Tra Bud Spencer e Terence Hill sul set del “Il buono, il brutto ed il cattivo” arriva Siffredi. Scazzotate ed orbi sul ring del Massimino.


Succede anche questo. Non dovrebbe ma, in realtà, è proprio accaduto. Che il Massimino fosse uno stadio ove ci si diletti nell’antica “arte del pallone” è fuori dalla qualsiasi logica di dubbio. Che divenisse, inaspettatamente, il set del, non degno remake,”Il buono, il brutto ed il cattivo”, difficilmente ci si immaginava. Cosa ci azzecca (penserà il lettore)?…premiamo il taso rewind. Domenica 13 Novembre 2016. Ore 14,30. Il Catania ospita il Catanzaro. Il match, sentito da entrambe le tifoserie, scorre lentamente nei primi quarantacinque minuti di gioco. Al duplice fischio, del “bello” D’Apice, i padroni di casa conducono per 2-1. Nulla lascia a presagire. Nella ripresa cambiano “toni” e “coloriture”. La sfera di cuoio, quella che più dovrebbe interessare ai ventidue uomini impegnati nel contendersela, diviene, suo malgrado, croce e delizia di un “piccante” diverbio. Comodamente depositata in fallo laterale dai giocatori in “boxer” rosso azzurro, per far sì che lo staff medico calabrese prestasse soccorso ad un proprio calciatore vittima, più che di uno scontro di gioco, di una pistolettata alla coscia i ragazzi di Zavettieri hanno ben pensato di infischiarsene del fair play non restituendola successivamente. Prologo a quanto peggio potesse capitare. Il Catanzaro comprende ben presto di essere inferiore alle trame di gioco, quello con il “pallone” si intende, e per sopperirne alla mancanza cominciano a menar le mani. Il “cattivo” Di Cecco ha da ridire con Prestia, difensore giallo rosso dai natali palermitani. Il “brutto” Bergamelli soccorre il proprio compagno di squadra. La frittata è ben servita. Come nelle miglior pellicole che hanno avuto per protagonisti gli indimenticati Bud Spencer e Terence Hil, arriva la scazzottata finale. Un parapiglia generale che fa subito comprendere al pubblico presente come i tempi della Serie A siano un lontano ricordo. Un far west al quale partecipa allegramente il buon Pino Rigoli (ne approfittiamo per chiedere alla sartoria del Calcio Catania di accorciare e restringere il vestito del tecnico e non di riciclare quello fornito a Marcolin…insomma un pò di decenza Pinuzzo tra una manica ed un’altra ci nuota). A farne le spese? In primis il direttore di gara D’Apice (avrà pensato che la prossima volta sarà meglio rimanere ad Arezzo). A ruota Bergamelli e Prestia entrambi espulsi. Ma mica lo spettacolo finisce qui….no signori miei…il meglio deve ancora arrivare. Il buon Peppino (Prestia), non sappiamo per quale arcano motivo, sembra aver rimembrato l’adolescenza passata ad ammirare (non scandalizziamoci) sui video di Rocco Siffredi. Sappiamo tutti che certe “attività”, come ci diceva papà, rischiano di farti diventare “cieco”. Così “orbo” di rabbia,il difensore catanzarese, ricorda agli spettatori della Tribuna A di essere amante delle materie “orali” e che è nato a Palermo urlando un “Forza” di troppo. Uno strano caso del destino visto che Di Grazia, che invece risulta essere iscritto all’anagrafe natale di Catania, da lo schiaffo peggiore al Catanzaro:subito dopo triplica e chiude la gara (forse era meglio che quella palla la restituivano). Ma al peggio non vi è mai fine. Il buon Gil (o Drausio che dir si voglia) commette fallo da tergo sul diretto avversario. Per l’arbitro, che comincia a far denotare di non capirci più una mazza, è rosso diretto. Che topica!……ops…si doveva solo ammonire. Ma la Corrida continua…e vittime del “rosso” ci finiscono altri due calciatori ospiti. Con il sorriso in bocca concludo:caro Giudice Sportivo, sua Santità, una domanda la posso porre?…Bergamelli si becca una giornata di stop. Gil Drausio (per un fallo da semplice ammonizione) ne prende due di squalifica…ma le prende solo perchè avendo doppio nome ne deve essere comminata una per ognuno di questo?…non oso pensare chi, brasiliano, si chiami Luis Nereo Jano Turi Jachino Nzuddu do Nascimento…poverino…si beccherebbe almeno cinque giornate….e Prestia?…lascia il campo “insultando”, si Sua Suprema Signoria, “INSULTANDO” il pubblico….una sola giornata?….Carissimo, siamo in Lega Pro, che sta a significare “professionisti”…..non “Pro Imbecilli”…Atteggiamenti come quelli assunti dal Don Peppe domenica dovrebbero essere sanzionati in maniera molto più severa….non tanto quanto la sentenza ricaduta su Gil (consiglio:vai all’anagrafe e togli Drausio allora alla prossima altre due non te le leva nessuno)….
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