Cal-il e la kryptonite rossazzurra


Cal-il e la kryptonite rossazzurra
E’ sempre così, tutti i più grandi hanno il loro punto debole. Così come Achille ed il suo tallone, anche Cal-el, figlio di Jor-El, aveva poco “feeling” con il meteorite “kryptonite”, il cui nome derivava da quello del suo pianeta natio Krypton.
Qualcuno continua ad insinuare che Calil non sia solo l’attaccante più lussuoso del Calcio Catania, ma sia proprio un “uomo dai poteri misteriosi”, un vanto per la piazza catanese, il “Superman” che ci possa tirar fuori dalle squallide paludi dei play-out ove, ahinoi, ci troviamo con mera figura ai paganti del buon cinema “fantasy”.
Eh sì, purtroppo duole ammetterlo, ma questo eufemismo epistolare calza proprio a pennello nel momento attuale della storia calcistica catanese, ove si fa a botte con la propria onestà intellettuale nel credere a determinate news piccanti e si riscuotono punti alla testa…senza metterne, di sani e proficui, nessuno nello sgabuzzino della salvezza. E’ in questi momenti che l’umanità invoca l’aiuto di un eroe, capace di cambiare le sorti di un epilogo da scongiurare per i grandi, maestosi e immensi tifosi dalla proboscide all’insù. Cal-il, figlio dell’Elefante che lo ha adottato sin dal 31/08/2015, può essere lui a risollevare in alto la gran proboscide rossazzurra e tirarci fuori dallo spauracchio serie D? Chi lo sa, noi stolti esseri mortali non lo possiamo capire.
Dieci gol in 26 partite, miglior marcatore della squadra rossazzurra, lodato (non Andrea il giornalista de La Sicilia – l’aggettivo) e venerato dal caro buon vecchio PP (acronimo di Pippo Pancaro) e conseguentemente confermato dal “nuovo giovincello” Cesco Moriero…a digiuno da ben 6 giornate. L’ultima, opaca, prestazione ha messo in evidenza un affievolirsi dei suoi poteri da supereroe, con almeno 5 palle gol mancate clamorosamente e almeno 2 quelle da far urlare allo scandalo. Eppure, il lavoro del nuovo tecnico rossazzurro, ex ala di buone doti tecniche e facile corsa, ha portato proprio una bella dose rinfrescante di linfa ai corridori rossazzurri, con un miglioramento anche nel quantitativo di cross riversati verso l’area avversaria. Poi, dato non sottovalutare, dopo il 60′ circa si son viste solo mani nei fianchi e fiatoni a non finire.
Ci sarebbe molto da discutere su come preparare atleticamente una squadra di calcio ad inizio stagione in un campionato tutto muscoli e poco cervello come quello della Lega Pro, ma un vero, eclatante, quanto oscurato problema è: cosa indebolisce così tanto Cal-il da non riuscire più ad inquadrare la porta neanche da 0,0001 metri? Tutto possiamo immaginarci, in questo calcio che attira falsi sorrisi e gloria condizionata, nondimeno ad un supereroe come lui accostargli la sua kryptonite di fiducia, il suo limite, la sua condanna. Sicuramente si tratterà di un momento no, quel male che lo attanaglia e lo rende efficace sotto porta quanto efficace è il due di oro con briscola a coppe, ciononostante sembra esserci “dell’altro”: un “male invisibile”, una “strana aura negativa” lo circonda ogni qualvolta i riflettori sono puntati su di sé. Sperando di uscire da questa tetra realtà para-dimensionale, ci auguriamo che venga in aiuto, chissà, una Lois Lane della situazione…e che sia brava, ma molto brava a risollevargli il morale nel migliore dei modi.
D’altronde il calcio è sempre teatro di sogni, voli pindarici e lotte cruente tra bene e male. C’è sempre bisogno di aggrapparci al nostro supereroe (soprattutto se ben pagato) e credere che, proprio nel momento peggiore, senza alcuna speranza e senza via di scampo, esca fuori dal cilindro il suo asso nella manica e ci salvi da una fine piuttosto indegna per la storia di questo club, ramificata sulle ceneri laviche di altri supereroi che, magari proprio adesso, ci guardano e proteggono da lassù.
Pietro Santonocito
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