), Russotto 6,5 (Piscitella 6 dal 83′), Calil 7 (Di Grazia 6 dal 67′), Paolucci 7. A disposizione: Matosevic, De Rossi, Parisi, Bergamelli, Mbodj, Di Cecco, Biagianti, Barisic, Anastasi. All. Rigoli 6,5.

RIVEDI LA PARTITA CATANIA 2-0 AKRAGAS

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