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Istinto RossazzurroVersione completa

Caso Granillo:possibili risvolti.

Vincenzo La Rosa
Reggina 1-1 Catania
fonte: siciliajournal.it
Reggina 1-1 Catania
fonte: siciliajournal.it

Il Catania concede la grazia alla Reg(g)ina. Gli etnei, padroni del campo per almeno tre quarti del match, cadono al minuto settantasette. I “sudditi” Bastrini e Drausio, non hanno resistito al luccichio della corona calabra. Vista annebbiata ed amaranto che pervengono al pareggio per “grazia concessa”. Finale 1-1. Ma le polemiche, ancora non placate, del post partita ne detengono trono e scettro. Sorvolando sulla querelle, dal sapore eno-gastronomico, del “campo di patate” (se ti reputi, se sei, superiore in tecnica e tattica alla tua dirimpettaia potresti anche svolgere l’intero match sul cemento con l’esito di un trionfo) l’attenzione va posta su ciò che è accaduto all’interno degli spogliatoi del vecchio, ma glorioso, Oreste Granillo. Al triplice fischio del Signor Paolini i calciatori del Catania si trovano derubati di alcuni effetti personali, tra i quali smartphone, carte di credito e, a farne i danni Marco Biagianti, la fede nunziale. Secondo la ricostruzione dei fatti i delinquenti, forse Rom, hanno speso l’illecito frantumando, con utilizzo di corpo contundente, la finestra che dava sul vestiario degli ospiti. Una falla, è il caso di dirlo, enorme in materia di sicurezza. Sorge spontanea la domanda su chi la gestisca. Se fuori dalle mura questa risulta essere competenza delle Autorità, non ci spieghiamo quindi come i delinquenti siano stati così inosservati e liberi di agire quando nelle prossimità dell’impianto qualcuno doveva obbligatoriamente trovarsi in posizione di vigilanza, all’interno questa si divide tra il concetto dell’operativo steward e quello, meno operativo ma più responsabile, del club ospitante. “Responsabilità Oggettiva”:termine esatto. Ma cosa rischia, nella fattispecie reale, la Reggina?..probabilmente una salata multa, dal punto di vista della giustizia sportiva. Nessuna ipotesi che il team calabrese venga sanzionato con la sconfitta a tavolino:non ne ricorrono i presupposti. Gli individui, entrati in azione, non hanno difatti turbato in alcun modo il regolare svolgimento della gara, che nel frattempo si consumava, sul rettangolo di gioco. Remota, ma più plausibile, l’ipotesi della multa che potrebbe essere comminata in quanto la società dimostrerebbe di non aver idoneamente adottato le minime misure di sicurezza. Il tal caso potrebbe poi esercitare rivalsa di risarcimento su (eventuale) società che presta il proprio servizio steward e le stesse Autorità, che con altrettanta grave negligenza, hanno dimostrato di non saper “sorvegliare la res custodita”. Difficile che si arrivi alla squalifica del campo. Il reato, criminale, avviene dall’esterno senza l’obiettivo, principale ed esclusivo, di rovinare lo spettacolo sportivo. Una decisione del genere (non si tratterebbe di squalifica ma di gare a porte chiuse) potrebbe però essere adottata dalla Prefettura, non tanto per punire la Reggina, ma per garantirne l’ordine pubblico. La Reggina, insomma, vittima tanto quanto il Catania, ci perde la faccia sicuramente, ma a livello di rischi ne corre quasi nulla.

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