Salta al contenuto
Istinto RossazzurroVersione completa

Buonanotte…

Pietro SantonocitoAggiornato
Messina 2-0 Catania - Buonanotte
goalsicilia
Messina 2-0 Catania - Buonanotte
goalsicilia

Buonanotte…

Una pennichella di mezzodì, tra i postumi di un eterno riposo e il subbuglio intestinale dopo una parmigiana ben cucinata nel giorno dei Santi. Uno dei derby più brutti disputati nella storia fra le due compagini siciliane, i cui ricordi rimembrano tempi ben più agguerriti e più affascinanti di adesso. La realtà odierna, una partita di coppa Italia Lega Pro, sembra più un surrogato deforme degli scenari differenti di quella serie C, dove i “piccoli” ringraziano i “grandi” e la loro misericordia.

Vince il Messina, tra le due la squadra più “pimpante” fra le due, seppur il termine tra virgolette è un eufemismo molto spinto. La formazione di Lucarelli, tuttavia, ha messo in campo un po’ più di “affetto alla competizione”, dimostrando di tenere alla Coppa Italia un po’ di più rispetto alla squadra etnea, totalmente sonnolente e sonnecchiante. Gli sbadigli che ci siamo fatti potevano paragonarsi alle aperture mascellari di un coccodrillo o di un ippopotamo africano, laddove neanche l’istinto rossazzurro ci ha evitato di prendere un minimo di tre caffè (amari) per rimanere svegli. Questo a causa di un Catania non pervenuto sul campo per oltre 80 minuti di gioco, apatico, amorfo e disgustoso dal punto di vista caratteriale. É vero che la Coppa Italia di Lega Pro non è mai un trofeo che stimola l’appetito dei più, ma si trattava pur sempre di un derby e, per qualcuno, vincere questo trofeo permetterebbe l’accesso ai quarti di play-off. Ecco che, probabilmente, si potevano giocare le proprie chance in maniera differente e più professionale. Così non è stato e perdere senza scendere nemmeno in campo…fa decisamente rabbia.

La conferma di quanto appena detto è l’approccio errato della squadra, sempre attendista e mai propositiva. Dall’altra parte non vi erano fulmini di guerra, ma un Pozzebon, piuttosto che un Madonia o un Milikovic sembrano davvero i sosia illegittimi di Messi, Suarez e Milikovic…dati al calcio di periferia per diretta concessione degli scapestrati undici messi in campo da Pino Rigoli. E tanto basta per le deboli menti rossazzurre per prendere il primo gol che ha dell’assurdo: De Rossi perde il filo del discorso e appoggia male di testa a Pisseri, di fatto spalancando un’autostrada a Madonia che non perdona e fa 1-0 per i peloritani, minuto 26. Reazione assente, se non fosse per la sgroppata in avanti di Djordjevic e la conclusione fuori di Silva. Nulla più nel primo tempo. Nel secondo l’andazzo è più o meno simile, con Anastasi al posto di Piscitella a fare il finalizzatore delle non-azioni costruite dagli etnei. Proprio dell’emarginato catanese di nascita, Valerio Anastasi, è l’unico pericolo degno di nota di tutta la partita. La sua botta in area di rigore è sventata in calcio d’angolo con un colpo di reni di Berardi. Finché il Catania non la fa grossa davvero: liscio di Nava in area e Madonia fa 2-0 e doppietta personale per il palermitano, minuto 78. Le timide avanzate di Calil e Russotto sono solo roba per le statistiche, più che altro. Deludenti a dir poco entrambi.

Per chi doveva trarre delle conclusioni sul calciomercato operato ad inizio stagione, il match del San Filippo doveva essere un test importante per capire quanto può essere “lunga” questa panchina rossazzurra e quanto alcuni elementi possano essere di aiuto per un campionato ancora più lungo, qualora si dovessero disputare i play-off, nella complicatissima formula di quest’anno. Il risultato è stato riprovevole e la necessità di ripiantare alberi più “verdi”, a Gennaio, sembra essere un codice rosso…più rosso che mai. Per chi ha guardato questa partita, il solo augurio possibile è stata la… buonanotte…

Le pagelle:

Catania (4-3-3): Pisseri 6; Nava 4,5, De Santis 5,5, Djordjević 5,5, De Rossi 4,5; Fornito (84′ Piermarteri sv), Scoppa 5, Silva 4,5 (66′ Barišič 5); Russotto 5, Calil 5, Piscitella 5 (56′ Anastasi 6). A disp.: Martínez, Mbodj, Parisi, Manneh, Graziano, Sessa, Biagianti, Di Grazia, Paolucci. All.: Rigoli 4.
Arbitro: Volpi di Arezzo – 6.
Marcatori: 26′, 78′ Madonia.
Note – Ammoniti: Maccarrone (M); Scoppa, De Santis (C).

Pietro Santonocito

Questo articolo è stato letto 0 volte

Dalla curva: i commenti

Lascia un commento